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7 maggio 2013 2 07 /05 /maggio /2013 09:27

http://www.guidecucina.it/ricetta-gamberi-alla-fonduta-di-gorgonzola-175830.html

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Per eseguire la ricetta dei gamberi alla fonduta di gorgonzola alla perfezione, bisognerebbe adoperare quello rosso che viene pescato in Sicilia nel Trapanese il cui gambero autoctono è sicuramente il più prelibato per le sue caratteristiche organolettiche che sono le più prelibate e depositarie di moltissime vitamine nobili esaltate da schef e nutrizionisti. Ma per preparare questa pietanza non è necessaria alcuna competenza culinaria perché essa è semplice e faci da eseguire.

 

Se si riesce a trovare il gambero rosso indicato sarebbe il meglio per la sua riuscita, altrimenti si può utilizzare anche il gambero da frittura surgelato per creare questa ricetta dal gusto particolare che abbina un classico sapore marino ad uno tipicamente terrestre del formaggio gorgonzola. Un abbinamento di sapori che risultano gradevoli e saporiti da servire sia come antipasto che un gradevole "secondo". Inoltre è una ricetta che facilita l'avvicinamento dei bambini al consumo di un alimento sano e che solitamente i minori non gradiscono.

 

La sua preparazione è abbastanza semplice e veloce una volta acquisiti gli ingredienti giusti per almeno 2 persone che sono necessari almeno 10 gamberoni, del gorgonzola un po di burro, pepe, una pizzico di timo fresco e del latte q.b. Bisogna inizialmente pulire i gamberi licerandoli dall corteccia e il filo intestinale, ma senza togliere la testa. Il trucco consiste nel saper asportare quest'ultmo che inficerebbe il sapore della pietanza per il suo gusto amarognolo. Esso va tolto sollevando uno stuzzicadenti o una pinzetta, sollevandolo e sfilandolo dal suo alveolo.

 

Dopo la pulizia i gamberi vanno tagliati in senso longitudinale e posti su una teglia che va chiusa con la carta da forno, con un pizzico di sale del timo, un pizzico di pepe ed un filo d'olio extra vergine d'oliva ed il tutto ricoperto con altra carta da forno. A parte in un recipiente, va sciota una noce di burro e del gorgonzola con l'aggiunta di latte ed amalgamare fino ad ottenere la densità desiderata. Ora la teglia con i gamberi va posta sul fuoco con la fiamma tenue per circa 3 minuti sino a che i gamberi perdono l'acqua.

 

La pietanza è pronta per essere servita avendo l'accortezza di predisporre i piatti caldi, dove viene spianata la fonduta , quindi vanno adagiati i gamberi . Per insaporirli ulteriormente è bene farvi gocciolare sopra di essi l'olio ove sono stati cotti.Il sapore ottenuto è sorprendente per la delizia del palato. E come diceva qualcuno, provare per credere!

http://www.guidecucina.it/ricetta-gamberi-alla-fonduta-di-gorgonzola-175830.html

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7 maggio 2013 2 07 /05 /maggio /2013 09:02
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6 maggio 2013 1 06 /05 /maggio /2013 19:01

 

 

 

 

 

 

Liberator è il nome della prima pistola funzionante stampata in 3D. Dietro a questo progetto c’è Cody Wilson, fondatore e dirigente della Defense Distributed, dallo scorso marzo produttore di armi autorizzato.

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La Liberator è composta da 16 pezzi diversi quasi totalmente in plastica. 15 pezzi sono stati creati in quattro ore, con una stampante 3D. Il pezzo numero 16 è il percussore, costituito da una comune vite d’acciaio. La pistola funziona senza problemi con proiettili calibro 9mm commerciali.

Wilson dichiara «Ovunque ci sia un computer, Internet ed una stampante 3D, c’è la possibilità di creare una pistola in meno di 4 ore. L’obiettivo è quello di mettere chiunque nelle condizioni di prodursi in proprio un’arma funzionante. Il progetto della Liberator, sarà scaricabile dal sito web di Defense Distributed. Riconosco che questo strumento si potrebbe usare per far male a qualcuno. È una pistola. Ma non credo che per questo non vada messa in circolazione».

Liberator-456

Ci sono leggi contro le armi non rilevabili dai metal detector, e non mancano politici statunitensi pronti a bloccare la Liberator basandosi su tali norme. Wilson ha inserito 170 grammi di acciaio nella Liberator, il che rende il progetto legalmente accettabile. Queste mosse sono valse alla Defense Distributed la licenza di produttore di armi.

Il deputato Steve Israel dichiara «I controlli di sicurezza e le leggi sulle armi serviranno a ben poco se i criminali si potranno stampare a casa armi da fuoco e farle passare attraverso i metal detector. Un terrorista o una persona malata di mente potrebbe aprire una fabbrica di armi in casa».

Per molti Wilson è un folle che istiga alla violenza, uno che suggerisce di tenere pronte le armi per eliminare i rappresentanti del governo. Per lui invece l’obiettivo è solo dimostrare come la tecnologia possa aggirare le leggi. Wired l’ha inserito tra le 15 persone più pericolose del mondo.

Liberator il video

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6 maggio 2013 1 06 /05 /maggio /2013 18:22

 

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Un viaggio alla scoperta delle più significative eccellenze scientifiche italiane. È la mostra ‘Italia del futuro’, una selezione di oltre 20 exhibit interattivi che dal prossimo 17 aprile saranno ospitati negli Istituti italiani di cultura di Giappone, Stati Uniti ed Europa: prima tappa Tokyo, dove la mostra, grazie al supporto della nostra Ambasciata, è in programma fino al 17 maggio 2013.


L’evento è promosso dal ministero degli Affari Esteri e realizzato dal Consiglio nazionale delle ricerche in collaborazione con Istituto italiano di tecnologia, Istituto nazionale di fisica nucleare, Istituto di biorobotica della Scuola Superiore Sant'Anna e con il contributo di altre istituzioni. L’obiettivo è  diffondere un’immagine dell’Italia in cui scienza e tecnologia rappresentano i cardini dello sviluppo, mettendo in evidenza il contributo della nostra comunità scientifica nel ‘Made in Italy’ e nei settori della robotica, della fisica delle particelle, della medicina, dei trasporti, dell’archeologia e della conservazione dei  beni culturali. 

Il percorso espositivo, progettato dalla Sezione divulgazione scientifica dell’Ufficio promozione e sviluppo collaborazioni (Cnr-Psc) su un’idea di Manuela Arata, è articolato in cinque sezioni: in ‘Un nuovo Made in Italy’ sono presenti dispositivi tecnologici sviluppati dall’Ente quali i tessuti ‘a lavatrice zero’ (Istec-Cnr), i sensori elettronici per la rilevazione di CO2 nelle bottiglie di vino (Cnr-Ifn), e dispositivi fotovoltaici di terza generazione (Cnr Nano e Iit). Dall’Insean-Cnr provengono i modelli di carene di motoscafi e navi militari utilizzati per prove di idrodinamica che costituiscono l’area dei ‘Trasporti’, mentre nell’area ‘Medicina’ sono presenti, tra l’altro, gli impianti ossei di ultima generazione ‘Bone Aid’ (Istec-Cnr) e i sistemi per la riabilitazione degli arti sviluppati dall’Iit ‘ArBot’ e ‘WristBot’. Il Politecnico di Milano cura una particolare esposizione di ‘gioielli e quadri al titanio’. 
“Questa mostra è uno spaccato rappresentativo dell'eccellenza scientifica italiana, che dimostra in modo creativo e intrigante quanto la ricerca sia importante e utile per la crescita e il miglioramento delle condizioni di vita in ogni Paese. Un invito a sostenere gli investimenti in ogni settore della conoscenza, anche in tempi di crisi globale”, afferma il Presidente del Cnr Luigi Nicolais.

A cura di Istituto italiano di tecnologia e Sant'Anna è la sezione di ‘Robotica’, con una copia del robot umanoide ‘iCub’ e la zampa idraulica del robot quadrupede ‘HyQ’, del robot per la raccolta differenziata ‘DustCart’, e del prototipo di braccio robotico ‘Octopus’. “La ricerca italiana in alta tecnologia non può prescindere da un rapporto molto stretto con il Giappone. Settori come nanotecnologie, robotica e scienza dei materiali vedono le nostre comunità profondamente coinvolte e collaborative”, dichiara Roberto Cingolani, direttore scientifico dell’Istituto italiano di tecnologia. “La robotica è la risposta tecnologica a bisogni reali dei cittadini, a una società che invecchia, alla necessità di ambienti sempre più intelligenti e sostenibili: la nostra partecipazione intende mostrare alcuni strumenti che possono proiettarci nel progresso”, aggiunge Paolo Dario, direttore dell’Istituto di biorobotica della Scuola Superiore Sant'Anna.

Nella sezione dedicata ad ‘Archeologia e beni culturali’, invece, il Cnr presenta la ricostruzione virtuale della tomba etrusca Regolini-Galassi (Itabc-Cnr) e il portale del Museo virtuale dell’Iraq (Ibam-Cnr), oltre a una postazione interattiva sulle missioni archeologiche al di fuori del territorio italiano sostenute dal ministero degli Affari Esteri. L’Istituto nazionale di fisica nucleare, infine, cura la ‘Fisica delle particelle’ con una postazione virtuale che permette di visitare i laboratori del Gran Sasso, alcuni dei mattoncini utilizzati nell’esperimento ‘Opera’ per la rilevazione di neutrini e un exhibit interattivo che riproduce le collisioni di particelle. “La collaborazione della comunità di fisici italiani con quella giapponese è consolidata e riguarda importanti esperimenti internazionali: con questa mostra crediamo di consolidare ulteriormente il legame tra i nostri scienziati”, ricorda il presidente dell’Infn Fernando Ferroni. 

‘Italia del futuro’ è allestita all’Istituto italiano di cultura a Tokyo nell’ambito della rassegna ‘Italy in Japan 2013’: l’apertura al pubblico sarà preceduta da una tavola rotonda sul tema della cooperazione nella ricerca che vedrà coinvolti i rappresentanti degli enti organizzatori, in programma martedì 16 aprile. Mercoledì 17, sempre all’Istituto, si terrà il workshop ‘Research cooperation for the sea of tomorrow’, con esperti italiani e giapponesi.  

Il tour della mostra prosegue con le due tappe statunitensi, in occasione dell’Anno della cultura italiana in Usa a San Francisco (12 luglio–23 agosto) e a Los Angeles (13 settembre–10 ottobre), per concludere il 2013 a Budapest (26 novembre–18 dicembre) dove la mostra è organizzata nell’ambito dell’Anno culturale Italo-ungherese. Edizioni minori della mostra, con contributi video e totem touch screen, sono inoltre previste a Sofia, Algeri, Tripoli, Toronto, Vancouver e Baghdad

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5 maggio 2013 7 05 /05 /maggio /2013 12:17

 

 

 

 

 

 

MAVEN (Mars Atmosphere and Volatile EvolutioN) è la nuova missione di esplorazione spaziale che fa parte del programma Mars Scout ed è costituita da una sonda destinata a  studiare l’atmosfera marziana. Verrà lanciata il prossimo mese di novembre e si prevede che raggiunga Marte nell’autunno de 2014, quando entrerà in una orbita ellittica ad una altezza compresa tra circa 145 e 6.200 km dalla superficie del pianeta.
L’obiettivo scientifico principale della missione è quello di studiare la tenue atmosfera e la ionosfera marziane e, in particolare, a cercare di comprendere come la perdita di atmosfera di Marte abbia determinato anche quella dell’acqua sul pianeta rosso.

Rappresentazione artistica della sonda MAVEN in orbita attorno a Marte. (NASA)

Adesso, la NASA, come già fatto in occasione di altre missioni interplanetarie, invita tutti a inviare online il proprio nome e un messaggio personale di tre righe che verranno registrati su di un DVD che verrà imbarcato sulla sonda MAVEN.
L’iniziativa fa parte della campagna “Going To Mars“, coordinata dall’Università del Colorado (Boulder) e nata per avvicinare il pubblico più giovane alle scienze spaziali. Sul DVD sarà memorizzato ogni nome presentato (bisogna avere almeno 18 anni). Il pubblico è inoltre invitato a presentare un messaggio in forma di una poesia di tre righe, o haiku. Tre di questi haiku saranno selezionati e inseriti nel DVD. La scadenza per tutte le comunicazioni è il 1 luglio. Un voto pubblico online, che avrà inizio il 15 luglio, selezionerà i vincitori e quindi i 3 messaggi da incidere sul DVD.
“La campagna ‘Going to Mars‘ offre alle persone di tutto il mondo un modo per avere un legame personale con lo spazio, con l’esplorazione dello spazio, e con la scienza in generale, e condividere il nostro entusiasmo per la missione MAVEN”, ha detto Stephanie Renfrow, dirigente del programma MAVEN Education and Public Outreachall’Università del Colorado.
I partecipanti che presenteranno i loro nomi alla campagna potranno stampare un certificato per documentare il loro coinvolgimento con la missione MAVEN. “Questa nuova campagna è una grande opportunità per raggiungere la prossima generazione di esploratori e coinvolgerli su scienza, tecnologia, ingegneria e matematica”, ha detto Bruce Jakosky, del progetto MAVEN. “Non vedo l’ora di condividere la nostra scienza con la comunità mondiale, quando MAVEN inizierà a dirci cosa è successo all’atmosfera del pianeta rosso.”
Chi volesse partecipare all’iniziativa può farlo collegandosi al sito web
http://lasp.colorado.edu/maven/goingtomars/

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3 maggio 2013 5 03 /05 /maggio /2013 17:22
I superpoteri di Mozart
Nel 2006 ricorreva il 250° anniversario dellla nascita di Wolfang Amadeus Mozart, il musicista più geniale e controverso della storia. Il suo paese natale, l'Austria, lo celebrò con centinaia di concerti, manifestazioni ed eventi.
Nel 2006 ricorrerà il 250esimo anniversario della nascita di Mozart. L'Austria festeggia il genio della musica con una vasta serie di manifestazioni: nuovi musei, appassionanti opere e concerti straordinari, festival e gala, messe, mostre speciali, letture e conferenze a Salisburgo, Vienna e dovunque ha lasciato la sua impronta immortale.
Nel 2006 ricorreva il 250esimo anniversario della nascita di Mozart. L'Austria festeggiò il genio della musica con una vasta serie di manifestazioni: nuovi musei, appassionanti opere e concerti straordinari, festival e gala, messe, mostre speciali, letture e conferenze a Salisburgo, Vienna e dovunque ha lasciato la sua impronta immortale.
Immaginatevi un cocktail tra il genio di Prince, i capricci di Michael Jackson e l'estro di Robbie Williams. Non stiamo descrivendo l'ultima pop star di successo, ma quello che sarebbe Wolfang Amadeus Mozart se fosse vissuto oggi. Parola di Herbert Brugger, del ufficio del turismo di Salisburgo, l'incantevole città austriaca che diede i natali al celebre compositore giusto 250 anni fa, il 27 gennaio 1756. 
Per festeggiare l'anniversario, in tutta l'Austria sono previste suntuose celebrazioni, festival, mostre ed eventi di ogni tipo per gli appassionati di musica e non solo per loro. 

Un genio, mille contraddizioni
Sarà anche l'occasione per riesaminare le contraddizioni e le diverse interpretazioni del suo genio. La sua breve vita, 35 anni soltanto, è stata infatti dipinta nei modi più diversi: bambino prodigio esibito come animale da circo nelle corti europee, ragazzaccio sboccato e probabilmente un po' folle, giovane uomo legato a culti esoterici e massonici. Una diffusa leggenda lo vuole persino vittima della gelosia del rivale Antonio Salieri; per gli amanti della musica classica, era divinamente ispirato; per alcuni psicologi moderni, invece, soffriva di una regressione psicologica all'infantilismo. 
Ma in questi ultimi anni, l'aspetto più controverso dell'eredità del genio di Salisburgo riguarda gli effetti salutari che la sua musica avrebbe su corpo e psiche. Mozart sarebbe un vero taumaturgo e la sua musica in grado di curare dall'acne all'Alzheimer, rendere i nascituri più intelligenti e migliorare le prestazioni degli studenti. 

Benefici effimeri 
Ma cosa c'è di vero e scientificamente provato in quello che comunemente viene definito "Effetto Mozart"? Alcuni studi neurochirurgici condotti a Chicago (USA) dimostrano che alcuni brani di Mozart sono in grado di ridurre la gravità e la frequenza degli attacchi epilettici; presso l'Università di Irvine, in California, invece, alcuni malati di Alzheimer sono riusciti meglio in alcuni test mentali dopo aver ascoltato 10 minuti di musica di Mozart. 
Ma la maggior parte del materiale che dimostra i super poteri della musica di Mozart è soltanto aneddotico o poco supportato da ricerche scientifiche: l'attore francese Gérard Depardieu dice che Mozart "lo ha aiutato" a guarire dalle balbuzie; Alfred Tomatis, un medico parigino, lo utilizza per curare la depressione e altri disturbi dell'umore. Persino il primo articolo scientifico che ha dato vita al cosiddetto "effetto Mozart", pubblicato nel 1993 sulla prestigiosa rivista Nature è stato oltremodo sopravalutato. 
La ricerca, condotta da Gordon Shaw e Frances Rauscher, dimostrava che gli studenti che avevano ascoltato il primo movimento della sonata in Re maggiore per due piani riuscivano meglio in alcuni test di intelligenza spaziale. Sebbene l'aumento delle abilità spaziali fosse soltanto temporaneo e l'esperimento non si riuscì a ripetere, la ricerca diede il via a una serie di nuovi test e tentativi. E alla vendita - soprattutto negli Stati Uniti - di molti CD di musica mozartiana che millantavano effetti prodigiosi sullo sviluppo dell'intelligenza di feti e bambini.
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3 maggio 2013 5 03 /05 /maggio /2013 10:59

 

 

 

 

 


Ce l'abbiamo fatta: l'Europa ha appena messo al bando i pesticidi ammazza-api!! Mega-aziende come Bayer si sono scagliate con tutte le loro forze contro questa decisione, ma una grande mobilitazione, la scienza e delle istituzioni che si sono finalmente aperte ci hanno permesso di vincere!! 

Vanessa Amaral-Rogers dell'organizzazione per la conservazione delle specie Buglife, ha detto: 

“E' stato un voto dal risultato incerto fino all'ultimo ma, grazie a un'enorme mobilitazione dei membri di Avaaz, degli apicoltori e di molti altri, abbiamo vinto! Non ho alcun dubbio sul fatto che i fiumi di chiamate e email ai ministri, le iniziative a Londra, Bruxelles e Colonia, e la gigantesca petizione firmata da 2,6 milioni di persone hanno reso possibile questo risultato. Grazie ad Avaaz e a tutti quelli che hanno lavorato così duramente per salvare le api!”

Le api sono fondamentali per la produzione di circa due terzi di tutto il nostro cibo: per questo non appena gli scienziati hanno cominciato a notare che silenziosamente stavano morendo a un tasso terrificante e senza precedenti, Avaaz è entrata in azione, e abbiamo continuato a spingere finchè abbiamo vinto. La vittoria di questa settimana è il risultato di due anni in cui abbiamo sommerso i ministri di messaggi, organizzato manifestazioni per attirare l'interesse dei media assieme agli apicoltori, finanziato sondaggi e molto, molto altro. Ecco come ci siamo riusciti, tutti assieme: 

  • Spingendo la Francia a resistere.Nel gennaio del 2011, un milione di persone hanno firmato la nostra richiesta alla Francia di mantenere il bando sui mortali pesticidi neonicotinoidi. I membri di Avaaz e gli apicoltori hanno incontrato il ministro francese dell'agricotura e hanno riempito l'etere facendo pressione su di lui affinché si opponesse all'aggressivo lobbying dell'industria emantenesse il bando, mandando un forte segnale agli altri paesi europei.
  • Affrontando l'industria a testa alta.Bayer si è trovata di fronte ad Avaaz e ai suoi alleati che hanno portato la protesta alle sue ultime tre assemblee annuali. I manager e gli investitori del gigante dei pesticidi sono stati accolti da apicoltori, ronzii assordanti ed enormi striscioni con oltre 1 milione di persone che chiedevano loro di sospendere l'uso dei neonicotinoidi finché gli scienziati non avessero verificato il loro effetto sulle api.Avaaz ha perfino tenuto una presentazione all'interno di uno dei loro incontri, ma la Bayer ha detto 'no'.
  • Farcendo in modo che la scienza conti.A gennaio l'Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare ha rilevato che tre pesticidi mettono a rischio in modo inaccettabile le api, così siamo entrati in azione per assicurare che i politici europei rispondessero ai loro esperti scientifici. La nostra petizione è cresciuta velocemente fino a raggiungere 2 milioni di firme. Dopo molte discussioni con i funzionari dell'UE, Avaaz ha consegnato la richiesta proprio nella sede dell'UE a Bruxelles. Quello stesso stesso giorno la Commissione ha proposto una messa al bando per due anni!
  • Cogliendo l'opportunità.La battaglia per salvare le api ha cominciato a diventare incandescente tra febbraio e marzo. In tutta l'UE i membri di Avaaz sono entrati in azione mentre tutti i 27 stati dell'UE stavano per decidere se approvare o bocciare la proposta. Non appena i giganti dell'agricoltura Regno Unito e Germania hanno dichiarato che non avrebbero votato sì, Avaaz ha pubblicato sondaggi che mostravano l'esistenza di un'enorme maggioranza di inglesi e tedeschi a favore della messa al bando.I membri di Avaaz hanno mandato quasi mezzo milione di email ai ministri UE dell'Agricoltura.Evidentemente preoccupato di avere a che fare con i cittadini invece che con i soliti lobbyisti dell'industria, il ministro britannico Owen Paterson si è lamentato di un “cyber-attacco”, che i giornalisti hanno trasformato in una storia in nostro favore! E poi arriva Bernie: la nostra ape di 6 metri a Bruxelles. Un modo davvero impressionante per consegnare la nostra petizione mentre i negoziati entravano nelle fasi finali.I giornalisti si affollano attorno a Bernie, e ci dicono che abbiamo contribuito a spingere il ministro spagnolo a valutare i risultati scientifici in modo più approfondito e a fargli cambiare posizione. Ma non abbiamo ottenuto la maggiornaza di cui avevamo bisogno per far approvare la messa al bando.
  • Il via libera definitivo.Ad aprile la proposta per salvare le api viene mandata a una commissione d'appello, dandoci la speranza di poter far cambiare posizione ad altri paesi. Nella tirata finale, Avaaz si unisce a gruppi tra cui la Fondazione per la Giustizia Ambientale, gli Amici della Terra e la Rete d'Azione sui Pesticidi, oltre ad apicoltri e famosi stilisti di moda amanti delle api, per organizzare un'azione fuori dal Parlamento Inglese.In Germania, gli apicoltori lanciano loro stessi una petizione rivolta al governo, firmata da oltre 150mila tedeschi in soli due giorniche viene consegnata a Colonia poco dopo. Ancora altre chiamate piovono sui ministri in diverse capitali quando Avaaz deve rispondere a un emendamento abrogativo dell'Ungheria, e schiera l'ape Bernie di nuovo a Bruxelles. Le aziende di pesticidi comprano spazi pubblicitari nell'aereoporto per catturare l'attenzione dei burocrati in arrivo, e comprano spazi radio suggerendo altre misure come piantare fiori di campo. Ma la loro macchina da propaganda viene ignorata eper prima la Bulgaria e poi, il premio più grande, la Germania cambiano posizione e questa settimana abbiamo vinto, con oltre la metà dei paesi UE che votano a favore della messa al bando!

E' stato un lungo viaggio raggiungere questa obiettivo, e non sare
Le api di Avaaz
Api "muoiono" alla sede centrale di Bayer, Colonia

Bernie a Bruxelles
Bernie, l'enorme ape gonfiabile, aiuta a consegnare la nostra petizione di 2,6 milioni a Bruxelles
La marcia degli apicoltori
Gli apicoltori ci aiutano a consegnare la nostra enorme petizione a Downing Street
Bernie su The Independent
L'ape Bernie ritratta sul giornale inglese The Independent
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3 maggio 2013 5 03 /05 /maggio /2013 10:28

 

 

 

 

 


Pronto per imparare a memoria una lunga fila di vocaboli. Photo credit: © Ingolf Hatz/Corbis
Serrare i pugni non è solo sinonimo di impazienza o rabbia, ma anche una tecnica utile agli smemorati: stringere le dita delle mani potrebbe aiutare a potenziare la memoria, come rivela uno studio pubblicato su Plos One . In particolare, stringere il pugno destro servirebbe a memorizzare una lista di parole, stringere quello sinistro, a richiamare questi vocaboli alla mente.

Questi semplici movimenti andrebbero infatti a modificare temporaneamente i circuiti cerebrali utilizzati, attivando le aree coinvolte nei processi di memorizzazione. In particolare, il gesto potenzierebbe l'attività neuronale nel lobo frontale dell'emisfero controlaterale rispetto alla mano usata (il lobo frontale destro se si stringe la sinistra e viceversa).
Un gruppo di neuroscienziati della Montclair State University (Canada) ha suddiviso 50 partecipanti in 5 gruppi. A tutti è stata sottoposta una lista di 72 nomi da memorizzare. Il primo doveva stringere la mano destra per 90 secondi prima di imparare i vocaboli a memoria, e fare lo stesso prima di ripeterli; il secondo doveva ripetere le stesse azioni ma con la mano sinistra, mentre il terzo e il quarto gruppo dovevano alternare le due mani prima di memorizzare e ripetere. Un quinto gruppo di controllo ha compiuto l'esperimento senza stringere i pugni.

Il gruppo che ha stretto il pugno destro prima di memorizzare e il sinistro prima di ricordare i termini ha ottenuto i migliori risultati, sia rispetto a chi aveva usato modalità diverse, sia rispetto al gruppo di controllo (anche se in quest'ultimo caso la differenza registrata, avvertono gli scienziati, non è risultata statisticamente significativa).

Lo studio, pur essendo molto suggestivo e pubblicato su un'importante rivista scientifica, ha però un forte difetto: è stato realizzato su un campione molto limitato di persone (soltanto 50). Le sue conclusioni non vanno prese come definitive.

Passate ricerche hanno dimostrato che stringere il pugno destro attiva l'emisfero sinistro del cervello, e stringere il sinistro attiva quello destro. Nella processazione dei ricordi si utilizzano entrambi i lati del cervello: quello sinistro per codificare le memorie e quello destro per richiamarle alla mente. Ulteriori ricerche dovranno chiarire, magari anche attraverso la tecnica dell'fMRI, se sia possibile migliorare, stringendo i pugni, anche le performance in altri processi mentali, come le abilità verbali e spaziali o la memoria fotografica di luoghi e volti
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3 maggio 2013 5 03 /05 /maggio /2013 09:18

Nell'ipotalamo la sede del programma che scandisce l'avanzare degli anni e la durata della vita. La ricerca condotta dall'Albert Einstein College di medicina di New York, coordinato da Donsheng Cai, potrebbe aprire nuove strade sulla possibilità di controllare molte malattie legate all'avanzare degli anni

A DIRCI che stiamo invecchiando non sono le rughe né l'età, ma il cervello. Con una vera "data di scadenza" scritta sull'ipotalamo. Una data che scandisce l'avanzare degli anni e persino la durata della vita. A rivelarlo è una ricerca dell'Albert Einstein College di medicina di New York, pubblicata sulla rivista Nature. Questa deadline, al momento individuata soltanto nei topi, potrebbe aprire nuove strade sulla possibilità di controllare molte malattie legate all'avanzare degli anni. 

L'ipotalamo è noto per essere la struttura che si trova nella zona centrale compresa fra i due emisferi cerebrali ed è considerato la parte più primitiva del cervello dei mammiferi, cruciale nel controllo di un grande numero di funzioni vitali: dalla fame alla sessualità. Adesso il gruppo dell'Albert Einstein College, coordinato da Donsheng Cai, ha scoperto che la zona potrebbe anche essere la sede del programma che innesca il processo di invecchiamento.

A far partire il programma sarebbe una sorta di interruttore molecolare, una proteina indicata con la sigla "NF-kB" e finora nota come la "guida" che aiuta le cellule a reagire agli stimoli negativi esterni, come stress, radicali liberi e raggi ultravioletti. Attivare questa proteina significa ridurre il livello dell'ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRH), che viene prodotto nell'ipotalamo e la cui riduzione corrisponde al declino delle cellule nervose. I ricercatori 

hanno dimostrato che aumentare il livello di questo ormone può aumentare la produzione di neuroni, rallentando l'invecchiamento. E' la base per una futura strategia per poter controllare molte malattie legate all'invecchiamento.
 

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2 maggio 2013 4 02 /05 /maggio /2013 18:24

 

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Seppure i suoi obiettivi scientifici si trovano nelle profondità dello spazio, AGILE con le sue osservazioni sta aprendo un nuovo capitolo anche nello studio dei fenomeni più estremi che avvengono nell’atmosfera del nostro pianeta. È grazie al satellite tutto italiano per l’astrofisica delle alte energie se oggi sappiamo che i temporali particolarmente intensi e lampi da essi prodotti possono accelerare nell’atmosfera particelle a valori estremi di energia, con un impatto sull'ambiente e potenziali effetti anche sugli aerei in volo. Queste evidenze sono il frutto di uno studio basato sulle osservazioni effettuate dal satellite dell'ASI AGILE (Astrorivelatore Gamma a Immagini LEggero) e realizzato da un gruppo di ricerca italiano che coinvolge studiosi di diversi enti e università, ASI, INAF, INFN, CNR, Università di Roma Tor Vergata, Università di Padova. Il lavoro è stato recentemente pubblicato nella rivista internazionale NHESS (Natural Hazards & Earth System Sciences) e i risultati sono stati appena presentati ufficialmente anche a Vienna in occasione del convegno della European Geosciences Union (EGU). 
Lo studio mette in luce una classe particolare di lampi, i cosiddetti ‘Lampi Gamma Terrestri’ (Terrestrial Gamma-Ray Flashes, TGF) che producono radiazione gamma di alta energia accelerando particelle cariche (elettroni) fino a energie corrispondenti a potenziali elettrici di centinaia di milioni di Volt. Valori estremi che rappresentano il limite massimo di differenze di potenziale che possono instaurarsi tra nubi e terra o tra una nube e l’altra. Finora AGILE ha rivelato molte centinaia di Lampi Gamma Terrestri da quando è entrato in funzione nel 2007 e grazie agli strumenti di cui è dotato è l'unico al mondo a rivelarli alle energie più alte, continuando a farlo con grande efficienza.

I ricercatori stanno studiando il fenomeno con grande attenzione, specie per le importanti conseguenze che può avere, sia nell’ambiente terrestre che per le attività umane. I Lampi Gamma infatti producono nell'atmosfera un intenso fascio di radiazione e particelle (elettroni e neutroni) che influenzano l'ambiente circostante in modo sostanziale. In particolare, la radiazione e il flusso di particelle possono interagire con aerei che si trovino a volare nell'immediata prossimità della scarica. Tale evenienza può verificarsi a maggior ragione in quanto nei temporali spesso è l'aereo stesso che attiva la scarica del lampo. In presenza di potenziali elettrici molto grandi che accelerano le particelle cariche alle alte energie, tale lampo può divenire un Lampo Gamma.

Gli aerei hanno numerosi sistemi di sicurezza per proteggersi dalle scariche elettriche dei lampi ordinari, ma il flusso elettromagnetico e di neutroni prodotto dal Lampo Gamma può essere molto intenso ed è sostanzialmente diverso dalla scarica elettrica dei lampi ‘normali’. Esiste la possibilità che le componenti elettroniche degli aerei commerciali (oltre che le persone) possano essere influenzati e danneggiati dai flussi combinati di radiazione e particelle dei Lampi Gamma Terrestri in particolari condizioni.

Un gruppo di ricerca italiano sta studiando il problema dell'influenza dei Lampi Gamma sugli aerei da diversi anni. “Abbiamo esaminato vari possibili scenari di interazione della radiazione e particelle dei Lampi Gamma con le componenti elettroniche degli aerei di linea”, afferma Marco Tavani (INAF) coordinatore del gruppo. "La componente più pericolosa consiste nel flusso di neutroni che possono essere generati all'interno dell'aereo. Si genera un ‘flash’ di particelle che possono influenzare componenti elettroniche critiche dell'aereo. È una possibilità che merita la massima attenzione e che richiede uno studio approfondito. Stiamo proponendo di usare i dati del satellite AGILE che opera sulle zone equatoriali per una mappatura e allerta dei Lampi Gamma. Inoltre vorremmo poter effettuare nuove misurazioni sia a terra che in volo che possano condurre a comprendere il fenomeno e a migliorare la sicurezza del volo aereo. Si tratta di eventi potenzialmente rari ma non per questo da trascurare. Il nostro gruppo in Italia è all'avanguardia per lo studio dei Lampi Gamma Terrestri e delle loro implicazioni per l'ambiente, il clima e il volo aereo”.

 “Definire le condizioni elettriche dinamiche e microfisiche che trasformano una nube temporalesca in una sorgente di Lampi Gamma è un importante obiettivo, ed è raggiungibile utilizzando le più avanzate misure e tecniche di telerilevamento delle caratteristiche delle nubi in sinergia con le misure del flusso elettromagnetico e di neutroni”, dice Stefano Dietrich (CNR-ISAC).   “Stiamo affrontando un aspetto completamente nuovo mettendo a sistema le eccellenti competenze nazionali in un contesto multidisciplinare con notevoli ricadute applicative: condizioni perfette per la ricerca moderna.”

“L’importante risultato ottenuto dal Team scientifico del satellite AGILE dimostra come la preparazione professionale in campo astrofisico, proprio perché allenata ad affrontare problemi complessi, sia in grado di riconoscere eventi inattesi che hanno rilevanza in campi diversi da quelli normalmente perseguiti e di dedicarvisi con grande flessibilità, acquisendo in tempi brevi le necessarie competenze. È un dato su cui meditare anche in fase di valutazione e riforma dei percorsi formativi universitari”, dice Piero Benvenuti (Università di Padova). 

“L'alto flusso di fotoni energetici (raggi Gamma) dei Terrestrial Gamma-Ray Flashes,rivelati all'altezza dell'orbita di AGILE,considerando che i vertici dei TGF i si trovano a circa 15 Km dalla superfice terrestre,  implica   che nei campi elettrici generati dalle nubi temporalesche  si devono accelerare un elevato numero di elettroni” dice Guido Barbiellini (INFN e Università di Trieste). “La densità di particelle cariche alle quote poco superiori delle nubi è calcolabile dal flusso misurato in orbita, e risulta molto elevata e concentrata in tempi anche inferiori al millesimo di secondo. Queste potenze devono essere ben conosciute per studiarne gli effetti sull'atmosfera e sulle apparecchiature elettroniche degli aerei. Lo studio dettagliato dei meccanismi di accelerazione nel plasma e della propagazione del fascio complesso di gamma e neutroni permette di studiare la teoria di questi ancora sconosciuti fenomeni e di fare previsioni sullo spettro energetico delle particelle e quindi di poter prevedere eventuali aspetti pericolosi per i passeggeri e per le strumentazioni di volo”.

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Published by lalchimista - in Nautica e Aeronautica
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