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9 luglio 2016 6 09 /07 /luglio /2016 10:37
Ecco la nuova idea realizzata di fattoria galleggiante.Sarà il futuro degli allevamenti?

Ecco la nuova idea realizzata di fattoria galleggiante.Sarà il futuro degli allevamenti?

E' cominciata a Rotterdam, in Olanda, la costruzione della prima fattoria galleggiante "animal friendly". A lavori ultimati, entro fine anno, ospiterà 40 mucche che potranno produrre circa 1200 litri di latte al giorno. La produzione sarà circolare: comprenderà cicli di sostanze nutritive, acqua ed energia. Il progetto, spiegano gli ideatori al Guardian, sarà un esempio da seguire e da riprodurre in scala per nutrire le città in un mondo sempre più urbanizzato e popolato, in particolare nei centri densamente abitati che gravitano intorno ai delta fluviali.

Un progetto da 2 milioni e mezzo di euro

La fattoria è frutto della collaborazione di tre soggetti: Courage, l'istituto di agricoltura olandese, la Uit Je Eigen Stad che gestisce fattorie urbane a Rotterdam, e Beladon, specializzata in strutture galleggianti. Progetto da 2 milioni e mezzo di euro, la "floating farm" sarà autosufficiente: genererà ogni giorno prodotti necessari per automantenersi. L'urina delle vacche sarà purificata e usata per coltivare erba medica e altro foraggio, mentre il letame sarà utilizzato come concime o trasportato a fattorie vicine che ne avranno bisogno. Anche l'acqua piovana verrà raccolta e filtrata per abbeverare gli animali.

La struttura sarà alimentata da energie verdi

L'energia necessaria per il funzionamento verrà prodotta attraverso l'uso di pannelli solari e turbine. La sua collocazione nel porto di Rotterdam, in centro, ridurrà al minimo le distanze per i trasporti. Inoltre la fattoria ospiterà anche un laboratorio hi-tech dove si condurranno ricerche sulla produzione di cibo e sul trattamento di rifiuti e acqua. La produzione per i consumatori - cittadini o negozi - non si limiterà al latte, ma questo sarà trasformato anche in burro, yogurt e formaggio. La fattoria poi avrà uno scopo didattico e sarà aperta a tour e scolaresche. L'inaugurazione è prevista per gennaio 2017.

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14 giugno 2016 2 14 /06 /giugno /2016 10:35
Mentre cammini ti ricarichi ance il cellulare! Prodigioso.

Mentre cammini ti ricarichi ance il cellulare! Prodigioso.

Quando si è in viaggio e la batteria dello smartphone è quasi esaurita, in un futuro non troppo lontano si potrà ricaricare la batteria inserendo la spina... in una scarpa. Non, non stiamo inventando nulla: una innovativa tecnologia di raccolta e distribuzione dell'energia sviluppata dagli ingegneri meccanici della University of Wisconsin-Madison potrebbe ridurre la dipendenza dalle batterie dei dispositivi mobili.

Noi essere umani produciamo energia, che tramite una nuova tecnologia puo' essere accumulata e riutilizzata ad esempio per ricaricare proprio il telefono cellulare. La scarpa in grado di fare questo è stata realizzata da Vibram, una azienda italiana che produce suole di gomma per calzature, in collaborazione con InStep NanoPower, azienda americana specializzata nello sviluppo di soluzioni basate sulle nanotecnologie nei settori delle energie rinnovabili, proprietaria del brevetto.

In un articolo pubblicato il 16 novembre 2015 nella rivista Scientific Reports (via wisc.edu), Tom Krupenkin, professore di ingegneria meccanica presso la UW-Madison, e J. Ashley Taylor, uno scienziato del Dipartimento di Ingegneria Meccanica della UW-Madison, descrivono una tecnologia che permette di catturare e immagazzinare l'energia creata dal movimento dell'uomo e utilizzarla per ricaricare la batteria di dispositivi elettronici portatili, come ad esempio lo smartwatch o il tablet.

Krupenkin e Taylor hanno cercato nei mesi scorsi di collaborare con aziende per realizzare calzature che sfruttano la loro tecnologia, e in particolare hanno collaborato con la startup InStep Nanopower per concretizzare il progetto 'Hero'.

La tecnologia è ideale per essere integrata in una scarpa, il miglior accessorio che l'uomo indossa utile per catturare l'energia prodotta quando è in movimento.

Progetto Hero per la scarpa che ricarica lo smartphone

"Camminare genera un sacco di energia", dice Krupenkin. "Le stime teoriche indicano che una persona camminando può produrre fino a 10 watt per scarpa, e che l'energia viene al momento sprecato sotto forma di calore. Un totale di 20 watt per persona non è una cosa da poco, soprattutto rispetto alla quantità di energia che serve per alimentare la maggior parte dei moderni dispositivi mobili".

La scarpa realizzata da Vibram e InStep NanoPower si compone di un sistema integrato di accumulo e trasformazione dell’energia prodotta dalla camminata dell'uomo, chiamato Hero, che va inserito nell’intersuola della calzatura e permette di generare fino a 3 Watt di potenza semplicemente tramite una camminata. In circa 8 ore di camminata, il dispositivo riesce ad accumulare 8 Wh di energia, quantità sufficiente per tenere in carica lo smartphone, tra gli altri device.

Sono svariati gli utilizzi che si possono fare della tecologia e di scarpe che ne fanno uso - potrebbero tornare utili ai militari, che trasportano pesanti batterie per alimentare le loro radio, unità GPS e visori notturni quando si trovano in missione. Oppure, questa tecnologia potrebbe fornire una fonte di energia per le persone che si trovano in aree remote e in via di sviluppo del mondo, dove non si dispone di adeguate reti elettriche.

Guardando piu' in grande, oltre al sistema di raccolta e distribuzione dell'energia, il sistema integrato potrebbe essere dotato anche di appositi sensori utili per tracciare l'attività della persona; a questa punto, tramite una semplice connessione bluetooth (niente di piu' o di meno di quanto possibile oggi con smartwatch e altri wereable) i dati raccolti potrebbero essere inviati allo smartphone, che tramite una applicazione potrebbe generare statistiche sull'attività fisica tracciata. Di sicuro i sensori posti nella scarpa sono piu' efficienti, in termini di precisione, rispetto ai sensori che si indossano al polso.

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14 aprile 2016 4 14 /04 /aprile /2016 15:59
Il super computer più veloce al mondo è una eccellenza tutta italiana!

Il super computer più veloce al mondo è una eccellenza tutta italiana!

Tutto pronto per l’installazione del “supercomputer” Made in Italy Marconi. Il nuovo sistema sarà completato in poco più di 12 mesi, tra aprile 2016 e luglio 2017. Il nuovo supercomputer sarà un sistema Lenovo basato su architettura Intel® e raggiungerà una potenza di picco di circa 20 Pflop/s

Cineca è un Consorzio Interuniversitario senza scopo di lucro formato da 70 università* italiane, 5 Enti di Ricerca Nazionali e il MIUR.

Costituito nel 1969 (come Consorzio Interuniversitario per il Calcolo Automatico dell’Italia Nord Orientale), oggi il Cineca è il maggiore centro di calcolo in Italia, uno dei più importanti a livello mondiale. Operando sotto il controllo del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, offre supporto alle attività della comunità scientifica tramite il supercalcolo e le sue applicazioni, realizza sistemi gestionali per le amministrazioni universitarie e il MIUR, progetta e sviluppa sistemi informativi per pubblica amministrazione, sanità e imprese.

Sempre più punto di riferimento unico in Italia per l’innovazione tecnologica, con sedi a Bologna, Milano e Roma e oltre 700 dipendenti, il Cineca opera al servizio di tutto il sistema accademico, dell’istruzione e della ricerca nazionale.

Inizierà a metà aprile l’installazione del nuovo supercomputer italiano per la ricerca, un sistema co-disegnato dal Cineca sulla piattaforma NeXtScale di Lenovo. Il nuovo supercomputer sarà equipaggiato con la famiglia di prodotti Intel® Xeon Phi™ di prossima generazione, che si affiancheranno alla famiglia di processori Intel® Xeon™ E5 2600 v4, per garantire alla comunità scientifica un sistema con elevata potenza di calcolo, tecnologicamente all’avanguardia, in grado di contenere l’assorbimento di energia elettrica.

Il contratto di acquisizione è stato siglato lo scorso 30 marzo, dopo l’avvio di una procedura negoziata di selezione iniziata oltre un anno fa tramite bando europeo. La procedura si è conclusa a dicembre 2015, con l’assegnazione della realizzazione del sistema di calcolo alla società Lenovo, uno dei tre maggiori produttori globali nel mercato dei server basati su architettura x86 e da oltre due anni leader mondiale indiscusso del mercato PC (fonte: IDC).

Il piano di sviluppo dell’infrastruttura di Supercalcolo per la ricerca
Questa realizzazione rappresenta la prima fase del piano di sviluppo dell’infrastruttura Italiana a supporto della ricerca deliberata dagli organi di governo del Cineca. Il piano complessivo prevede un investimento di 50 Milioni di Euro in due fasi: la prima, appena avviata, metterà a disposizione della comunità scientifica una potenza di calcolo pari a circa 20 Pflop/s e una capacità di memorizzazione dati di oltre 20 PetaByte, la cui messa in produzione si completerà nella seconda metà del 2017. La seconda fase inizierà nel corso del 2019 e avrà come obiettivo l’incremento della potenza disponibile fino a raggiungere i 50/60 Pflop/s entro l’anno 2020.

“Con questo piano il Cineca riconferma la propria missione istituzionale di infrastruttura digitale di eccellenza per il calcolo e i Big Data a disposizione della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica”, ha dichiarato Emilio Ferrari, presidente del Cineca.

L’installazione del supercomputer
Il nuovo sistema, nome logico “MARCONI”, sarà progressivamente completato in poco più di 12 mesi, tra aprile 2016 e luglio 2017, secondo un piano di aggiornamenti successivi:

  • a giugno entrerà in produzione un sistema preliminare configurato con la famiglia di processori Intel® Xeon® E5 2600 v4 appena annunciati, basati su architettura Intel x86, progettato per raggiungere una potenza di calcolo di 2 Pflop/s;
  • entro la fine dell’anno si aggiungerà una partizione equipaggiata con la prossima generazione della famiglia di prodotti Intel Xeon Phi (identificati dal nome in codice Knigths Landing), basati su architettura many-core, che abiliterà una configurazione complessiva di circa 250 mila core con una potenza di calcolo prevista dell’ordine di circa 13 Pflop/s;
  • infine, nel corso del 2017, si prevede che il sistema traguardi una potenza computazionale complessiva di circa 20 Pflop/s impiegando la prossima generazione di processori Intel Xeon.

Il supercomputer sfrutta la nuova architettura Intel® Omni-Path, che offre interconnessione ad alte prestazioni per consentire la scalabilità efficiente delle migliaia di server del sistema. Un sottosistema storage a elevate prestazioni Lenovo GSS, che integra il filesystem IBM Spectrum Scale™ (GPFS), è connesso al fabric Intel Omni-Path e fornisce la capacità di memorizzazione dati.

“Mettendo a disposizione i più potenti sistemi di supercalcolo consentiremo ai ricercatori di affrontare le grandi sfide scientifiche e socioeconomiche del nostro tempo, dalla medicina di precisione al cambiamento climatico, dalla fisica fondamentale ai nuovi materiali. Supercalcolo e Big Data analitycs sono strumenti indispensabili per la scienza computazionale e data driven della ricerca nazionale e internazionale”, ha dichiarato Sanzio Bassini, Direttore del Dipartimento Supercalcolo e Innovazione del Cineca.

Lo sviluppo progressivo del sistema Marconi permetterà di utilizzare la tecnologia dei microprocessori allo stato dell’arte, offrendo un sistema di elevatissima potenza ma dall’anima “green”. Uno dei parametri del progetto concepito dallo staff del Cineca, infatti, è di incrementare progressivamente la potenza computazionale fino a 50 Pflop/s senza superare, in nessuna delle fasi, il limite di 3 MegaWatt di assorbimento elettrico.

“Non possiamo che essere orgogliosi, sia come azienda sia come team italiano, di essere stati scelti da Cineca per un sistema di enorme rilevanza scientifica nazionale e internazionale”, ha dichiarato Mirko Poggi, Amministratore Delegato di Lenovo Italia. “Siamo pronti a fare tutti i passi necessari per garantire la migliore prestazione computazionale ed energetica possibile dell’architettura che sarà realizzata in Cineca, a vantaggio della vasta comunità che se ne servirà”, ha aggiunto Marco Briscolini, responsabile del segmento High Performance Computing di Lenovo Italia.

“Siamo entusiasti di offrire i vantaggi di Intel® Scalable System Framework alla comunità del Cineca, costituita da ricercatori italiani e data scientist d’eccellenza. La suite di prodotti HPC di Intel, estremamente interoperabile e ottimizzata per le massime prestazioni, che comprende i processori Intel® Xeon®, i processori Intel® Xeon Phi™ e l’architettura Intel® Omni-Path, offre un design bilanciato che rende possibile l’enorme mole di prestazioni e scalabilità necessarie per affrontare le sfide estreme poste sia dall’High Performance Computing che dall’analisi dei big data utilizzando un’infrastruttura comune”, ha dichiarato Carmine Stragapede, Direttore Generale di Intel Italia.

Cineca è il Consorzio Interuniversitario di calcolo con sede a Casalecchio di Reno. Fondato nel 1969 senza scopo di lucro, è costituito da 70 Università italiane, 5 Enti di Ricerca e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Da oltre quarant’anni offre supporto alle attività di ricerca della comunità scientifica tramite il supercalcolo e le sue applicazioni grazie a un’infrastruttura tecnologica tra le più potenti al mondo; realizza sistemi gestionali per le amministrazioni universitarie e il MIUR; progetta e sviluppa sistemi informativi per imprese, sanità e pubblica amministrazione. cineca.it

Lenovo è una società globale da 46 miliardi di dollari che fa parte della classifica “Fortune 500”, ed è leader nel fornire tecnologia innovativa e servizi in diversi segmenti di mercato: consumer, professionale, grandi aziende pubbliche e private. Lenovo è uno dei leader mondiali nella produzione e commercializzazione di prodotti PC, workstation, server, storage, smart TV e una famiglia di prodotti mobile come smartphone e tablet lenovo.com.

Intel (NASDAQ: INTC) espande i confini della tecnologia per rendere possibili esperienze straordinarie. Per informazioni su Intel e sul lavoro dei suoi oltre 100.000 dipendenti consultate i siti web newsroom.intel.it e intel.it. Intel, Xeon, Xeon Phi e Omni-Path Architecture sono marchi o marchi registrati di Intel Corporation negli Stati Uniti e in altri Paesi.

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11 aprile 2016 1 11 /04 /aprile /2016 15:59
Invenzione tutta italiana destinata a sviluppi inimmaginabili!!

Invenzione tutta italiana destinata a sviluppi inimmaginabili!!

Scende in pista a Pergusa l'automobile solare siciliana "low cost", nata da un sogno del siracusano Enzo Di Bella, appassionato di vetture da corsa, in collaborazione con il dipartimento di Ingegneria industriale dell'Università di Catania. Si tratta dell'Archimede Solar Car, realizzata dall'associazione Futuro Solare, prototipo da corsa ad impatto zero, già invitata - nell'ultimo anno - a partecipare a tre competizioni internazionali in Australia Marocco e Cile.

Il "miracolo ecologico" di Di Bella - che sarà presentato domani alle 10,30 nella sala stampa dell'autodromo di Pergusa - costituisce il frutto di cinque anni di studi e sperimentazioni, spesi nella ricerca di un modello di vettura da corsa "low cost" interamente alimentata ad energia solare.Il progetto iniziale si è poi arricchito grazie al contributo di numerosi amici e volontari, che hanno sostenuto la realizzazione del prototipo, e all'intervento di studenti e laureandi guidati dal professore universitario Rosario Lanzafame, ordinario di Macchine e Sistemi energetici.

Dopo mesi di prove tecniche test in laboratorio, sperimentazione di nuove tecnologie applicate alla conversione fotovoltaica e all'ottimizzazione delle componenti meccaniche, la vettura è adesso pronta per essere testata sull'asfalto di una pista, quella ennese appunto, dove l'impresa del team di Futuro Solare ha già trovato il supporto di alcune imprese locali e di simpatizzanti del tema "energie ecosostenibili", interessati a sostenere, attraverso il crowfunding, lo sviluppo della progettazione e dell'innovazione sul prototipo.

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1 aprile 2016 5 01 /04 /aprile /2016 17:07
Se avete un problema di spazio sul vostro ipad o iphone ecco la soluzione per scaricare il tutto che rallenta il vostro apparecchio!

Se avete un problema di spazio sul vostro ipad o iphone ecco la soluzione per scaricare il tutto che rallenta il vostro apparecchio!

Utile soprattutto per iPhone e iPad con limitata capacità di memoria interna, Leef ha presentato al CES 2015 in corso una nuova flash drive progettata per i dispositivi iOS, che prende il nome di Leef iBridge TM. Si tratta di un piccolo dongle Lighting, ripiegato su se stesso a forma di “J”, nella cui seconda estremità è presente un tradizionale connettore USB. Si tratta di un accessorio compatto, che sparisce completamente e viene nascosto sul retro di iPhone, come mostrano le foto in calce, e che permette di immagazzinare fino a 256 GB di foto, video e musica.

L’idea di Leef è quella di portare una memoria esterna piccola e discreta nelle dimensioni su iOS, una gamma di accessori che non conta molti esponenti nel genere, contrariamente a quanto avviene invece nel mondo Android. Leef iBridge si collega direttamente ai dispositivi Apple compatibili con connettore Lightning e permette di effettuare automaticamente un backup del rullino interno, in modo tale da conservare sin da subito l’intera libreria sulla memoria esterna. Successivamente all’inserimento di iBridge, ogni scatto verrà automaticamente salvato sul flash drive, in modo tale da non avere più preoccupazioni relative allo spazio disponibile.

L’accessorio è già disponibile sul sito ufficiale e può essere acquistato nei diversi formati che variano da 16 GB fino a 256 GB. A prescindere dal formato acquistato, iBridge ha una forma elegante ed ergonomica ‘J’ che si adatta perfettamente al dispositivo, che nasconderà completamente la chiavetta. All’altro capo della memoria flash è presente un connettore USB Hi-Speed ​ che può essere collegato ad un qualsiasi Mac o PC Windows per trasferire i file. Leef iBridge, oltre che all’estetica, è attento anche all’autonomia di iPhone e non grava particolarmente sulla batteria interna.

Leef iBridge sarà corredato da un’apposita applicazione compatibile con iOS 7 e iOS 8, presto disponibile gratis in App Store. La chiavetta può essere acquistata a questo indirizzo nei vari formati da 16 ,32, 64, 128 e 256 GB, ad un prezzo che parte da 59 dollari.


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29 marzo 2016 2 29 /03 /marzo /2016 10:25
la storia di un veicolo che ha cambiato il modo di muoversi.

la storia di un veicolo che ha cambiato il modo di muoversi.

Fondata a Genova nel 1884 da Rinaldo Piaggio, all’epoca ventenne, la società Piaggio si dedicò all’inizio alla costruzione di arredamenti navali. In seguito l’attività dell’azienda venne estese anche alla costruzione di carrozze e vagoni ferroviari, motori, tram e carrozzerie speciali per autocarri. Intanto, con la prima guerra mondiale, la Piaggio fece il suo ingresso nel settore aeronautico, nel quale opererà per diversi decenni. Negli anni appena precedenti la seconda guerra mondiale, e anche durante il conflitto, Piaggio è stato uno dei maggiori produttori italiani di aerei e proprio per questo gli stabilimenti di Genova, Finale Ligure e Pontedera, diventano bersaglio delle forze alleate ed escono distrutti dalla II guerra mondiale.

I figli di Rinaldo Piaggio, Enrico e Armando, nell’immediato dopoguerra curarono il nuovo avvio della produzione industriale. Enrico, ebbe il compito di ricostruire il grande stabilimento di Pontedera, anche recuperando parte dei macchinari che intanto erano stati trasferiti a Biella. Enrico, dal canto suo, puntò ad una totale riconversione industriale, puntando sulla mobilità individuale di un Paese che usciva dalla guerra. Avrebbe realizzato la sua intuizione, creando allo stesso tempo un veicolo destinato a grandissima celebrità, grazie allo straordinario lavoro progettuale di Corradino D’Ascanio (1891-1981), ingegnere aeronautico e geniale inventore. La Vespa nasce così dalla volontà di Enrico Piaggio di creare un prodotto a basso costo e di largo consumo, idea già elaborata negli ultimi anni di guerra. E fu nello stabilimento di Biella che venne realizzato un “motorscooter” sul modello delle piccole motociclette per paracadutisti. Il prototipo, siglatoMP 5, venne battezzato “Paperino” per la sua strana forma: ma non piacque ad Enrico, che incaricò Corradino D’Ascanio di rivedere il progetto. Il progettista aeronautico non amava però. Secondo lui era scomoda, ingombrante, con gomme troppo difficili da cambiare in caso di foratura; e inoltre, a causa della catena di trasmissione, sporcava. E dunque cerò di rimediare a tutti questi inconvenienti, riuscendovi proprio grazie alla sua esperienza aeronautica.

Per eliminare la catena immaginò un mezzo con scocca portante, a presa diretta; per rendere la guida più agevole pensò di posizionare il cambio sul manubrio; per facilitare la sostituzione delle ruote escogitò non una forcella ma un braccio di supporto simile appunto ai carrelli degli aerei. E infine ideò una carrozzeria capace di proteggere il guidatore, di impedirgli di sporcarsi o scomporsi nell’abbigliamento: decenni prima della diffusione degli studi ergonomici, la posizione di guida di Vespa era pensata per stare comodamente e sicuramente seduti, anziché pericolosamente in bilico su una motocicletta a ruote alte. Una vera e propria rivoluzione, dunque. Si trattava di un mezzo pratico e maneggevole, oltre che divertente e adatto a tutti. Persino alle donne.

Dal nuovo progetto di D’Ascanio nacque un mezzo che con il “Paperino” non aveva più nulla a che vedere: una soluzione assolutamente originale e rivoluzionaria rispetto a tutti gli altri esempi di locomozione motorizzata a due ruote. Con l’aiuto di Mario D’Este, disegnatore, a Corradino D’Ascanio bastarono pochi giorni per mettere a punto la sua idea e preparare il primo progetto della Vespa, prodotto a Pontedera nell’aprile del 1946. Il nome del veicolo fu pensato dallo stesso Enrico Piaggio che davanti al prototipo MP 6, dalla parte centrale molto ampia per accogliere il guidatore e dalla “vita” stretta, esclamò: «Sembra una vespa!». E il resto, come tutti ben sappiamo, è storia. Con una veicolo che ha segnato un’epoca ed è diventato uno dei simboli dell’Italia nel mondo.

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10 gennaio 2016 7 10 /01 /gennaio /2016 12:16
La nuova WattsApp disporrà di chiamate video con le quali oltre a parlare vedrai l'interlocutore.

La nuova WattsApp disporrà di chiamate video con le quali oltre a parlare vedrai l'interlocutore.

WhatsApp non si ferma più e, dopo le gettonatissime chiamate vocali, potrebbero arrivare presto quelle video, una novità tanto attesa dagli smanettatori di smartphone.

La soffiata arriva da un blog tedesco che sarebbe riuscito a impossessarsi di alcuni screenshot della versione più nuova per dispositivi iOs, la 2.12.16.2, in cui si può notare la presenza di tre tasti mai introdotti finora dall'applicazione di messaggistica mobile più utilizzata al mondo: un pulsante per mettere il microfono in modalità 'mute', un altro per interrompere la videochiamata in corso e un terzo che rimanda all'attivazione della fotocamera.

Foto | In Arrivo Su #WhatsApp Le #Videochiamate - Ecco Le Prime Immagini https://t.co/salOfmk32n pic.twitter.com/j8DzAluwOg

Gli esperti stanno indagando sulla veridicità di queste schermate prese a tradimento dagli hacker alemanni: se non fosse una bufala, si tratterebbe di una vera e propria rivoluzione da parte di WhatsApp, che andrebbe così a competere a pieno titolo con i vari Skype, Viber, WeChat e Hangouts, servizi che già includono le conversazioni 'vis-à-vis'. E allora perché non pensarci prima? A quanto pare per garantire un prodotto impeccabile, senza interruzioni o disturbi sulla linea. Insomma, prima di far partire la videochiamata, quelli di WhatsApp hanno voluto... vederci chiaro.

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6 gennaio 2016 3 06 /01 /gennaio /2016 20:48
Una invenzione che sfrutta principi naturali come la fotosintesi delle piante, cioè il processo clorofilliano.

Una invenzione che sfrutta principi naturali come la fotosintesi delle piante, cioè il processo clorofilliano.

Niente pioggia da molto tempo, temperature sopra le medie stagionali, stesso quantitativo di veicoli circolanti in città con pericolose emissioni di inquinanti e impianti di riscaldamento in funzione, questo autunno-inverno sarà ricordato nella storia d'Italia come uno dei periodi stagionali più preoccupanti del paese a cauda del tasso d'inquinamento sempre più elevato in molte città della penisola. È dal 25 novembre che Milano è in emergenza smog e con il capoluogo lombardo anche altre città, della Pianura Padana soprattutto, come Monza, Brescia e Torino, stanno vivendo questa situazione allarmante fino al sud con Napoli e Cagliari. Solo Milano per più di 86 giorni ha raggiunto la soglia limite di inquinamento di oltre il doppio del valore permesso e vive situazioni di disagio con giorni di blocco del traffico automobilistico per cercare di limitare i danni in attesa di qualche pioggia. E non aiuta affatto il dato diffuso dall'Agenzia Europea dell'Ambiente (Aea) per cui l'Italia è il Paese dell'Unione europea con il record del numero di morti premature rispetto alla normale aspettativa di vita per l'inquinamento dell'aria: 84.400 decessi di questo tipo, su un totale di 491mila a livello Ue solo nel 2012.

Interventi per arginare l'emergenza smog si rendono necessari, e non basta promuovere un ripetuto blocco delle auto per cambiare le condizioni dell'aria in città. Bisognerebbe iniziare ad educare sicuramente gli italiani ad usare di meno i mezzi di trasporto privati e dotare le città di un sistema di trasporti pubblici migliore ed efficiente, ma le problematiche sono molte a partire dalle condizioni economiche inadeguate di molte regioni. Da oggi però un modo per cercare di risolvere il problema dello smog arriva dalla tecnologia e di preciso da una startup italiana Airlite che ha inventato una pittura, applicabile ad ogni superficie, capace di ridurre gli inquinanti dell'aria fino al 88,8%: "Per dare un’idea dipingendo la superficie esterna di un palazzo di 7 piani (circa 1000mq) in 12 ore verrebbe eliminato l’inquinamento prodotto da oltre 70 auto a gasolio Euro 6", spiega l'azienda, "Tenendo conto che in Provincia di Milano ci sono, secondo i dati del censimento 2011, circa 280.000 edifici e che ci sono circa 1,8 milioni di veicoli, considerando una resa del 50%, se solo il 20% degli edifici presenti in provincia utilizzasse questa tecnologia, sarebbe possibile eliminare ogni giorno i gas di scarico di tutte le vetture presenti in Provincia".

La pittura antismog di Airlite funziona come la fotosintesi delle piante: l'energia della luce viene usata dalla nuova tecnologia per ionizzare l'aria vicino alla superficie trattata trasformando gli inquinanti in sali minerali idrosolubili innocui per la salute dell'uomo. La tecnologia brevettata da Airlite e presentata nell'ambito del progetto "Bosco Immobile" a Milano, in collaborazione con Retake Milano e l'associazione Vivaio, dimostra quanto può essere semplice migliorare la vita delle persone. L'innovativa pittura naturale al 100% può essere infatti utilizzata anche in ambienti chiusi, come case ed uffici, eliminando muffa, batteri e cattivi odori ed impedendo allo sporco di depositarsi sulle pareti. Inoltre Airlite, grazie alla sua particolare composizione che riflette la maggior parte della radiazione solare infrarossa, impedisce il passaggio eccessivo di calore mantenendo gli ambienti freschi senza ricorrere ad impianti di condizionamento: si riduce così il consumo di energia elettrica dal 15% al 50% e le emissioni di anidride carbonica. Ecco dunque il metodo più naturale per risparmiare e vivere meglio.


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6 gennaio 2016 3 06 /01 /gennaio /2016 20:09
Una fantastica e avventurosa invenzione nata per caso che ha rivoluzionato il mondo della comprensione scritta!

Una fantastica e avventurosa invenzione nata per caso che ha rivoluzionato il mondo della comprensione scritta!

La prima ‘Bic’, marchio inventato dal barone italo-francese Marcel Bich, che comprò durante la seconda guerra mondiale il brevetto da Laszlo Jozsef Birò, venne messa in vendita in un grande magazzino di New York il 29 ottobre 1945, esattamente 70 anni fa. La penna destinata a rivoluzionare completamente il mondo della scrittura era nata quasi casualmente: era la fine degli anni ’30 e Birò, giornalista ungherese, ebbe l’intuizione della penna a sfera osservando alcuni bambini che giocavano a biglie per la strada.

Tutto accadde a Budapest, nel 1936. Una biglia lanciata in qualche parte della capitale ungherese da un ragazzino rotolò dentro una pozzanghera, per poi uscirne lasciando una scia sulla strada. Lazlo Biro’, che passava casualmente, osservò incuriosito la scena. Lui aveva fatto della scrittura il suo lavoro: era redattore in una rivista della città, ma faceva anche il pittore; era però un tipo abbastanza schizzinoso e non amava sporcarsi le mani. Da questo la sua avversione per la nobile penna stilografica, con cui lavorava ogni giorno e che lasciava tante antiestetiche macchie. Quella bigilia rotolante, dunque, lo porta ad un’intuizione geniale: sostituire l’inchiostro liquido con quello delle rotative che stampano i giornali, molto più vischioso. Ma occorre qualcosa che renda fluida la scrittura. Ed ecco l’idea: inserire all’interno della punta una piccola pallina metallica che permetta la distribuzione omogenea dell’inchiostro. Laszlo si mette subito a lavoro insieme al fratello Gyorgy e, nel 1938, chiede il brevetto. Ma la seconda guerra mondiale è alle porte e il giornalista, che è di origini ebraiche, è costretto a fuggire inizialmente in Spagna, poi in Francia e, infine, in Argentina.

Ed è proprio in Argentina che Birò perfeziona e brevetta la sua invenzione, ma i tempi sono duri e i soldi scarseggiano. I costi di produzione troppo alti lo costringono a cedere i diritti della sua invenzione al barone Marchel Bich, torinese trasferitosi in Francia, che la perfezionerà ulteriormente e la legherà per sempre al suo cognome. Trasformata in una penna leggera e pratica, oltre che economica, la ‘Bic’ arriva così, il 29 ottobre 1945, in un grande magazzino di New York, al costo di 12,50 dollari. E da qui comincerà la fortuna del barone Bich che arriverà a produrne 10 milioni di pezzi al giorno, mentre Laszlo Birò morirà povero e sconosciuto a Buenos Aires nel 1985. Le prime penne a sfera arrivarono in Italia subito dopo la guerra, ma inizialmente il loro utilizzo fu osteggiato soprattutto dai maestri a scuola,che ritenevano peggiorassero la grafia. Anche negli uffici la biro non venne utilizzata se non negli anni ’60. Nota curiosa e tutta italiana: pare che il primo a chiamarla biro sia stato Italo Calvino, in onore dello sfortunato inventore.

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3 gennaio 2016 7 03 /01 /gennaio /2016 11:59
Una riserva inesauribile di energia domestica con questa batteria di nuova invenzione.La casa si ricarica come un telefonino!

Una riserva inesauribile di energia domestica con questa batteria di nuova invenzione.La casa si ricarica come un telefonino!

LA TESLA HA PRESENTATO LA RIVOLUZIONARIA BATTERIA DOMESTICA AL LITIO CHE, IMMAGAZZINANDO ENERGIA SOLARE ED ELETTRICA, CONSENTIRÀ DI ABBATTERE I CONSUMI E ANCHE I COSTI DELLA RETE DOMESTICA.

Come risparmiare energia con Powerwall

La rivoluzione energetica è iniziata. Tesla, azienda automobilistica leader nel settore delle vetture elettriche, ha lanciato la sfida a tutti i produttori di energia domestica. Il marchio statunitense, infatti, ha presentato Powerwall, nuova batteria al litio in grado di catturare e far girare energia nelle nostre case, abbattendo i costi e i consumi legati all’elettricità. Non si tratta di un semplice progetto, ma di un innovativo prototipo che nei prossimi mesi verrà lanciato sul mercato.

Powerwall è un sistema che, una volta installato in casa, accumula energia a 350-400 Volt. Il dispositivo assorbe sia energia solare, dunque durante le ore di luce, sia l’elettricità che siamo soliti utilizzare nelle fasce orarie in cui i costi sono più bassi. A questo punto, una volta caricato, Powerwall può essere tranquillamente utilizzato di sera, oppure nei momenti di blackout, consentendo agli utenti di risparmiare belle somme di denaro, e allo stesso tempo di dare una mano al nostro ambiente, riducendo drasticamente l’inquinamento.

Tesla, dunque, dopo il grande successo ottenuto negli Stati Uniti con le autovetture ecologiche e con i pannelli fotovoltaici, si prepara ad invadere il mercato anche con i primi prototipi della sua nuovissima invenzione che accumula energia e rispetta l’ambiente. Dalla prossima estate, l’azienda californiana consegnerà i primi modelli di batterie al litio per uso domestico. Basta collegarsi al sito di Tesla Motors, per ordinare un pacco batterie di grandezza pari a 1.30 metri per 86 centimetri. Sarà possibile scegliere tra due versioni, a seconda delle proprie esigenze: quella da 7 kWh e da 10 kWh. Il prezzo varia dai 3.000 ai 3.500 dollari e l’obiettivo della Tesla non è solo quello di fornire le abitazioni private, ma anche le industrie

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  • : Sono poeta,scrittore e saggista,esperto in tappetologia,quindi questo spazio sarà dedicato a queste mie passioni,chi ama la paesia o i tappeti orientali troverà tanti consigli utili e la consulenza gratuita per i vostri tappeti perchè sono convinto che chi è in possesso di conoscenze tecnico-scientifiche le deve mettere a disposizione di tutti,altrimenti è come se non fossi mai vissuto una volta morto. Sono reperibile su flyngcarpet@hotmail.it
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