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23 novembre 2015 1 23 /11 /novembre /2015 13:42
Come eliminare le abitudini costose e inutili legate al consumismo che non serve!

Come eliminare le abitudini costose e inutili legate al consumismo che non serve!

In questo breve post si analizza l’abitudine all’acquisto frenetico che ci porta a bruciare parte delle nostre entrate solo per impulsi del momento. Siamo costantemente bombardati da annunci e inviti a comprare e consumare principalmente basati sugli impulsi. le nostre abitudini rappresentano il primo grande ostacolo da superare all’ora d’iniziare il cammino verso la libertà. Siamo iper-consumatori.

L’Impulsività verso gli acquisti ci porta a spegnere il cervello quando abbiamo in mano una carta di credito o qualche soldo extra, solitamente lo spendiamo in oggetti. Sin da bambini siamo abituati ad avere tutto quello che chiediamo, e questo comporta che non ci emozioniamo più per un acquisto, l’emozione dura pochissimo, e appena termina rientriamo nella fase consumistica.

Siamo impazienti, vogliamo tutto e lo vogliamo ora, per tanto a volte compriamo in maniera sbagliata, anche le cose che non possiamo permetterci. Finanziamenti per auto costose, per oggetti tecnologici e quant’altro, lo vogliamo ora, anche se lo pagheremo domani, e questo è il primo grande errore, compra solo quello che puoi pagare e che realmente ti serve.

Per permettere alla società dei consumi di continuare il suo carosello diabolico sono necessari tre ingredienti: la pubblicità, che crea il desiderio di consumare, il credito, che ne fornisce i mezzi, e l’obsolescenza accelerata e programmata dei prodotti, che ne rinnova la necessità.Serge Latouche

Il cambiamento inizia all’origine, diventa essenzialista, puoi fare di tutto anche senza bruciare soldi e indebitarti per cose che non puoi permetterti. Siamo sensibili alle novità. Troppo sensibili. Tanto che un nuovo oggetto diventa motivo di desiderio, dobbiamo averlo a tutti i costi. Faccio l’esempio dei telefoni, ormai servono a tutto meno che a telefonare. Uno smartphone e un grande invento, ma non può costare un terzo o la meta di uno stipendio medio, è folle. Come folle la pubblicità ormai ovunque che ci bombarda di messaggi che hanno un denominatore unico – COMPRA.

Siamo in un epoca dove le persone si preoccupano più del loro smartphone che della gente che hanno intorno.

Gli stimoli all’acquisto ci arrivano da tutte le parti, cartelli pubblicitari in strada, spot nelle televisioni delle stazioni o nella metro. Il costante attacco della pubblicità ci porta in uno stato di ipnosi, degli zombi che comprano quello che ci dicono e subito. La maggior parte dei soldi spesi va in oggetti, quasi mai si investe in conoscenza, meglio spendere 100 euro in un telefono e 600 in un corso per imparare qualcosa. Il telefono si romperà prima o poi, le conoscenze rimangono.

Prima di acquistare qualcosa domandati se hai veramente necessita di quello che stai comprando, ti serve? E’ indispensabile? compralo solo se la risposta e’ si!

Alcune azioni che puoi cominciare a fare da ora

1. Smetti di guardare la tele.

Scegli tu cosa vedere. Usa internet, guarda documentari, studia siti specializzati in quello che ti interessa, fai corsi, usa il tempo nel modo migliore. Ogni minuto vivilo al massimo e in modo che ti lasci qualcosa. Vedere film e stupendo, ma scegli tu quando e cosa, non fare zapping perché non stai scegliendo, è un illusione, hai 30 canali, quindi non e una scelta aperta, usa internet e troverai quello che cerchi e quando lo desideri senza interruzioni di nessun tipo. Inoltre stare qualche tempo lontani dal bombardamento pubblicitario fa bene al nostro scopo.

2. Vestiti in maniera essenziale.

tutti abbiamo bisogno di un bel vestito e indumenti puliti e ben tenuti, valorizza quello che hai, stiralo, tienilo ben ordinato e piegato, sceglie con attenzione quello che compri per far si che siano vestiti che durino e che rispecchino chi sei, non cose che vedi in giro. Non sei obbligato e vestirti come le persone che vedi in TV o come vedi altri in strada. Personalizza le tue scelte e vedrai che andrai anche a risparmiare molti soldi. Non comprare vestiti solo perché li vedi in saldo, o perché li hai visti addosso ad un personaggio famoso, comprali se hai bisogno.

3. Non investire in oggetti, fallo in istruzione.

E’ il miglior investimento tu possa fare, le conoscenze rimangono, gli oggetti si buttano e si rovinano. Compra quello che ti serve ma se hai la possibilità di usare qualche extra a fine mese fallo nella conoscenza.

4. Fai un inventario di quello che hai

a casa e di quello che realmente usi, il resto vendilo, buttalo, o regalalo a chi ne ha bisogno. Libera spazio nel posto dove vivi e automaticamente starai liberando spazio dentro di te.

Il minimalismo porta ossigeno alla nostra mente. Avere tutto e’ diventato cosi facile che non ci rende più felice nulla, se vivi in maniera essenziale anche un colpo di vento caldo in autunno ti farà felice.

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20 giugno 2013 4 20 /06 /giugno /2013 11:06
come segnala focus
In aeroporto: un passeggero (certo non entusiasta) durante un controllo di sicurezza (foto: Corbis).
In aeroporto: un passeggero (certo non entusiasta) durante un controllo di sicurezza (foto: Corbis).Si può portare una sigaretta elettronica su un aereo nel bagaglio a mano? E unoskateboard? Perché la Nutella in barattolo è vietata, mentre spalmata dentro un panino è ammessa? Prima di scoprire come stanno le cose, facciamo un passo indietro. 


A stabilire la lista degli oggetti e delle sostanze proibite in cabina (e dunque nel bagaglio a mano) sono le autorità aeronautiche internazionali, con l’obiettivo di garantire la sicurezza dei voli e di prevenire le minacce terroristiche. In Italia a controllare che queste norme vengano applicate è l’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile), l’autorità di vigilanza in campo aeronautico.

Skateboard a bordo? Sì, ma non nel bagaglio a mano (Foto: Corbis).
Skateboard a bordo? Sì, ma non nel bagaglio a mano (Foto: Corbis).
Pattinatori e pescatori, occhio!
In qualche caso le restrizioni risultano persino ovvie – come quando parliamo di armi da fuoco, di oggetti taglienti come asce olance, di esplosivi e sostanzeinfiammabili – in qualche altro, invece, possono scapparci delle sorpresa.

Qualche esempio? Sono ammessi gliombrelli, le stampelle e gli “altri mezzi per deambulare”, ma sono vietate, per dire, le stecche da biliardo, perché considerate “strumenti smussati che possono causare lesioni”. Lo stesso vale per gli skateboard e per le canne da pesca

Forbici sì, forbici no
Restando nel campo delle attrezzature sportive, un altro articolo “proibito” sono i pattini per il ghiaccio, perché appartenenti alla lista delle “armi appuntite e oggetti taglienti”. Le forbici sono ammesse purché abbiano lame lunghe meno di 6 centimentri. «Fermo restando» spiega Riccardo Perrone, direttore dell’aeroporto di Linate «che ogni compagnia aerea può adottare criteri più restrittivi e non consentire, per esempio, il trasporto di forbici di qualunque lunghezza, anche se presenta punte arrotondate».
Flaconi di sapone, shampoo ecc. requisiti ai controlli di sicurezza (Foto: Corbis).
Flaconi di sapone, shampoo ecc. requisiti ai controlli di sicurezza (Foto: Corbis).
Liquidi: conta il volume del contenitore
Qualche sorpresa anche tra le sostanze infiammabili: tra queste ci sono anche alcune grappe e i “liquori centerbe” che, per il loro contenuto volumetrico di alcol superiore al 70%, non sono ammesse nemmeno nel bagaglio in stiva.
Uno dei capitoli più “dolorosi” (per chi affronta in modo forse troppo superficiale i controlli) è quello deiliquidi, categoria che comprende anche “sciroppi, gel e prodotti di consistenza analoga”. «Al momento la norma consente il trasporto di fluidi» sottolinea Perrone «in contenitori della capacità massima di 100 millilitri (in pratica, un decimo di litro o, volendo, 100 cc) che, a loro volta, possono essere trasportati in una busta trasparente il cui volume non può superare il litro». Il motivo: proteggere i passeggeri dalla minaccia terroristica costituita dagli esplosivi in forma liquida. Vale la pena sottolineare che non fa testo la quantità di liquido, ma la capacità del contenitore: un flacone di shampoo da 300 cc non sarà duqnue ammesso a bordo, nemmeno se fosse semivuoto.
Una crema spalmata sul pane: anche se celasse una sostanza esplosiva, in quelle condizioni non potrebbe nuocere (Foto: Corbis).
Una crema spalmata sul pane: anche se celasse una sostanza esplosiva, in quelle condizioni non potrebbe nuocere (Foto: Corbis).
Nutella sì, ma solo nel panino!
Attenzione perché, a questo tipo di restrizione, sono soggetti anche altri prodotti che potrebbero sfuggire alla nostra attenzione al momento di preparare i bagagli, ma non ai successivi controlli in aeroporto. Occhio al limite dei 100 cc, dunque, se state pensando di mettere in borsa uno spray per pulire gli occhiali o le bolle di sapone dei bambini, le cupoline-souvenir in plexiglass (quelle con liquido e “neve finta” all’interno: sono consentite se la loro base è larga meno di 8/9 cm) e, udite udite, la Nutella. Vietata in barattolo, ma consentita nel panino. 

Perché mai? «Quando è spalmata in modo uniforme in un panino» spiega Perrone «la sostanza risulta estremamente difficile da isolare (specie se si tiene conto che ci si trova in aeroporto o su un aereo, non in un laboratorio!) per ottenerne un quantitativo (superiore ai 100 ml) che, miscelato con altre sostanze, possa dare luogo a un composto deflagrante».
E la sigaretta elettronica? Può essere trasportata a bordo, ma non si può usare. Del resto compagnie come Alitalia avvisano che a bordo non è consentito fumare, senza specificare il mezzo. Trattandosi di un dispositivo elettronico, presso le postazioni potrebbe essere           sottoposta a controlli specifici.
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7 maggio 2013 2 07 /05 /maggio /2013 16:50

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In italia i ricercatori dell’Istituto di chimica e tecnologia dei polimeri (Ictp) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) di Napoli, hanno evidenziato i rischi connessi alla salute dell’uso delle padelli antiaderenti e di tutti i materiali contenenti teflon, infatti, per la produzione del teflon si impiega il già citato acito perfluorattanico. Negli USA, l’Agenzia per la protezione dell’Ambiente ha deciso di eliminare definitivamente l’uso delle padelle antiaderenti entro il 2015.

Il teflon a temperatura ambiente è un materiale stabile, nessuno dei composti chimici contenuti nel teflon reagirebbero con con altre sostanze. Il problema è che il teflon non è impiegato a temperatura ambiente e la sua stabilità viene a mancare quando si surriscalda. Il teflon è sicuro solo a temperature comprese tra i -200 e i +260 gradi centigradi: se una padella antiaderenteresta sul fornello per molto tempo, il teflon può rilasciare il Pfoa: l’acido perfluorottanico, componente di riconosciuta tossicità.

Un altro risvolto negativo nell’utilizzo delle padelle antiaderenti sta nel lavaggio: per la pulizia dovrebbero essere evitate spugne abrasive, queste potrebbero rendere il teflon più labile così da sprigionare più facilmente l’acido perfluoroattanico. Esistono molte alternative alle padelle antiaderenti, una tra questa è la ghisa! Inoltre per la cottura rapida è più opportuno utilizzare pentole in acciaio inox, alluminio o in ghisa.

Insieme alle padelle antiaderenti sarebbero da evitare anche le padelle in rame stagno: lo stagno potrebbe liquefarsi a temperature intorno ai 250 ° e l’esposizione del rame è tossica. Insomma, le padelle che tollerano cotture a bassa temperatura sono difficili da gestire, quindi rischiose per la salute e per l’ambiente.

 

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22 gennaio 2013 2 22 /01 /gennaio /2013 17:05

 

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http://www.tuttopercasa.it/come-rimuovere-le-macchie-di-cemento-163014.html-

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26 dicembre 2012 3 26 /12 /dicembre /2012 23:43

Il galateo è l’insieme delle norme di buona educazione che regola i rapporti tra le persone. La parola è il titolo di un trattato, Galateo overo de’ costumi, di monsignor Giovanni Della Casa “sulle regole di buona creanza”. L’ecclesiastico e letterato di origine fiorentina lo intitolò così perché lo dedicò al suo amico Galeazzo (latinizzato Galatheus) Florimonte, vescovo di Sessa Aurunca in Campania, noto per essere una persona dai modi cortesi, e che gli aveva consigliato di pubblicare il trattato.

Della Casa lo scrisse poco dopo il 1550, nell’abbazia di Nervosa, sulle pendici della marca trevigiana. In questo libro ha il ruolo di un insegnante che, nel dissertare con un giovane allievo, detta norme di etica, estetica e pedagogia.

Lezioni di bon ton all'estero
Oggi queste regole sono chiamate anche “bon ton”. Uno dei manuali più famosi sul tema è stato scritto alla fine degli anni ’70 da Lina Sotis, giornalista di costume del Corriere della Sera.

 

In molti paesi, il termine impiegato per indicare il galateo è connesso con l'italiano etichetta, lo spagnolo etiqueta e ilfrancese étiquette. È molto suggestiva, anche se non corretta, l'etimologia popolare della parola "etichetta" come diminutivo di etica (quel ramo della filosofia che si occupa di ciò che è buono, giusto o moralmente corretto): viene infatti spontaneo pensare che si tratti di un'etica "minore", applicata non ai grandi problemi della vita morale, ma ai semplici problemi della vita di ogni giorno.

Normalmente accettata è invece l'interpretazione che fa risalire il termine all'antico francese estiquier/estiquer, "infiggere, affiggere, attaccare". Con l'aggiunta del suffissodiminutivo "-etta" la parola ha assunto il significato di "cosuccia attaccata" e oggi indica quella striscia, riquadro o cartellino in genere che si applica a merci, bottiglie e contenitori vari per indicarne qualità e prezzo, contenuto e origine ecc. (cfr. la voce etichetta di identificazione).

Anticamente indicava anche un piccolo avviso esposto nelle corti spagnole con la segnalazione del cerimoniale del giorno e le sue rigide regole; dal programma quotidiano,etiqueta passò poi rapidamente a designare il cerimoniale stesso e, con quel significato, dalla Spagna si diffuse altrettanto rapidamente in Francia e, come attesta il letteratoLorenzo Magalotti 

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all'inizio delSettecento, anche in Italia:[1] «Infino all'anno 1668 che io andai in Spagna, parlando di tutto ciò che risguarda regole pratiche d'una Corte, d'una Segreteria, io non mi valeva d'altri termini, che di regole, pratiche, costumi, e più correntemente d'ogni altro, stili. Arrivato a Madrid, e quivi udito a ogni poco, es etiqueta de Corteetiquetas de la Casa de Borgonna, al mio ritorno in Italia cominciai a dire ancor io in Italiano, etichetta; né io solo, ma le mie camerate ancora, credo per parer, come fanno i giovani, d'aver portato qualche cosa di Spagna. Ne tornò il Marchese di Castiglione, dopo essere stato a quella Corte ventun anni, ne son tornati dopo degli altri, etichetta quegli, etichetta quell'altro; può esser che si sia fatto male a profanar la lingua Toscana con questo Spagnuolismo di più; il fatto però si è, che in oggi io sento dire etichetta anche a di quegli che non sono mai stati a Madrid.

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11 settembre 2012 2 11 /09 /settembre /2012 21:14

 

 

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Generalmente quando acquisto un OGGETTO utile per la casa o piccoli elettrodomestici, non ascolto mai le indicazioni roboanti che fanno i costruttori per indurti a comprare il loro prodotto, che poi generalmente finisce nel dimenticatoio una volta accertato che potevamo benissimo farne a meno e quindi mi fido del mio istinto. 

 

Ma devo dire come opinione personale che la pubblicità soft fatta dalla ditta che produce la CARAFFA FILTRANTE ELMERIS XI mi ha colpito per la sua semplicità di esposizione del prodotto ed ho voluto fare una prova. Intimamente volevo anche risolvere una buona volta il faticoso ed annoso problema del trasporto e stivaggio dell'acqua da bere in casa.

 

Forse questa motivazione mi ha spinto a provare la CARAFFA BRITA ELEMARIS e le sue funzioni, ma in maniera disincantata sapendo intimamente che sarebbe stata la solita bufala, ma tantè visto il costo che era anche moderato, ciò mi ha indotto a comprarla presso un MEDIAWORLD della mia zona.

 

Il modello che ho scelto è la Caraffa Brita Elemaris xl bianca della capacità di 3,5 litri di cui 2,2 litri di acqua filtrata, i suo design , a mio parere, è accattivante è molto pratico, inoltre ho ricevuto anche una scorta di 10 cartucce filtro, il tutto per la modica cifra di € 26,50 veramente irrisoria. Ritengo sia un ottimo rapporto qualità-prezzo.

 

Ma la sorpresa è venuta dal suo uso! Ho seguito letteralmente le indicazioni della guida contenuta nella confezione, l'ho riempita di ACQUA DEL RUBINETTO e  portata in tavola sotto gli occhi un pò stupiti e sorpresi dei miei familiari. 

 

A turno , eravamo in 5 a tavola, abbiamo assaggiato l'acqua filtrata della Brita e con soddisfazione ho constatato che era veramente BUONA!!  Incredibile la pubblicità era attinente alla promessa! 

 

L'acqua di casa non aveva più quel sapore solitamente insulso e sciapito, molle e inconsistente, ma era piacevolmente diversa, ma soprattutto fresca e gradevole e si faceva bere. Ho ripetuto il riempimento della Brita alcune volte nella giornata e la sensazione è stata sempre la stessa, anche per i miei familiari. Essa era buona perfino mescolata col vino, di cui sono solito allungarlo spesso. 

 

Bene! Abbiamo finalmente risolto il problema dell'acqua da bere che era diventato un incubo per tutti  noi ogni volta che si andava al Supermercato, nessuno voleva il doloroso compito di incaricarsi dell'acqua da portare a casa . 

 

E non è poco!  Ma ciò incide favorevolmente anche sul bilancio familiare perché è stata letteralmente minimizzata l'onerosa spesa per l'acqua minerale,  con il cambio del FILTRO nella caraffa una volta al mese, oltre alla fatica fisica del trasporto. Oggi posso dire dal mio punto di vista, un grazie alla Brita Elemaris XI che custodiamo gelosamente ci ha reso un segmento della nostra vita più facile.

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30 giugno 2011 4 30 /06 /giugno /2011 20:53

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Chiunque ha un'auto con i cerchi in lega, lucidissimi al momento dell'acquisto, sono diventati col tempo, opachi, graffiati, unti d'olio, incatramati, ecc. Ma esiste un modo per farli ritornare lucidi come nuovi, semplice e soprattutto quello che conta, economico.

 

Abbiamo notato da qualche tempo che i cerchi in lega della nostra macchina hanno perso quella brillantezza che avevano all'inizio dell'uso, ora la vettura ha qualche anno e quei cerchi sono diventati veramente antiestetici e anche se la laviamo, essi malgrado il lavaggio, non brillano più.

Ci vuole una soluzione concreta e risolutiva e che sia anche duratura ed eccola:

Comprare in un negozio fai da te, una confezione di cemento bianco, vi sono delle confezioni di pochi chili in commercio, una spugnetta da cucina che abbia il doppio uso, cioè ruvida da una parte e spugnosa dall'altra. Portare la vettura in un lavaggio automatico, ma l'ideale sarebbe quello a mano, che alzano la vettura su un ponte, per comodità del nostro intervento.

 

Una volta che la vettura è lavata, ed è ancora in alto sul ponte, verificare il grado di pulitura delle ruote e dei cerchi, che risulteranno come sempre, nelle stesse condizioni con le intersezioni sporche di grasso, catrame e altro che non si toglie, malgrado il lavaggio energico.

 

Con la spugnetta inumidita, intingerla nel cemento bianco dalla parte ruvida e passare energicamente sulla superficie dei cerchi, insistendo in modo deciso nelle feritoie o razze degli stessi, ove si annida maggiormente il catrame o grasso che non si toglie con il lavaggio. Fare questa operazione fino a quando il cerchio non ritornerà miracolosamente lucido, come nuovo!

 

Ripetere l'operazione su tutti i cerchi in lega, poi rifare l'intervento, ma questa volta con la parte più morbida della spugnetta, insistendo sempre nelle feritoie e una volta finito, asciugare con un panno in microfibra e il risultato sarà stupefacente.

 

I cerchi in lega della nostra auto avranno riacquistato l'antico splendore. L'operazione la potremo ripetere ogni qualvolta i cerchi si sporcheranno di nuovo. Si può fare anche a vettura ferma normalmente, ma su un ponteggio è possibile agire anche nella parte interna dei cerchi solitamente nascosta.

 

L'azione abrasiva del cemento è "dolce" e non graffia l'alluminio, la parte ruvida della spugnetta non è abrasiva quindi, la sua azione risulta solo detergente e grazie alla leggera granulosità del cemento bianco, asporta tutte le macchie dai cerchi, anche da altre superfici metalliche.

1 Cerchi in lega Lamborghini Gallardo con Pneumatici Pirelli | Source Nevicata di dicembre

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Published by giuseppe esposito lalchimista - in Pulizia e Consigli pratici
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30 maggio 2011 1 30 /05 /maggio /2011 23:08

Per mantenere sempre in perfetta efficienza il nostro tappeto orientale, magari pagato non poco, bisogna attenersi a queste semplici operazioni quotidiane, per evitare di intervenire dopo, con ulteriori spese per il suo restauro, considerato che oggi un artigiano restauratore si fà pagare da 30 a 60 euro per ora di lavoro.

Tra le cause principali del prematuro deterioramento del tappeto c'è il calpestio cui è sottoposto soprattutto perché noi occidentali abbiamo l'abitudine di non togliere le scarpe quando entriamo in casa. Altro fattore la mancanza di un adeguato feltro su cui posizionare il tappeto: il suo uso può raddoppiarne la durata, perchè spesso il tappeto viene posizionato su pavimenti sconnessi, asimmetrici, cotti, o non ben livellati.

Polvere e sabbia, se non vengono rimosse, sono come dei piccoli coltelli che "tagliuzzano" il vello.

Per superare bene il problema generalmente è sufficiente passare un aspirapolvere (mai sulle frange) che non abbia un rullo metallico. Una volta alla settimana sarà sufficiente per mantenere la giusta igiene, avendo l'accortezza di seguire il senso del vello, rivoltarlo poi e passarlo anche sul retro.

Non "sbattere" mai il tappeto, evitare di "picchiarlo" con battipanni o altro oggetto contundente, rovinerebbe solo la tramatura indebolendolo. Per quanto riguarda quelli in seta e consigliabile spazzolarli con una spazzola a setole morbide nel senso del vello.

In caso di rovesciamento di liquidi è molto importante intervenire subito, tamponando prontamente la zona interessata con un panno assorbente, procedere così: preparate una bacinella con un litro d'acqua tiepida un cucchiaino da tè pieno di detergente neutro o sapone di Marsiglia liquido, tamponate e passate uno straccio inumidito nella soluzione sulla zona, ripetendo l'operazione varie volte, specie se si tratta di liquidi colorati come il caffè. Infine stendete sulla macchia un foglio di carta assorbente o in mancanza versateci del borotalco, schiacciate la zona con qualcosa di pesante o dei libri lasciandolo per 24 ore. Aspirate il talco o rimuovete la carta assorbente. il risultato è ottimo.

Ad intervalli regolari cambiate posizione al tappeto per evitare eccessivo logorio locale. Se la stanza è soleggiata si eviterà il progressivo scolorimento o sbiadimento dei colori originali.

Un altro consiglio valido è quello di tenere il tappeto, ogni tre mesi circa, rovesciato a terra e calpestarlo così per alcuni giorni, fino e una settimana. Il contrappeso esercitato livellellerà i nodi e

farà cadere sul pavimento eventuale polvere o granelli d'impurità.

Tappeto Ziegler
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Published by giuseppe esposito lalchimista - in Pulizia e Consigli pratici
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30 maggio 2011 1 30 /05 /maggio /2011 19:27

Spesso i tappeti che abbiamo in casa hanno i bordi che tendono ad arrotolarsi, rialzandosi da terra in modo pericoloso con il rischio di inciamparvi e cadere. Come eliminare il problema e renderli uniformi al pavimento? Bastano questi semplici accorgimenti.

Vi sono dei tappeti che, per la loro caratteristica costruttiva e l'alta densità di nodi impiegati per decimetro quadrato, tendono ad "arricciare" i bordi negli angoli, creando fastidiosi rialzi che a volte possono divenire pericolosi per il rischio di inciamparvi. Ciò avviene spesso con i persiani Kashan, Tabriz, Isfahan, Nain.

Tuttavia se seguite questi consigli si può definitivamente eliminare questo inconveniente antiestetico e insidioso.

Intervenite girando il tappeto sottosopra, dove presenta il risvolto, e stendetelo momentaneamente a mano. Spruzzatevi sopra del comune appretto, col quale di solito si stirano le camicie. Poi appoggiate sopra un grosso peso oppure dei libri pesanti e lasciatelo cosi sotto per alcuni giorni. L'arrotolamento tenderà a sparire, ritornando uniforme.

Ma se ciò non dovesse bastare e se l'arricciatura è particolarmente resistente, allora bisogna intervenire più drasticamente ed in maniera definitiva.

Esistono in commercio delle bandelle di cuoio, fettucce o strisce rigide larghe circa 5 cm o più. Logicamente, verificate prima il grado arricciatura e misurate esattamente la lunghezza del manufatto. Ponete la striscia giusta lungo il bordo e con ago e filo robusto cucite la stessa per tutta la lunghezza del tappeto, prima da una parte e poi dall'altra, assicurandovi che la cucitura sequenziale abbia un andamento incrociato, cioè a "X", fissando il capo all'inizio ed alla fine dell'intervento. Si possono perfino usare vecchie cinture di cuoio private della fibbia e adattate alla bisogna. Per infilare l'ago nella rigidità del cuoio, aiutatevi con una pinza.

Il lavoro, se ben eseguito, eliminerà definitivamente il problema. Inoltre il cuoio, aderendo perfettamente al pavimento, costituirà una ulteriore protezione del tappeto ed eviterà anche scivolamenti dello stesso, se posizionato sul legno.

Si raccomanda di non usare collanti per farvi aderire il cuoio: ciò potrebbe rovinarlo, senza considerare che la colla è antiestetica. Prima o poi finirebbe la sua azione ed il problema si ripresenterebbe nuovamente, con l'aggravio di pulire il retro dai residui collosi.

Il classico esempio che chi fa da sé fa per tre!

Vero cuoio fiorentino
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11 maggio 2011 3 11 /05 /maggio /2011 19:05

 

 

tappeto

 

 

In genere un tappeto orientale è sempre un oggetto decorativo di un certo valore. La sua manutenzione e lavaggio va eseguita almeno una volta ogni 5 anni per mantenere il suo stato di conservazione e la sua bellezza.

Per lavare in casa un tappeto orientale più o meno pregiato e per evitare che finisca in mani inesperte oppure troppo costose, bisogna eseguire accuratamente le seguenti accortezze ma nello stesso tempo molto semplici.

Prima strofinare con un panno umido un angolo al fine di accertarsi che i colori siano fissati e non stingano, ma in genere con i tappeti orientali non si corre questo pericolo. Poi aspirarlo con un aspirapolvere che non abbia un rullo metallico per evitare danni al vello e non passarlo mai sulle frange.

Munirsi poi di una spazzola, possibilmente di saggina, ma va bene all'uopo anche di plastica a dentelli larghi, una bacinella d'acqua di 5 l e versateci un quarto di litro di aceto bianco, intingetevi la spazzola e strofinate energicamente il tappeto contropelo alcune volte e poi nell'altro verso. L'esemplare riprenderà pian piano i colori originali e l'azione dell'aceto è un efficace antitarmico.

Dopo fatto ciò, mettetelo al sole ad asciugare l'umidità oppure asciugatelo con un phon se la giornata è piovosa. Se le frange sono sporche basta mettere un po di detersivo neutro nella vasca da bagno con poca acqua e lavarle a mano. Il risultato sarà eccellente.

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  • : Sono poeta,scrittore e saggista,esperto in tappetologia,quindi questo spazio sarà dedicato a queste mie passioni,chi ama la paesia o i tappeti orientali troverà tanti consigli utili e la consulenza gratuita per i vostri tappeti perchè sono convinto che chi è in possesso di conoscenze tecnico-scientifiche le deve mettere a disposizione di tutti,altrimenti è come se non fossi mai vissuto una volta morto. Sono reperibile su flyngcarpet@hotmail.it
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