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11 aprile 2016 1 11 /04 /aprile /2016 15:59
Invenzione tutta italiana destinata a sviluppi inimmaginabili!!

Invenzione tutta italiana destinata a sviluppi inimmaginabili!!

Scende in pista a Pergusa l'automobile solare siciliana "low cost", nata da un sogno del siracusano Enzo Di Bella, appassionato di vetture da corsa, in collaborazione con il dipartimento di Ingegneria industriale dell'Università di Catania. Si tratta dell'Archimede Solar Car, realizzata dall'associazione Futuro Solare, prototipo da corsa ad impatto zero, già invitata - nell'ultimo anno - a partecipare a tre competizioni internazionali in Australia Marocco e Cile.

Il "miracolo ecologico" di Di Bella - che sarà presentato domani alle 10,30 nella sala stampa dell'autodromo di Pergusa - costituisce il frutto di cinque anni di studi e sperimentazioni, spesi nella ricerca di un modello di vettura da corsa "low cost" interamente alimentata ad energia solare.Il progetto iniziale si è poi arricchito grazie al contributo di numerosi amici e volontari, che hanno sostenuto la realizzazione del prototipo, e all'intervento di studenti e laureandi guidati dal professore universitario Rosario Lanzafame, ordinario di Macchine e Sistemi energetici.

Dopo mesi di prove tecniche test in laboratorio, sperimentazione di nuove tecnologie applicate alla conversione fotovoltaica e all'ottimizzazione delle componenti meccaniche, la vettura è adesso pronta per essere testata sull'asfalto di una pista, quella ennese appunto, dove l'impresa del team di Futuro Solare ha già trovato il supporto di alcune imprese locali e di simpatizzanti del tema "energie ecosostenibili", interessati a sostenere, attraverso il crowfunding, lo sviluppo della progettazione e dell'innovazione sul prototipo.

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30 dicembre 2015 3 30 /12 /dicembre /2015 21:03
La nuova legge appena approvata dal Senato sarà a breve operativa dopo il passaggio alla Camera!

La nuova legge appena approvata dal Senato sarà a breve operativa dopo il passaggio alla Camera!

La novità principale contenuta nel testo di legge è l'introduzione dei due nuovi reati di omicidio stradale e lesioni personali stradali. Per chi si mette alla guida in stato di ebbrezza o dopo aver assunto stupefacenti e causa la morte di qualcuno la pena della reclusione va da 5 a 12 anni. Se l’investitore si dimostra lucido e sobrio, ma la sua velocità di guida è il doppio del consentito, la pena va da 4 a 8 anni. In caso di omicidio multiplo, la pena può essere triplicata ma non superiore a 18 anni. E' invece punito con la reclusione da 6 mesi a 2 anni chi, guidando non sobrio o non lucido, procura lesioni permanenti.

Nel caso di lesioni gravissime la pena aumenta da un terzo alla metà. Per quanto riguarda invece la revoca definitiva della patente, il cosiddetto “ergastolo della patente” invocato dal premier, il relatore del ddl Giuseppe Cucca ha spiegato che è meglio accantonare l'ipotesi per evitare un corto circuito visto che sul Codice della strada c’è al lavoro un’altra commissione del Senato. Inoltre, in caso di revoca, ci sarebbe comunque la scappatoia di ripetere l'esame di guida.

Cosa prevede la legge attuale

Secondo l'articolo 589 del codice penale, quello sull'omicidio colposo, chiunque causi la morte di qualcuno violando le norme del codice della strada è punito oggi con la reclusione da 2 a 7 anni. Da 3 a 7 anni se il soggetto è ubriaco o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope. Se le vittime sono più di una, la pena potrà essere aumentata del triplo ma senza superare i 15 anni. La necessità di istituire un reato specifico di omicidio stradale nasce proprio dal fatto che quando le forze di polizia identificano l’autore, sottoporlo a controllo alcolemico o narcotest non ha più molto senso essendo trascorse già ore o giorni dall’evento.

I numeri

Le chiamano “vittime della strada”, in realtà sono le vittime dei delinquenti della strada: di chi corre troppo, di chi si mette alla guida ubriaco o sotto l'effetto di droghe, di chi si distrae per rispondere al cellulare e dopo aver messo sotto qualcuno in tanti casi scappa. Elio e Luca, gli ultimi due nomi di una lunga lista di 3mila morti all'anno, donne, uomini, bambini che non ci sono più. Oltre180mila gli incidenti stradali con lesioni a persone, 3mila i morti, quasi 260mila i feriti. Solo nei primi due mesi di quest'anno gli episodi di pirateria sono stati – secondo i dati forniti dall'osservatorio Asaps – 160 con 18 i morti. Nel 20% dei casi, inoltre, l’investitore è risultato sotto l'effetto di alcol e droga. Nel 2013 55 le vittime tra bambini dai 0 e 14 anni, ben 63 nel 2014.

La denuncia delle associazioni

Da anni le numerose associazioni che in Italia si battono contro questa piaga, chiedono che sia istituito il reato di omicidio stradale, ma anche modifiche al codice della strada, più controlli e prevenzione. Manifestazioni sono in programma oggi davanti alle prefetture di 24 città proprio per ribadire la necessità di tali misure ma anche per protestare contro la sentenza della Corte di Cassazione che ha annullato la condanna a 21 anni di un uomo che nel 2011 uccise quattro ragazzi francesi dopo aver guidato contromano sull'autostrada A26 in stato di ebbrezza per 30 km.

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25 novembre 2015 3 25 /11 /novembre /2015 12:15
Come comportarsi se chi ha causato l'incidente a evaso l'assicurazione rca

Come comportarsi se chi ha causato l'incidente a evaso l'assicurazione rca

Considerando il numero sempre più alto di veicoli circolanti senza polizza assicurativa, è sempre più alta la probabilità di avere un sinistro con un veicolo non provvisto di regolare assicurazione.

Visto il dilagante fenomeno, che porta le tariffe delle assicurazioni RCA, a livelli sempre più alti, è da poco stato lanciato il tagliano assicurativo elettronico.

Che cosa è possibile fare se malauguratamente avviene un sinistro con un veicolo non assicurato?

In primo luogo, è opportuno scattare subito delle fotografie, sia ai danni riferiti alle cose, che a quelli riferiti a persone. Ovviamente registrare il numero di targa, e se possibile chiamare le forze dell’ordine. Se il conducente coinvolto dovesse scappar, con in mano tutte queste prove e dati (la presenza di testimoni potrebbe altresì essere cruciale), è possibile comunque avere un indennizzo.

Si può infatti effettuare la richiesta al Fondo Vittime della Strada, che è stato appositamente stabilito per i risarcimenti a favore dei danneggiati da veicoli non assicurati, rubati, non identificati, esteri ma non rintracciabili, oppure aziendali ed assicurati a nome di un’impresa fallita.

Con tutto il materiale del caso, è possibile rivolgersi ad un qualsiasi perito o alla propria compagnia per accedere al fondo, che può offrire degli indennizzi fino a 500.000 € per i danni alle cose, e fino a 2,5 milioni di euro per i danni a persone.

E’ bene ricordare che a questo fondo partecipiamo tutti, poiché il 2,5% della somma versata per l’RC Auto, viene destinata proprio a questa fondamentale iniziativa, che assicura quindi tutti gli aiuti anche per sinistri contro veicoli non assicurati.

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26 ottobre 2015 1 26 /10 /ottobre /2015 16:34
Cosa cambia con la digitalizzazione delle auto

Continua la fase di digitalizzazione dei documenti relativa al settore dei veicoli a motore.

Dal 5 ottobre il tradizionale certificato di proprietà su carta, (CdP) necessario per vendere o rottamare ogni mezzo, è stato sostituito dal nuovo attestato online che sarà conservato negli archivi magnetici del PRA, Pubblico Registro Automobilistico.

Il cambiamento messo in atto dall’ACI (Automobil Club Italia) è stato ribattezzato con il nome di Semplificauto e interessa tutte le agenzie di pratiche che effettuano intermediazione tra il PRA e gli automobilisti.

La completa digitalizzazione del certificato di proprietà avverrà gradualmente. Fino al mese di febbraio 2016 ci sarà un regime transitorio nella gestione di alcune pratiche e durante il passaggio gli atti predisposti dai notai e dai Comuni continueranno a essere effettuati in modalità tradizionale.

Ai nuovi acquirenti di veicoli e a chi effettua nuove trascrizioni verrà rilasciata unicamente unaricevuta con un codice di accesso attraverso il quale consultare il CdP online sul sito dell’ACI. I vantaggi per i cittadini non saranno di tipo economico e la spesa per l’IPT (Imposta Provinciale di Trascrizione, che comprende la registrazione al PRA) resterà la stessa, partendo per un’automobile nuova da una tariffa base di 150,80 euro.

I benefici dell’abolizione del documento materiale riguardano piuttosto la sicurezza intrinseca del certificato in quanto elimina le situazioni di furto o di smarrimento dello stesso atto, evitando l’incombenza di dover fare denuncia alle Forze dell’Ordine per ottenerne in un secondo momento il duplicato. Grazie alla conservazione elettronica dei dati spariranno 30 milioni di fogli di carta, liberando milioni di metri cubi di archivi, che evidentemente richiedevano alti costi gestionali per lo stesso ente.

Il CdP attesta l’effettiva proprietà del veicolo: contiene oltre ai dati del proprietario, la targa del mezzo, il numero di telaio, la data dell’immatricolazione, i cavalli fiscali e eventuali ipoteche che gravano sul veicolo. Il cartaceo era entrato in vigore nel 1927, quando le annotazioni erano effettuate rigorosamente a mano e in bella scrittura: solo nel 1970 arrivò il primo archivio informatico.

La smaterializzazione del certificato riguarderà circa 11 milioni di formalità effettuate dal PRA ogni anno, che si compongono di 1,8 milioni di nuove iscrizioni, 6 milioni di trasferimenti di proprietà, 1,7 milioni di radiazioni e circa 1,2 milioni di altre tipologie (iscrizioni ipoteche, fermi amministrativi, perdite di possesso, duplicati).

“L’ACI è orgoglioso che il PRA, gestito da 88 anni, rientri tra le prime pubbliche amministrazioni centrali ad aver completato il processo di digitalizzazione”, si legge sul sito dello stesso Automobil Club. La digitalizzazione messa in atto dall’ente arriva a pochi mesi dall’approvazione della riforma della pubblica amministrazione, che prevede in futuro l’introduzione di 'un’unica modalità di archiviazione finalizzata al rilascio di un documento unico contenente i dati di proprietà e di circolazione degli autoveicoli', mettendo fine all’esistenza dei due attestati.

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10 ottobre 2015 6 10 /10 /ottobre /2015 11:03
Risparmiare parecchio se si rinnova da soli, la scuola guida si fa pagare cara il rinnovo.

Risparmiare parecchio se si rinnova da soli, la scuola guida si fa pagare cara il rinnovo.

Patente di guida quanto mi costi? Solitamente il rinnovo fatto presso le autoscuole non scende mai sotto ai 100 euro (compresa la fototessera e il costo della consegna della patente a casa). E’ possibile però risparmiare qualcosa sulle spese per il rinnovo della patente ed oggi vi spiegherò come fare. E’ possibile sbrigare le pratiche da soli, attraverso il servizio offerto dalla Rete Ferroviaria Italiana (RFI). Sicuramente i più pigri preferiranno spendere di più ma chi ha voglia di muoversi può trovarlo un servizio utile. Prima di tutto bisogna prenotare la visita medica in un qualsiasi distretto sanitario. Per prenotare la visita bisogna chiamare il numero (gratuito) di RFI e cioè 800232323. Al momento della visita, invece, dovremo portare con noi la seguente documentazione:

  • il codice fiscale o la tessera sanitaria;
  • la fotografia formato 40×33;
  • l’attestazione di versamento a titolo di diritto di motorizzazione di € 9,00 sul conto corrente postale n. 9001;
  • l’attestazione di versamento effettuato a titolo imposta di bollo sul duplicato della patente dell’importo di € 16,00 sul conto corrente postale n. 4028;

A questo punto faremo la classica visita medica prevista per il rinnovo della patente e per questa dovremo pagare 35 euro tramite PAGOBANCOMAT/POSTAMAT. Passata la visita medica, ci verrà rilasciato un foglio provvisorio con il quale circolare e successivamente ci arriverà a casa, tramite posta, la nostra nuova patente. Dovremo pagare circa 5-6 euro al postino e saremo a posto. Per sapere quanto potete risparmiare fate la differenza con l’importo che vi chiede normalmente la vostra autoscuola ma vi assicuro che il risparmio c’è e spesso non è nemmeno esiguo. Che dire… Buona patente.

.P.S. La conferma di validità della patente di guida non può essere effettuata prima di quattro mesi dalla data di scadenza della validità

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18 settembre 2015 5 18 /09 /settembre /2015 10:00
Sarà una rivoluzione nel settore assicurazioni auto.

Sarà una rivoluzione nel settore assicurazioni auto.

La proposta di una tariffa unica nazionale dell’Rc auto per gli automobilisti “virtuosi” torna ciclicamente all’attenzione dei funzionari di governo incaricati di rilanciare il processo di riforme nel nostro Paese. Ne avevamo parlato, qui su Tuttomotoriweb, già un anno fa, ma di fatto la “rivoluzione” annunciata non si è mai messa in moto. Ora, però, l’iter fa un altro passo avanti. Tra i provvedimenti del ddl concorrenza che verranno discussi in Parlamento, infatti, c’è quello che prevede un premio assicurativo standard per chi non ha fatto incidenti negli ultimi 5 anni e ha installato la scatola nera.

La proposta di una tariffa unica nazionale approderà in Aula (assieme ad altre novità in materia di Rc auto) la prossima settimana. La norma prevede sostanzialmente che dopo cinque anni senza incidenti e con la scatola nera installata, gli assicurati possano usufruire della miglior tariffa media Rc auto d’Italia, indipendentemente dalla provincia di residenza.

L’On. Leonardo Impegno (Pd), principale promotore del provvedimento in questione che porta la firma anche di Luigi Di Maio del M5S, ha spiegato che sarà l’IVASS, dopo un’attenta verifica trimestrale sui dati relativi ai sinistri, ad applicare ai residenti nelle regioni con costo medio del premio superiore alla media nazionale (e che, oltre a non aver avuto incidenti stradali per un periodo pari ad almeno cinque anni, abbiano installato una scatola nera) una percentuale di sconto minima tale da allineare la tariffa loro applicata a quella delle regioni dove il costo medio del premio è inferiore.

Per andare sul concreto, gli automobilisti campani “virtuosi”, che oggi sborsano loro malgrado un premio annuo triplicato rispetto ai colleghi valdostani o trentini, pagheranno quanto questi ultimi, eliminando di fatto la netta discriminazione territoriale ed economica tra le varie province italiane.

Per il momento, tuttavia, è bene non farsi troppe illusioni: il cammino è ancora lungo e, nonostante la norma sia stata votata all’unanimità in Commissione Attività Produttive, in Aula potrebbe ancora succedere di tutto.

Le lobby delle assicurazioni sono già sulle barricate per affossare il provvedimento puntando su alcuni aspetti controversi della tariffa unica: il pericolo di aumento delle frodi, il problema della copertura economica (anche se le minore entrate, a detta dell’On. Impegno, sarebbero compensate dal maggior numero di assicurati) e l’effettiva applicabilità di una norma che interviene sul modo in cui società private devono stabilire un prezzo in un libero mercato.

I promotori del Ddl però non hanno dubbi: “Tutte le forze politiche hanno dato il loro ok, il provvedimento è stato votato all’unanimità e verrà votato anche alla Camera. Difficile che venga messo in discussione”, affermano. Una cosa è certa: si vuole ottenere approvazione definitiva del Parlamento, tutti i nodi andranno sciolti in tempo.

La proposta di una tariffa unica nazionale dell’Rc auto per gli automobilisti “virtuosi” torna ciclicamente all’attenzione dei funzionari di governo incaricati di rilanciare il processo di riforme nel nostro Paese. Ne avevamo parlato, qui su Tuttomotoriweb, già un anno fa, ma di fatto la “rivoluzione” annunciata non si è mai messa in moto. Ora, però, l’iter fa un altro passo avanti. Tra i provvedimenti del ddl concorrenza che verranno discussi in Parlamento, infatti, c’è quello che prevede un premio assicurativo standard per chi non ha fatto incidenti negli ultimi 5 anni e ha installato la scatola nera.

Le novità del provvedimento

La proposta di una tariffa unica nazionale approderà in Aula (assieme ad altre novità in materia di Rc auto) la prossima settimana. La norma prevede sostanzialmente che dopo cinque anni senza incidenti e con la scatola nera installata, gli assicurati possano usufruire della miglior tariffa media Rc auto d’Italia, indipendentemente dalla provincia di residenza.

L’On. Leonardo Impegno (Pd), principale promotore del provvedimento in questione che porta la firma anche di Luigi Di Maio del M5S, ha spiegato che sarà l’IVASS, dopo un’attenta verifica trimestrale sui dati relativi ai sinistri, ad applicare ai residenti nelle regioni con costo medio del premio superiore alla media nazionale (e che, oltre a non aver avuto incidenti stradali per un periodo pari ad almeno cinque anni, abbiano installato una scatola nera) una percentuale di sconto minima tale da allineare la tariffa loro applicata a quella delle regioni dove il costo medio del premio è inferiore.

Per andare sul concreto, gli automobilisti campani “virtuosi”, che oggi sborsano loro malgrado un premio annuo triplicato rispetto ai colleghi valdostani o trentini, pagheranno quanto questi ultimi, eliminando di fatto la netta discriminazione territoriale ed economica tra le varie province italiane.

Per il momento, tuttavia, è bene non farsi troppe illusioni: il cammino è ancora lungo e, nonostante la norma sia stata votata all’unanimità in Commissione Attività Produttive, in Aula potrebbe ancora succedere di tutto.

Le lobby delle assicurazioni sono già sulle barricate per affossare il provvedimento puntando su alcuni aspetti controversi della tariffa unica: il pericolo di aumento delle frodi, il problema della copertura economica (anche se le minore entrate, a detta dell’On. Impegno, sarebbero compensate dal maggior numero di assicurati) e l’effettiva applicabilità di una norma che interviene sul modo in cui società private devono stabilire un prezzo in un libero mercato.

I promotori del Ddl però non hanno dubbi: “Tutte le forze politiche hanno dato il loro ok, il provvedimento è stato votato all’unanimità e verrà votato anche alla Camera. Difficile che venga messo in discussione”, affermano. Una cosa è certa: si vuole ottenere approvazione definitiva del Parlamento, tutti i nodi andranno sciolti in tempo.

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30 luglio 2015 4 30 /07 /luglio /2015 21:06
occhio agli autovelox autostradali la Polstrada li indica tutti per sicurezza.

occhio agli autovelox autostradali la Polstrada li indica tutti per sicurezza.

La Polizia Stradale ne pubblica le mappe come deterrente all’eccesso di velocità (e non solo) per garantire a tutti un viaggio sereno e sicuro.

“La Polizia di Stato rende pubbliche le tratte stradali dove sono operativi, giorno per giorno, gli strumenti di controllo della velocità. Un modo per invitare gli automobilisti a moderare l’andatura rispettando i limiti e prevenire così gli incidenti.”

Con queste parole, la Polizia Stradale punta sulla trasparenza come deterrente per i comportamenti scorretti alla guida: per questo, sul proprio sito rende pubbliche le informazioni e le mappe di autovelox, tutor ed altri dispositivi di controllo in una pagina chiamata, appunto, Autovelox e Tutor: dove sono? (che riporta anche le normative che regolano l’utilizzo di questi apparecchi).
L’intento è rendere i guidatori consapevoli della necessità di rispettare i limiti di velocità e, di conseguenza, aumentare i livelli di sicurezza sulle strade più trafficate e rischiose.

Sono disponibili sia le postazioni fisse autostradali e quelle sullaviabilità ordinaria (ad es. strade statali), sia quelle mobili, queste ultime divise per regione ed aggiornate ogni settimana, di lunedì (per consultarle, cliccare sulla cartina dell’Italia).
Ti consigliamo anche di consultare le pagine del sito di Autostrade dedicate sempre a Autovelox e a Tutor, con la mappa delle postazioni lungo tutta la rete autostradale.
In generale, se non diversamente indicato, il limite di velocità in autostrada è di 130Km/h e, in caso di pioggia, il limite massimo scende a 110 Km/h. Per fare un ripasso utile, segnaliamo la pagina riepilogativa dei limiti di velocità sul sito della Polizia Stradale:Limiti di velocità.

Infine, ti segnaliamo anche il video in cui viene spiegato come funziona il Tutor: Tutor, come funziona.
In particolare, ti ricordiamo che il Tutor è in grado di rilevare anche i veicoli che viaggiano in corsia d’emergenza: quindi, non solo è inutile cercare di sfuggire alla rilevazione usando tale corsia ma, addirittura, si finisce con l’essere sanzionati anche per averla percorsa in violazione del Codice della Strada.

Conoscere la posizione di questi sistemi di controllo è molto semplice, alla portata di tutti, senza alcun bisogno di particolari sotterfugi o accorgimenti. Ma soprattutto è un modo pergarantire a se stessi e agli altri un viaggio all’insegna della sicurezza.

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28 luglio 2015 2 28 /07 /luglio /2015 11:04
il motore ad acqua è realtà, addio presto al petrolio.
il motore ad acqua è realtà, addio presto al petrolio.

il motore ad acqua è realtà, addio presto al petrolio.

È ormai realtà la moto (e l’auto) che utilizza l'acqua invece della benzina. La nuova invenzione presentata dal brasiliano Ricardo Azevedo.

Il brasiliano Ricardo Azevedo beve acqua potabile (foto a sinistra); poi la stessa acqua viene utilizzata per riempire la sua moto (foto a destra). La moto utiliza l’acqua invece della benzina!

Il brasiliano Ricardo Azevedo ha portato avanti il ​​progetto di Stanley Meyer ed ha costruito una moto che utilizza l’acqua invece della benzina! Con un litro d’acqua può percorrere ben 500 km!

Lo statunitense Stanley Meyer negli anni novanta aveva costruito una macchina che andava ad acqua; un’auto che utilizzava acqua invece della benzina. Su YouTube c'è un video sulla sua invenzione. Ulteriori informazioni di questa straordinaria invenzione si trovano nel sito web dedicato al Waterfuel cell, il motore ad acqua.

Nel 1995, Stanley Meyer costruì una macchina in grado di viaggiare 184 km con 4 litri di acqua; in seguito propose anche un apparato capace di trasformare una normale auto a benzina in un’auto ad acqua, con un modesto investimento di 1.500 dollari.

La sua invenzione ovviamente non piacque alle compagnie petrolifere ed una di queste gli offrì dei soldi per smettere di portare avanti il suo progetto di motore ad acqua. Stanley Meyer, però stava effettuando queste ricerche più che per i soldi, per aiutare l’umanità a liberarsi del petrolio e ridurre l'inquinamento ambientale. Questo era il suo vero fine e quindi non accettò i soldi. Alcuni mesi dopo, nel marzo 1998, Stanley Meyer venne ritrovato morto, avvelenato.

Ora il brasiliano Ricardo Azevedo ha ripreso e perfezionato lo studio di Stanley Meyer ed ha presentato al mondo la sua invenzione: una moto in grado di percorrere 500 km con un litro di acqua! Ciò significa che l’umanità è sulla buona strada per liberarsi dell'uso del petrolio e ridurre l’inquinamento ambientale. Ovviamente, per contro si tratta di un problema per i paesi produttori di petrolio e per il Venezuela.

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13 luglio 2015 1 13 /07 /luglio /2015 18:48
Il progetto realizzato nel laboratorio Vislab presso l'Università di Parma e subito acquistato dagli Americani.

Il progetto realizzato nel laboratorio Vislab presso l'Università di Parma e subito acquistato dagli Americani.

L’auto sulla quale stiamo viaggiando rallenta a un incrocio, lascia passare un’altra vettura e prosegue. Poco più avanti si ferma alle strisce pedonali per consentire a una coppia di anziani di attraversare, riprende velocità e si arresta davanti a un semaforo rosso. Al verde riparte, tiene la sinistra e poi svolta. Sembrano comuni fotogrammi di traffico cittadino. A renderli eccezionali è l’auto che ci scarrozza, un modello in grado di guidarsi da solo, senza che ci sia nessuno al volante.

Riconosce semafori e strisce pedonali, si tiene a distanza di sicurezza dalle altre vetture e rispetta il codice della strada. Il bello è che non si tratta della buffa, ma fantascientifica, vettura-robot presentata da Google qualche tempo fa, ma di una normale auto di serie modificata con un kit da installare in modelli già esistenti.

Per provarla, nessun volo transoceanico: è bastato venire a Parma, al Vislab, il laboratorio di tecnologia della visione ospitato dalla locale Università. Un piccolo gioiello della ricerca italiana che è diventato così prezioso e appetibile da venire acquistato da un'azienda californiana,Ambarella, quotata al Nasdaq e leader nel settore dello sviluppo di applicativi e soluzioni per la compressione di video e immagini di alta qualità

RECORD ITALIANO. Alla “vettura autonoma” quelli del Vislab stanno lavorando da almeno 20 anni: sono sempre loro che, nel 2010, erano riusciti nell’impresa di consentire a quattro furgoncini elettrici di “guidarsi” fino in Cina partendo dall’Italia. E che nel 2013 avevano allestito (col progetto Braive) la prima auto al mondo in grado di muoversi senza conducente nel traffico reale di una città. Ora ci mostrano l’ultima evoluzione del loro progetto, Deeva, un sistema che hanno installato su una berlina nera che troviamo nel parcheggio del laboratorio.

Sembra un modello normale, se non fosse per alcuni particolari, che si rivelano a un’occhiata più attenta, come un buon numero di oggetti misteriosi nascosti sotto le alette parasole e lungo la fiancata, una parabola integrata nel tetto e un bagagliaio affollato di cavi, pc e batterie.

L’idea alla base di Deeva è semplice ma, al tempo stesso, complessa. «Per funzionare», spiega Alberto Broggi, direttore del Vislab, «un’auto robotica deve possedere tre caratteristiche: la percezione, cioè la comprensione di quanto sta accadendo intorno; la capacità di prendere decisioni e, infine, il controllo».

Ho un cervello nel baule. Il punto di forza di Deeva, il sistema sviluppato dal Vislab di Parma, è che si può applicare a qualsiasi autovettura. Fra qualche anno potrebbe essere offerto come optional nei modelli di fascia medio alta. Il “kit di modifica” prevede batterie supplementari, pc di bordo, telecamere, sensori... eccoli nel dettaglio. Clicca sull'immagine per ingrandire l'infografica. | ROBERTO CACCURI/CONTRASTO PER FOCUS

OCCHIO AGLI OSTACOLI. Il Vislab è specializzato in tecnologie per la visione, quindi fin dall’inizio il suo punto di forza è stato la capacità di vedere l’ambiente, interpretarlo e trasformarlo in una mappa dettagliata. «Deeva adotta 13 coppie di telecamere dotate di visione 3D», spiega Paolo Grisleri, responsabile del progetto, «e in grado di individuare la posizione degli oggetti nello spazio». Alcune sono piazzate nel parabrezza e nella mascherina del radiatore e riescono a percepire tutto ciò che succede davanti al paraurti, in un raggio di 80 metri. Altre sono montate sulle fiancate, negli specchietti e in coda al veicolo, per tenere d’occhio quello che succede tutto attorno.

Alle videocamere si aggiungono 4 laser scanner che, spiega ancora Grisleri, «verificano i dati raccolti dalle telecamere e affinano la misura delle distanze degli oggetti».

Sul tetto, un’antenna gps ad alta sensibilità consente di captare il segnale satellitare anche dove esso è molto debole. E nelle situazioni in cui è impossibile agganciarlo, per esempio in galleria, subentra uno dei pc di bordo che, partendo dagli ultimi dati rilevati (posizione, velocità ecc.) calcola la nuova posizione del veicolo. «In realtà», osserva Broggi, «la dotazione di Deeva va oltre le necessità di un veicolo autonomo. Il nostro è un prototipo destinato alla ricerca, che sfruttiamo per test “estremi”. Ma un’auto di serie non avrà bisogno di tante telecamere».

Una delle fasi della “modifica” dell’auto: l’installazione dei pc di bordo nel bagagliaio. | ROBERTO CACCURI/CONTRASTO PER FOCUS

CAPACITÀ DI CALCOLO. Questo consente alla vettura di ricostruire, istante dopo istante, la realtà che le sta intorno: i bordi della strada e le sconnessioni, le altre auto, le persone e gli animali. La vista, però, non è tutto. Le immagini e le altre informazioni raccolte vanno infatti elaborate e tradotte in azioni da far eseguire all’auto. Per questo nel baule si trovano i 15 pc: tredici digeriscono i dati provenienti da ognuna delle coppie di telecamere, un computer sincronizza i dati di telecamere e scanner laser e l’ultimo pc fa da comandante. È lui che dà gli ordini al volante o ai pedali del freno e dell’acceleratore: li fa muovere davvero, come se ci fosse un conducente invisibile!

FACILE DA PRODURRE. «Deeva», spiega Broggi, «è la nostra idea di vettura autonoma. Un’auto come quelle di serie, modificata senza alterare l’estetica. È la strada che sarà seguita dalle grandi marche per sviluppare l’auto del futuro». Un concetto diverso da quello proposto da Google, che punta a rompere con gli schemi tradizionali con una vettura che è più un robot a 4 ruote. Ma il mondo dell’auto è ancora per le idee e le certezze consolidate, per questo sta riscuotendo successo la proposta di Vislab. Che ha stretto accordi con varie case automobilistiche e aperto un laboratorio col gruppo Magneti Marelli.

Il risultato è che, tra 4 o 5 anni, un sistema come Deeva potremmo ritrovarcelo nella lista degli optional proposti per le automobili di fascia medio alta. Questo ovviamente avrà senso se, nel frattempo, saranno stati modificati il codice della strada (che adesso impone un conducente in carne e ossa!) e le norme sulle assicurazioni (soprattutto per definire di chi sarà la responsabilità in caso di incidente. Del proprietario dell’auto? Del costruttore?).

Il team del Vislab (Artificial and intelligent system lab) fotografato nel laboratorio di Parma.

Nel comunicato pubblicato sul sito dell'impresa statunitense Ambarella che ha acquistato Vislab si fa riferimento alla supercar sviluppata dal team di Broggi come spin off dell'università di Parma, capace di percorrere 13mila chilometri in modo autonomo, arrivando sino in Cina. Gli americani hanno definito l'acquisizione un balzo in avanti di 20 anni in termini di ricerca e sviluppo. | ROBERTO CACCURI/CONTRASTO PER FOCUS

E SE DOMANI... Ma Broggi non ha dubbi: «Le automobili saranno prive di autista e si trasformerà anche il nostro modo di muoverci». Potremo dormire in viaggio e programmare gli spostamenti lunghi di notte, avremo vetture più comode, con veri e propri letti o concepite come salottini. «E non avremo più auto di proprietà », conclude Broggi, «perché quella robotica favorirà la diffusione del car sharing, con società di servizi che metteranno a disposizione i veicoli e si occuperanno della manutenzione»

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30 dicembre 2014 2 30 /12 /dicembre /2014 20:40

Il classico tagliando cartaceo dell'assicurazione ha i giorni contati. Niente più tagliandino giallo Esposto sul parabrezza o da conservare gelosamente Insieme al libretto per chi Viaggia Sulle due ruote. Gia anticipato da organi stampa la "dematerializzazione" infatti si assisterà ad Una vera e propria contrassegno attuale dell ', che verrà sostituito con ONU Sistema Elettronico dotato di microchip. Ora C'è Anche la data: dal 1 aprile 2015 Non Sarà obbligatorio esibire Più sul parabrezza il classico tagliando Che attesta la Copertura assicurativa del Veicolo.

Dammi La tua targa e ti DIRA chi sei

Da Quel giorno in avanti le Forze dell'Ordine Saranno in Grado di risalire a tutti i Dati del Veicolo, COMPRESI Quelli assicurativi, Semplicemente grazie allo proiezione della targa . I nuovi Sistemi Elettronici o telematici Che sostituiranno l'attuale contrassegno cartaceo Saranno collegati at a Banca Dati istituita Presso la Direzione Generale per la Motorizzazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Che sarà aggiornata in tempo reale Dalle compagniae assicurative Ogni volta che avviene il rilascio del certificato o la cessazione di Una Polizza.

I Dati Raccolti, Che potranno Essere consultati via web da chiunque in maniera Gratuita, Saranno quindi utilizzati per Controlli incrociati telematici Tra le Banche dati delle targhe dei Veicoli e delle polizze assicurative Quelle, utilizzando Anche i Dispositivi o Mezzi tecnici in Dotazione alla Polizia Stradale per il rilevamento A DISTANZA delle violazioni del Codice della strada.

L'incrocio dei Dati non lascerà scampo (si spera)

Venite Già avviene in Altri Paesi il Controllo della Validità dei contrassegni assicurativi potra dunque avvenire, Oltre Che con sistemi "volanti" in uso alle Forze dell'Ordine, also con i Dispositivi del Tutor autostradale e Attraverso i varchi ELETTRONICI delle ZTL. Avviando Così Automaticamente la Procedura di sanzionamento, venire Già avviene per le infrazioni sui Limiti di Velocità o Gli accessi alle ZTL.

Il Sistema di Controllo telematico È già Stato sperimento con Successo a Ciampino colomba la Polizia Locale grazie al Targa sistema riesce a Conoscere in tempo reale Tutti i Dati dei Veicoli in transito, Copertura assicurativa COMPRESA. Se vengono rilevate all'irregolarità di Qualsiasi natura il Veicolo Vienne intercettato e subito fermato Dalla prima pattuglia di Agenti available.

" L'Obiettivo dell'iniziativa di e stroncare il Fenomeno delle truffe Che Nel Nostro Paese ha date vita ad ONU giro d'affari senza Precedenti "

Belle della truffa?

L'Obiettivo dell'iniziativa, resa possibile dall'attuazione del decreto ministeriale 110 del 9 agosto 2013, E Chiaramente Quello di stroncare il Fenomeno delle truffe Che Nel Nostro Paese ha date vita ad ONU giro d'affari senza Precedenti (Sono circa 4 Milioni i Veicoli Che circolano senza Assicurazione in Italia), Che finisce per pesare Sulle Spalle di chi invece paga regolarmente la SUA Polizza.

Chi ha sempre Pagato regolarmente non dovra temere Alcuna conseguenza, Semplicemente Perché non ha nulla da nascondere Agli "occhi ELETTRONICI" delle Autorità. Chi invece circola in maniera fraudolenta ed irregolare, trasformandosi in Pericolo Nazioni Unite per gli Altri automobilisti e motociclisti, e Bene Che Inizi un bene tariffa i Suoi conti Perché potrebbe Essere arrivato davvero il Momento di svolta Nella lotta alle truffe assicurative.

E i Prezzi?

Se si riuscissero ad ottenere Risultati apprezzabili poi sarebbe il Momento ideale per bussare alla porta finalmente delle compagnie e iniziare un CHIEDERE - una voce gran - Prezzi Più accessibili per le polizze , il Che nella zona ALCUNE del Paese, proprio a causa (anche) delle truffe , Hanno raggiunto Cifre vertiginose.

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Published by lalchimista - in auto e moto
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  • : Sono poeta,scrittore e saggista,esperto in tappetologia,quindi questo spazio sarà dedicato a queste mie passioni,chi ama la paesia o i tappeti orientali troverà tanti consigli utili e la consulenza gratuita per i vostri tappeti perchè sono convinto che chi è in possesso di conoscenze tecnico-scientifiche le deve mettere a disposizione di tutti,altrimenti è come se non fossi mai vissuto una volta morto. Sono reperibile su flyngcarpet@hotmail.it
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