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18 settembre 2015 5 18 /09 /settembre /2015 10:00
Sarà una rivoluzione nel settore assicurazioni auto.

Sarà una rivoluzione nel settore assicurazioni auto.

La proposta di una tariffa unica nazionale dell’Rc auto per gli automobilisti “virtuosi” torna ciclicamente all’attenzione dei funzionari di governo incaricati di rilanciare il processo di riforme nel nostro Paese. Ne avevamo parlato, qui su Tuttomotoriweb, già un anno fa, ma di fatto la “rivoluzione” annunciata non si è mai messa in moto. Ora, però, l’iter fa un altro passo avanti. Tra i provvedimenti del ddl concorrenza che verranno discussi in Parlamento, infatti, c’è quello che prevede un premio assicurativo standard per chi non ha fatto incidenti negli ultimi 5 anni e ha installato la scatola nera.

La proposta di una tariffa unica nazionale approderà in Aula (assieme ad altre novità in materia di Rc auto) la prossima settimana. La norma prevede sostanzialmente che dopo cinque anni senza incidenti e con la scatola nera installata, gli assicurati possano usufruire della miglior tariffa media Rc auto d’Italia, indipendentemente dalla provincia di residenza.

L’On. Leonardo Impegno (Pd), principale promotore del provvedimento in questione che porta la firma anche di Luigi Di Maio del M5S, ha spiegato che sarà l’IVASS, dopo un’attenta verifica trimestrale sui dati relativi ai sinistri, ad applicare ai residenti nelle regioni con costo medio del premio superiore alla media nazionale (e che, oltre a non aver avuto incidenti stradali per un periodo pari ad almeno cinque anni, abbiano installato una scatola nera) una percentuale di sconto minima tale da allineare la tariffa loro applicata a quella delle regioni dove il costo medio del premio è inferiore.

Per andare sul concreto, gli automobilisti campani “virtuosi”, che oggi sborsano loro malgrado un premio annuo triplicato rispetto ai colleghi valdostani o trentini, pagheranno quanto questi ultimi, eliminando di fatto la netta discriminazione territoriale ed economica tra le varie province italiane.

Per il momento, tuttavia, è bene non farsi troppe illusioni: il cammino è ancora lungo e, nonostante la norma sia stata votata all’unanimità in Commissione Attività Produttive, in Aula potrebbe ancora succedere di tutto.

Le lobby delle assicurazioni sono già sulle barricate per affossare il provvedimento puntando su alcuni aspetti controversi della tariffa unica: il pericolo di aumento delle frodi, il problema della copertura economica (anche se le minore entrate, a detta dell’On. Impegno, sarebbero compensate dal maggior numero di assicurati) e l’effettiva applicabilità di una norma che interviene sul modo in cui società private devono stabilire un prezzo in un libero mercato.

I promotori del Ddl però non hanno dubbi: “Tutte le forze politiche hanno dato il loro ok, il provvedimento è stato votato all’unanimità e verrà votato anche alla Camera. Difficile che venga messo in discussione”, affermano. Una cosa è certa: si vuole ottenere approvazione definitiva del Parlamento, tutti i nodi andranno sciolti in tempo.

La proposta di una tariffa unica nazionale dell’Rc auto per gli automobilisti “virtuosi” torna ciclicamente all’attenzione dei funzionari di governo incaricati di rilanciare il processo di riforme nel nostro Paese. Ne avevamo parlato, qui su Tuttomotoriweb, già un anno fa, ma di fatto la “rivoluzione” annunciata non si è mai messa in moto. Ora, però, l’iter fa un altro passo avanti. Tra i provvedimenti del ddl concorrenza che verranno discussi in Parlamento, infatti, c’è quello che prevede un premio assicurativo standard per chi non ha fatto incidenti negli ultimi 5 anni e ha installato la scatola nera.

Le novità del provvedimento

La proposta di una tariffa unica nazionale approderà in Aula (assieme ad altre novità in materia di Rc auto) la prossima settimana. La norma prevede sostanzialmente che dopo cinque anni senza incidenti e con la scatola nera installata, gli assicurati possano usufruire della miglior tariffa media Rc auto d’Italia, indipendentemente dalla provincia di residenza.

L’On. Leonardo Impegno (Pd), principale promotore del provvedimento in questione che porta la firma anche di Luigi Di Maio del M5S, ha spiegato che sarà l’IVASS, dopo un’attenta verifica trimestrale sui dati relativi ai sinistri, ad applicare ai residenti nelle regioni con costo medio del premio superiore alla media nazionale (e che, oltre a non aver avuto incidenti stradali per un periodo pari ad almeno cinque anni, abbiano installato una scatola nera) una percentuale di sconto minima tale da allineare la tariffa loro applicata a quella delle regioni dove il costo medio del premio è inferiore.

Per andare sul concreto, gli automobilisti campani “virtuosi”, che oggi sborsano loro malgrado un premio annuo triplicato rispetto ai colleghi valdostani o trentini, pagheranno quanto questi ultimi, eliminando di fatto la netta discriminazione territoriale ed economica tra le varie province italiane.

Per il momento, tuttavia, è bene non farsi troppe illusioni: il cammino è ancora lungo e, nonostante la norma sia stata votata all’unanimità in Commissione Attività Produttive, in Aula potrebbe ancora succedere di tutto.

Le lobby delle assicurazioni sono già sulle barricate per affossare il provvedimento puntando su alcuni aspetti controversi della tariffa unica: il pericolo di aumento delle frodi, il problema della copertura economica (anche se le minore entrate, a detta dell’On. Impegno, sarebbero compensate dal maggior numero di assicurati) e l’effettiva applicabilità di una norma che interviene sul modo in cui società private devono stabilire un prezzo in un libero mercato.

I promotori del Ddl però non hanno dubbi: “Tutte le forze politiche hanno dato il loro ok, il provvedimento è stato votato all’unanimità e verrà votato anche alla Camera. Difficile che venga messo in discussione”, affermano. Una cosa è certa: si vuole ottenere approvazione definitiva del Parlamento, tutti i nodi andranno sciolti in tempo.

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27 aprile 2013 6 27 /04 /aprile /2013 18:24


Grillo nei suoi comizi illustra la proposta programmatica che prevede il reddito di cittadinanza. Altre formazioni politiche, soprattutto Rivoluzione Civile, gli fanno eco. Occorre chiarirsi le idee, perché quando si usano le parole con accezioni di significato non univoche, i fraintendimenti sono inevitabili. Grillo, Ingroia e gli altri che ne parlano, usano quell’espressione come sinonimo di “sussidio di disoccupazione”. Per questo affermano che c’è ovunque in Europa tranne che in Italia, Grecia e Spagna.

In realtà il reddito di cittadinanza così come è inteso dai suoi promotori più radicali, come Alain de Benoist, non esiste in alcun Paese del mondo, perché sarebbe una misura rivoluzionaria quante altre mai.

Reddito di cittadinanza significa che a ogni cittadino, dalla culla al letto di morte, viene concesso dallo Stato un assegno di mantenimento equivalente a quello che viene considerato un minimo vitale. Per esempio, nell’Italia di oggi, potrebbero essere 800 euro mensili. Ogni individuo, dalla nascita, ha un diritto alla vita che la comunità gli riconosce dandogli i mezzi per sostentarsi. Ci saranno persone che approfitteranno di questo diritto per non cercare mai un lavoro, accontentandosi di quel poco. L’obiezione è superabile, perché la produttività del lavoro è tale che quella parte della popolazione che comunque lavorerà per avere un migliore tenore di vita, potrà garantire i livelli produttivi adeguati alle esigenze nazionali.

Altre obiezioni al progetto sono serie. Intanto diventerebbe un fortissimo incentivo a fare molti figli, consentendo di vivere bene senza lavorare. Nell’esempio degli 800 euro mensili, una coppia con 5 figli avrebbe un reddito di 5.600 euro mensili. Avremmo una fortissima pressione di immigrati desiderosi di ottenere il diritto di cittadinanza e il relativo reddito garantito.

Si potrebbe ovviare all’inconveniente assegnando il reddito di cittadinanza esclusivamente a partire dalla maggiore età, ma in questo caso potremmo avere la conseguenza opposta: molte coppie non farebbero figli, accontentandosi di vivacchiare con l’assegno statale mensile senza lavorare.

Un’altra obiezione seria è che appare ingiusto elargire a spese dello Stato anche a favore di ricchi e benestanti.

C’è poi il problema della copertura finanziaria. Il reddito di cittadinanza sarebbe troppo oneroso per il bilancio pubblico. Per farvi fronte, i poteri pubblici dovrebbero sgravarsi di tutto il peso dei servizi.

Scuola, comunicazioni, trasporti, sanità, dovrebbero essere interamente privatizzati. Anche il sistema pensionistico scomparirebbe, dal momento che ogni anziano riceverebbe comunque l’assegno mensile di 800 euro. Chi volesse garantirsi una pensione migliore, dovrebbe integrarla tramite un’assicurazione, un affare lucrosissimo per le Agenzie private.

Eppure, nonostante tutte queste obiezioni, la proposta rimane degna di considerazione. Il suo valore consiste da un lato nella garanzia che comunque nessuno rischierebbe la fame o quella disperazione che spinge non pochi al suicidio per motivi economici; dall’altro lato, obbligherebbe ognuno ad assumersi una grande responsabilità personale. Proprio perché i servizi non sarebbero più garantiti, i cittadini responsabili si cercherebbero comunque un lavoro, trattenendo dal reddito di cittadinanza una quota per la scuola dei figli, una per l’assistenza sanitaria, una per integrare la pensione. A questo servirebbe il reddito di cittadinanza: offrire a ognuno la possibilità di programmare la propria vita autonomamente, in relativa sicurezza, quella sicurezza data dalla certezza che nei periodi difficili, periodi di disoccupazione in cui non si può più risparmiare, si può comunque contare sul minimo vitale.

Responsabilizzazione deve diventare la parola d’ordine. Questo vale anche per quei comportamenti da cui i poteri pubblici potrebbero ricavare altre risorse. Chiamiamola pure “tassa sul vizio”. Legalizzare le droghe, tutte le droghe, e tassarle pesantemente. Legalizzare la prostituzione togliendola dalle strade, in pratica ripristinando i postriboli, e tassarla pesantemente. Chi vuole soddisfare i propri vizi lo faccia legalmente, ma qualora assuma comportamenti antisociali, come nel caso di incidenti oppure delitti causati da abuso di alcol o droga, sia punito molto severamente.

A proposito delle punizioni, si trasformino le carceri in centri di produzione. I detenuti paghino il loro debito verso la comunità coi lavori forzati. Non ricevendo un salario ma soltanto il vitto e l’alloggio nel centro di detenzione, darebbero un contributo economico molto significativo alla nazione.

Ecco come ragionando su tutte le implicazioni del reddito di cittadinanza si può giungere a configurare un modello sociale che recupera logiche antiche e nel contempo ci proietta verso scenari nuovi.

Gli economisti patentati, quegli accademici che pontificano da tutti i giornali e da tutte le emittenti, parlerebbero di follia totale a proposito di programmi come quello qui abbozzato, ma nulla è più folle del delirio in cui ci fanno vivere.

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Published by lalchimista - in Assicurazione e Pensione
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31 gennaio 2013 4 31 /01 /gennaio /2013 11:34

 

7027584837_6750e02f17.jpgLe esportazioni di capitali sono un danno diretto in termini di deprivazione monetaria, di perdita secca di mezzi da parte del sistema-paese, che si ritrova con meno mezzi monetari per i pagamenti dei debiti, gli investimenti produttivi, i consumi… Invece, non sono un danno e una perdita secca i fatti (come il prelievo dei tributi e l’evasione dei tributi) che determinano solo uno spostamento di capitali da un soggetto A a un soggetto B all’interno del sistema-paese. Se tali fatti facciano bene o male al paese, dipende da un fattore diverso, ossia se il modo in cui spende il denaro il soggetto B fa crescere l’economia di più o di meno rispetto al modo in cui lo spenderebbe il soggetto A. In ogni caso, si è visto che, se il prelievo fiscale effettivo supera stabilmente il 40% del pil, esso ha effetti depressivi sull’economia. In Italia è al 55%.

Nelle sue campagne “informative” e moralizzatrici, governo descrive all’opinione pubblica l’evasore fiscale come un ladro che sottrae ricchezza alla collettività ed è colpevole per le tasse molto alte; aggiunge che, se si vincesse l’evasione fiscale, si pagherebbe meno tasse.

Ragioniamo.

Se qualcuno (il ladro o lo Stato) sottrae 1.000 Euro a una famiglia o a un’azienda, impoverisce la famiglia o l’azienda di 1.000 Euro, nel senso che diminuisce di 1.000 Euro la sua capacità di pagare per ottenere ricchezza reale. Per la famiglia o l’azienda è un danno secco. E’ un rapporto lineare e semplice. Ma quei 1.000 vanno ad aumentare il potere di acquisto di un altro soggetto che sta entro il sistema-paese (il ladro, lo Stato), la sua ricchezza. La sottrazione non opera un annientamento della ricchezza, ma una sua ricollocazione. Quindi quel furto non ha diminuito il potere d’acquisto, la ricchezza, complessiva, le risorse, del sistema-paese, ma ne ha trasferito una parte da un soggetto a un altro entro di esso. Analogamente, se l’azienda o la famiglia evade 1.000 euro di tasse, saranno 1.000 euro in più di potere d’acquisto della famiglia, e 1.000 euro di meno di potere d’acquisto per lo Stato, ma il potere d’acquisto totale del sistema-paese non muta.  Se un pubblico amministratore o dirigente sottrae 1.000 dalle pubbliche casse, dell’ente che amministra, aumenta il proprio potere d’acquisto e diminuisce quello dell’ente. Se riceve una bustarella di 1.000 da un’impresa appaltatrice di quell’ente pubblico, per far pagare 10.000 in più a quell’impresa per l’opera pubblica appaltatale, l’ente pubblico si depaupera di 10.000, il corrotto si arricchisce di 1.000 e l’impresa corruttrice di 9.000.

Sono operazioni a somma zero per il sistema-paese. Anche in questi casi, si ha un trasferimento di potere d’acquisto, non un suo annientamento, non un annientamento di risorse economiche, e ancor meno si ha un annientamento di beni reali.

Orbene, ai fini dell’interesse collettivo, che effetti hanno questi spostamenti? Arricchiscono o impoveriscono la collettività nazionale, o sono indifferenti?

Purtroppo per gli amanti del semplice e lineare e moralistico, bisogna distinguere e analizzare.

a) Il reato (furto, frode, peculato, corruzione, evasione), la violazione di una norma di legge, in sé, diminuisce, in quanto diventi di dominio pubblico, la fiducia sociale nella legalità; e questo è un danno se il sistema-paese è complessivamente sano, mentre non è un danno se è complessivamente guasto, ma anzi può favorire un rivolgimento.

b) La corruzione, in quanto produce un’opera pubblica inutile o difettosa, oppure una fornitura alla pubblica amministrazione di opere, beni, servizi difettosi o inutili (ad es., edificio in calcestruzzo armato con poco ferro e cemento), comporta un peggior servizio alla collettività, quindi un danno che è molto superiore alla tangente pagata – ed quello è il vero danno sistemico della corruzione, non l’importo della tangente.

c)      Lo spostamento di una quantità di denaro da un soggetto A a un soggetto B, per la collettività, produce un danno o un vantaggio o nessun effetto, a seconda dell’uso che di questo denaro fa un soggetto rispetto all’altro (per il caso che il soggetto che perde il denaro sia lo Stato aggiungerò poi una specificazione importante). Mi spiego: se il soggetto A spende il denaro in un modo che induce una crescita economica del 20% della spesa,  mentre il soggetto B lo spende in un modo che la fa crescere del 60% della spesa, allora alla collettività conviene che B abbia più denaro da spendere, e A meno.  A e B possono essere il ladro, lo Stato, l’artigiano-evasore, il proprietario immobiliare…  Ma che tipi di uso del denaro fanno crescere di più l’economia, e che tipi di meno?

ci)    La fanno diminuire, soprattutto in tempi di carenza di liquidità nel sistema, gli usi che tolgono dalla circolazione nel sistema economico reale, ossia la tesaurizzazione, come tenere le banconote in cassaforte; e i trasferimenti all’estero: esportazioni di valuta, rimesse degli emigrati; investimenti finanziari, speculativi e improduttivi in termini di economia reale; quindi un governo che, per spostare dalle tasche della gente alle proprie casse 20 miliardi di tasse in più (cosa che non cambia la quantità di moneta presente nel sistema-paese) mette in fuga verso l’estero 220 miliardi (cosa che riduce di 220 miliardi la liquidità a disposizione dell’economia nazionale) è un governo folle oppure che mira a sabotare il paese e ad avvantaggiare altri paesi, soprattutto se il paese che esso governa è già in recessione e a corto di liquidità; ancora di più se, per prendere alla gente 15 miliardi, sottopone gli immobili a una tassazione che li deprezza di centinaia di miliardi, compromettendo così le garanzie bancarie, quindi le linee di credito e il livello di liquidità nazionale;

cii)  La fanno aumentare  gli investimenti e le spese comportanti l’acquisto di beni e servizi prodotti  nella nazione, l’incremento del patrimonio, scientifico, tecnologico, professionale, quindi della competitività della nazione; il miglioramento della salute, dell’ambiente, del territorio della nazione; il pagamento di salari, di contributi e di tasse entro la nazione;

ciii)Alzare salari e pensioni, oggi, in tempo di globalizzazione, si traduce in larga parte in aumenti di acquisti di beni nella grande distribuzione organizzata, beni prodotti perlopiù all’estero; quindi gli incrementi salariali e pensionistici hanno in parte un impatto non positivo sull’economia nazionale;

civ)Il rapporto tra spese e aumento di ricchezza potrà essere più o meno elevato, più o meno rapido, più o meno durevole, a seconda della sua natura, della sua tipologia, della sua appropriatezza e qualità di progettazione ed esecuzione…

d)     Va ancora considerato l’effetto interno del trasferimento nel soggetto che perde  o non riceve e nel soggetto che prende o trattiene. Ad esempio, se un’impresa produttiva deve pagare più tasse (vuoi perché lo Stato aumenta l’aliquota, vuoi perché non può più evadere), possono accadere diverse cose, in teoria; ma, in una situazione come l’attuale, connotata da recessione stabile, crollo dei consumi, credito scarso e costoso, altissimi tributi e tariffe rispetto all’estero, milioni di partite iva che non realizzano utili ma stanno aperte solo per pagare debiti e mantenere gli addetti, le cose che possono accadere sono, quasi sempre, le meno desiderabili:

di)   -il caso ideale, che raramente si verifica: l’impresa (l’artigiano, il professionista, etc.,), se ha margini di profitto, rinuncia a parte di questo per pagare le tasse, ceteris paribus;

dii) -l’impresa scarica il costo tributario sui suoi prodotti, quindi diminuisce il potere d’acquisto degli acquirenti; caleranno le sue vendite, quindi ridurrà il personale e gli investimenti;

diii)                      -l’impresa, per trovare i soldi necessari a pagare i costi tributari, taglia altri costi: personale, formazione, ricerca, investimenti; quindi taglia una spesa molto buona per la collettività, per dare i soldi allo Stato, alla politica, che li userà forse in un modo non altrettanto buono, produttivo, per la collettività;

div)                      -l’impresa valuta che, se deve pagare tutte quelle tasse, le conviene trasferirsi all’estero; quindi chiude, licenza, porta via capitali, macchinari, tecnologia, clientela; non paga più tasse e contributi in Italia, scaricando sulla collettività il costo dei licenziati;

dv) -l’impresa chiude o fallisce, lasciando fornitori, dipendenti, fisco, Inps, Inail senza pagamento; eventualmente passa al nero totale;

dvi) -per contro, se il soggetto che perde o non incassa è lo Stato, bisogna distinguere:

se si tratta di uno Stato dotato di sovranità monetaria, come Regno Unito, Svizzera, Giappone, USA, può compensare i mancati introiti fiscali, e il conseguente deficit di bilancio, monetizzando questo deficit, ossia coprendolo con emissioni monetarie attraverso la sua banca centrale di emissione – il che, in situazioni di scarsità monetaria, è un bene; se, invece, come l’Italia, non ha sovranità monetaria e ha vincoli di bilancio, allora dovrà tagliare le spese e/o inasprire le tasse.

Ancora una considerazione di fondo. Lo Stato, ossia i politici, afferma che il gettito fiscale non sia sufficiente a causa dell’evasione fiscale. Ma il gettito fiscale, anche con questa evasione fiscale, è più del 50% del pil nazionale, incluso il sommerso. Dovrebbe essere più che sufficiente per avere una buona amministrazione, con buoni servizi, ricerca, innovazione, welfare, pareggio di bilancio… se la p.a. è inefficiente, i servizi sono scadenti,  la ricerca e l’innovazione minimi, le infrastrutture carenti e vecchie, allora il problema, la causa, non è i 170 miliardi di evasione, che restano a chi li ha prodotti e non vengono affidati ai politici – la causa sono proprio i politici. Sono loro che usano male i soldi, li spendono in modo inefficiente, li rubano. Non tassano per i bisogni della collettività. Tassano più che possono per spartirsi più che possono. Se riuscissero a recuperare l’evasione fiscale dall’economia reale, non ovviamente dai loro burattinai di banca e finanza,  semplicemente si spartirebbero di più. Ecco perché essi, nella propaganda di Stato, pongono l’accento sull’evasione mentre lasciano in ombra gli sprechi e le mangerie.

Ma con più prelievo fiscale effettivo avremmo un’esasperazione dell’effetto Laffer, già oggi pesante, ossia dell’effetto per cui, alzando la pressione fiscale effettiva oltre una certa soglia, il gettito fiscale cessa di crescere e inizia a ridursi in funzione del salire della pressione, perché la pressione fiscale spinge le aziende fuori dal mercato, le fa emigrare, chiudere, fallire. Si chiama avvitamento fiscale, e il governo tecnico lo ha realizzato in Italia in pochi mesi, accompagnandolo col peggioramento dell’outlook e, anche in prospettiva,  di tutti i fondamentali: pil, deficit pubblico, deficit commerciale, debito pubblico, occupazione, inflazione, costo del denaro, liquidità di sistema, competitività internazionale, investimenti produttivi, consumi: gli obiettivi di pareggio di bilancio, di crescita del pil etc. si stanno allontanando nelle previsioni del governo stesso. Ma, se non si vuol essere populisti ed estremisti, bisogna aderire al coro che dichiara che non vi è alternativa a questa politica economica.

Quindi direi, in conclusione, che l’evasione fiscale è usata dal regime come un capro espiatorio per  decolpevolizzarsi dei suoi risultati, per continuare a prosperare sulla spesa pubblica, per continuare a gestire come vuole la cosa pubblica, per continuare a consentire ai suoi membri e ai burattinai del piano superiore di eludere ed evadere alla grande. A questo fine propagandistico, il  regime spiega falsamente al pubblico generale l’evasione fiscale come una sottrazione  secca di risorse alla collettività, mentre essa lascia il denaro entro il sistema, e mentre ciò che lo sottrae al sistema sono la fuga dei capitali, la fuga delle imprese, le rimesse verso l’estero degli immigrati, e i soldi – 60 miliardi sinora – che il governo dà a Grecia, Spagna, Portogallo., Irlanda per pagare loro debiti verso le banche tedesche e francesi, nell’interesse di queste banche.

La propaganda dello Stato usa un ulteriore elemento di inganno dell’opinione pubblica, un elemento non logico ma grafico: l’immagine dell’evasore-parassita adottata dalla campagna di “informazione”. Si tratta di un volto di persona dalla pelle scura, dai tratti fortemente “terroni” o nordafricani o turchi, con aspetto rozzo, pelle non rasata, abbigliamento modesto – quindi si suggerisce che l’evasore-tipo sia una persona di livello sociale e reddituale bassi. mentre   al contrario la grossa evasione è opera di grandi industriali e finanzieri (bancari e assicurativi).

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Published by lalchimista - in Assicurazione e Pensione
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10 agosto 2011 3 10 /08 /agosto /2011 09:39

A Milano, chi desidera effettuare una assicurazione sulla propria casa o sulla vita, oppure crearsi una pensione alternativa, ha bisogno di una panoramica sulle agenzie assicurative esistenti a Milano, in modo da avere anche online, la migliore proposta assicurativa con il miglior premio erogato. Questa è una piccola guida a proposito.

Come e dove cercare

Una grande metropoli come Milano annovera sicuramente nel suo tessuto sociale, le migliori compagnie di assicurazione con le quali stipulare una eventuale polizza assicurativa su qualsiasi cosa vogliamo tutelare, dalla vita in poi.

La prima selezione che possiamo effettuare è quella che ci forniscono le pagine gialle cittadine alla voce

"Assicurazioni" . Esse ci forniscono tutte le compagnie assicuratrici che esistono sul territorio di Milano e provincia e possiamo cominciare ad individuare quelle logisticamente più vicine a noi per evitare spostamenti inutili.

Contattarle telefonicamente una per una per avere la certezza che effettuano il tipo di copertura assicurativa o previdenziale che ci interessa. Oppure chiedere un preventivo preliminare online confrontandolo con quello di altre in modo da ottenere, ove possibile, il miglior servizio al minor prezzo.

Se non troviamo la giusta polizza con quelle consultate, ci conviene consultare il web per avere la panoramica completa di tutte le compagnie assicuratrici di Milano, che sicuramente hanno anche un servizio online. Effettuare anche qui la opportuna selezione.

Molte assicurazioni hanno dei Brokers specializzati che effettuano il servizio a domicilio, esperti in vari settori, sia finanziari che previdenziali. Possono proporre polizze assicurative che offrono un rendimento annuale sui premi versati ed una copertura totale dei rischi anche a favore di beneficiari familiari in caso di morte accidentale o naturale.

Segnaliamo il sito Centroconsumatori.it il quale offre la propria consulenza su come investire in assicurazioni e crearsi una opportuna copertura per garantirsi una ottima vecchiaia senza rischi, il cui capitale non possa essere pignorato e che non sia soggetto a tassa di successione.

Inoltre consiglia di leggere attentamente le condizioni del contratto che deve sempre riportare la garanzia di un rendimento minimo.

Ogni assicurazione sulla vita costituisce un investimento non flessibile, quindi la prima condizione è quella di stipularla solo se non si ha la necessità di aver bisogno del capitale prima della scadenza.

Tutte le compagnie assicuratrici più note offrono qualsiasi tipo di assicurazione, anche online fornendo ogni elemento utile per avere la copertura che più ci interessa.

Riassumendo

La panoramica delle Compagnie di Assicurazioni esistenti a Milano è molto vasta.

I servizi offerti risultano essere esaustivi e completi nelle varie competenze in tutti i settori della vita civile. Dalla previdenza alle pensioni alternative e a tutte le coperture dei rischi. Ci rimane solo di scegliere il rapporto migliore tra qualità e costo.

Instituto Nazionale Della Previdenza Sociale, Bergamo Italy
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Published by giuseppe esposito lalchimista - in Assicurazione e Pensione
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15 luglio 2011 5 15 /07 /luglio /2011 10:59

4660406059_6fea94806f.jpgStipulare una polizza assicurativa sulla propria casa è sempre consigliabile onde prevenire qualsiasi rischio sia per responsabilità civili, sia che provengono da fattori esterni, quindi per proteggerci da qualsiasi evento negativo che possiamo causare, oppure siamo vittime, come furti, incendi, fulmini, ecc.

confrontare le offerte

Le polizze assicurative per le abitazioni sono personalizzabili e possono coprire tutta o in parte la proprietà e si possono inserire in esse qualsiasi oggetto o mobile di pregio, oltre ai danni che possiamo causare ai nostri coinquilini o terzi, come un allagamento accidentale, un vaso che ci cade dalla finestra, ecc.

Da una ricerca sul web possiamo rilevare e confrontare le varie offerte che propongono le molte compagnie assicuratrici specializzate in polizze per la casa, che prevedono il rimborso danni sia provocati che subiti, facilmente rilevabili dai seguenti siti online. allianzras.it, genertel.it, genialloyd.it per citarne alcune più rappresentative.

Come assicurazione online sono da consultare anche la direct line, insurance italy, l'assicurazione trieste e casa.assicurazioni-on-line.it. In ognuna di esse è presente un motore di ricerca nel quale possiamo inserire tutti i nostri dati relativi alla nostra abitazione ed i suoi contenuti per avere in breve il corrispettivo premio richiesto per tale copertura e quali informazioni bisogna avere prima di stipulare una polizza.

Leggersi attentamente anche le postille più piccole perché possono contenere

degli impedimenti all'erogazione di copertura per taluni rischi, come per esempio, quelli causati da temporali o da fulmini, infatti molte compagnie li escludono.

Semplificazioni

Nel sito polizzeassicurative.net sono elencate varie compagnie assicurative che specificano tariffe, contratti, ecc. Comprendendo altresì tutte le caratteristiche delle varie polizze e tutte le risposte ad eventuali dubbi relativi all'argomento.

Comunque è consigliabile valutare attentamente le singole offerte e confrontarle con le proprie esigenze, se abbiamo animali in casa o bambini piccoli, se si hanno molti beni di valore, come quadri, tappeti, gioielli, ecc. Bisogna inoltre dire che le compagnie online sono ormai alla pari con quelle tradizionali.

Il costo della polizza è rateizzabile con poche addizionali per il contraente e solitamente la franchigia si aggira intorno ai 100-150 euro sotto questo tetto la compagni non risarcisce il danno. Logicamente più è alto il premio più sarà alto l'eventuale indennizzo.

Riassumendo...

Come abbiamo notato nel confronto delle offerte online e dai diversi preventivi che possiamo ottenere, si tratta soltanto di perfezionare quello più aderente alle nostre necessità, tenendo presente i parametri fondamentali che ci interessano per copertura rischi, in modo da essere protetti da qualsiasi fenomeno atmosferico o atto vandalico a seguito di tentatioi di furto.

Indicare anche se siamo protetti da impianti antifurto efficaci, perché essi possono essere decisivi ai fini della determinazione del premio finale da erogare.

Ingresso assicurazioni Generali

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Published by giuseppe esposito lalchimista - in Assicurazione e Pensione
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  • : Sono poeta,scrittore e saggista,esperto in tappetologia,quindi questo spazio sarà dedicato a queste mie passioni,chi ama la paesia o i tappeti orientali troverà tanti consigli utili e la consulenza gratuita per i vostri tappeti perchè sono convinto che chi è in possesso di conoscenze tecnico-scientifiche le deve mettere a disposizione di tutti,altrimenti è come se non fossi mai vissuto una volta morto. Sono reperibile su flyngcarpet@hotmail.it
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