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6 maggio 2015 3 06 /05 /maggio /2015 15:40
Costruire con la bioedilizia

Materiali edili dagli scarti agricoli. L'azienda sarda Edilana fornisce le competenze e le ricerche perchè alcune eccedenze di produzione si trasformino non in rifiuti ma in risorse.
Ad esempio, sulle nostre tavole per ogni chilo di carciofi raccolti, solo 150 grammi arrivano sulle nostre tavole. Solo una piccola parte del carciofo è commestibile, il resto viene smaltita come rifiuto organico. In realtà, gli scarti del carciofo possono rinascere e diventare coloranti oppure leganti per l'edilizia. Il “Polo Produttivo della Bioedilizia – La casa verde CO2.0”, fondato da Daniela Ducato, imprenditrice di successo e fondatrice di Edilana, è il più grande polo produttivo per la bioedilizia d’Italia e comprende 73 aziende, di cui 40 sarde, che scambiano saperi e risorse portando avanti ricerche in comune per promuovere l’utilizzo di materie e prodotti realizzati senza ulteriore produzione di CO2, consumo di suolo o denaro pubblico. Il Polo usa materie prime naturali a Km 0, ingredienti principalmente ottenuti da surplus ed eccedenze in campo edile, tessile ed alimentare: terre crude, argille, sabbie, lana di pecora sarda, cenere, gusci di uova, sottolavorazioni di latte e olio di oliva, circa 100 eccedenze vegetali, agricole, orticole, boschive e del verde urbano e molto altro. Le materie prime vengono sottoposte a innovativi processi di trasformazione ottenendo risultati sorprendenti: oltre 400 prodotti utili in bioedilizia come tegole, mattoni di terra cruda, pannelli e materassini termo-fono isolanti, arredi, pitture ed inoltre giocattoli, materassi, lampade e tessili.

La Lana
La lana di pecora è la fibra più igroscopica che esista in natura, è in grado cioè di assorbire vapore acqueo fino ad un terzo del suo peso senza risultare bagnata, senza gonfiarsi o modificare la sua struttura. Al tempo stesso è capace di cedere lentamente l’acqua assorbita regolando l’umidità dell’ambiente. La materia cerosa (lanolina) che riveste le fibre rende la lana idrorepellente. L’eccellente controllo dell’umidità, con sviluppo di calore nella fase di assorbimento evita fenomeni di condensa. Le fibre della lana di pecora (lattifera) grazie alla struttura fortemente proteica, non sono attaccabili dalle muffe ma addirittura ne contrastano la formazione.
Le fibre usate per realizzare i prodotti sono corte, sono cioè quelle scartate dall’uso tessile (che predilige quelle lunghe). Queste fibre rappresentano uno scarto della lavorazione industriale della lana che, nel ciclo produttivo tradizionale, vengono bruciate come rifiuto speciale creando così un grave impatto ambientale.

La Posidonia
Pianta marina preziosa e indispensabile per la sua azione di protezione contro l’erosione delle coste, sta diventando una risorsa anche per le nuove frontiere della bioedilizia L’idea è quella di utilizzare i cumuli di Posidonia spiaggiata per creare una fibra intelligente, la “lana di mare” brevettata dall’azienda Edilana. Se, da un lato, la Posidonia rappresenta un segno di alta qualità delle acque e di mare pulito, dall’altro, può rappresentare anche un problema ambientale, nel caso di un eccessivo accumulo di biomassa marina in spiagge antropizzate o artificiali, in quanto non viene smaltita dalle onde e va in decomposizione. Gli accumuli smisurati di biomassa, possono in taluni casi creare vere e proprie condizioni di emergenza ambientale, con elevati costi pubblici di gestione.

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Published by lalchimista - in invenzioni e scoperte
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  • : Sono poeta,scrittore e saggista,esperto in tappetologia,quindi questo spazio sarà dedicato a queste mie passioni,chi ama la paesia o i tappeti orientali troverà tanti consigli utili e la consulenza gratuita per i vostri tappeti perchè sono convinto che chi è in possesso di conoscenze tecnico-scientifiche le deve mettere a disposizione di tutti,altrimenti è come se non fossi mai vissuto una volta morto. Sono reperibile su flyngcarpet@hotmail.it
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