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12 dicembre 2012 3 12 /12 /dicembre /2012 11:14

 

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Lo zucchero è pieno di vita! Così recitava lo slogan di una pubblicità televisiva di qualche tempo fa, mandata in onda a sostegno delle vendite di un prodotto, ad onor del vero, già acquistato diffusamente in grande quantità in Italia come anche nel resto del mondo, perlomeno da quella parte di popolazione che si dichiara “benestante”. Probabilmente la necessità di finanziare una campagna pubblicitaria sullo zucchero si dimostrò necessaria a fronte della escalation di prodotti contenenti dolcificanti alternativi, a zero calorie, o dal diffondersi della cultura salutistica dello zucchero di canna grezzo.

 

In realtà l’italiano medio, pur non rinunciando mai durante la giornata al piacere di un bel caffè con uno o magari due bustine di zucchero, è ancora ben lontano dalle quantità ingerite più o meno cosciamente dalla popolazione di altri paesi, anche se il divario tende via via a ridursi. Abbiamo sempre la tendenza ad importare le abitudini alimentari peggiori, sostituendo la tradizionale cucina nostrana mediterranea, invidiata e imitata altrove, con una pseudo alimentazione moderna, agghiacciante, fasulla e nociva.

 

Ma rimanendo in tema e parlando solo di zucchero: quanti medici o ricercatori si sono presi il disturbo di documentarsi sui reali effetti che questa sostanza provoca nell’organismo umano?  E’ veramente “pieno di vita”? E’ un alimento sano e/o nutriente? E’ vero come diceva il medico a mia madre quando ero piccolo che “fa male solo al portafogli dei genitori che lo comprano?”  Beh, personalmente mi permetto di dissentire vivamente, e mi spiego.

 

Tecnicamente, lo zucchero, il comune saccarosio per intenderci, è un carboidrato raffinato 8 volte in più rispetto alla  farina bianca, e a parte il glucosio, (che comunque viene spesso aggiunto nei prodotti dolciari industriali unitamente allo zucchero) e l’elemento che più velocemente entra in circolo nel sangue dopo la sua assunzione, e come vedremo gli effetti sono tuttaltro che positivi.


Come tutti sanno, è un alimento che contiene calorie, molte in percentuale al peso, rispetto ad altri alimenti, ma non è un nutriente, difatti  quelle dello zucchero vengono anche definite calorie ‘vuote’. Per fare un esempio, se paragoniamo il numero di calorie di una certa quantità di zucchero con le stesse calorie assunte con la carne, quest’ultima contiene anche proteine sali minerali e altro, a differenza dello zucchero che altro non apporta al nostro organismo se non quel mero numero di calorie, vuote appunto.

 

La zucchero quindi, se non utilizzato (bruciato) dal nostro organismo in pochissimo tempo dalla sua assunzione, si trasforma inesorabilmente  in rifiuto grasso e acido che l’organismo deposita principalmente nelle zone di accumulo che ben conosciamo, stomaco, maniglie dell’amore per gli uomini, cosce e glutei per le donne. E già, ma il danno in realtà non sta  unicamente nella perdita del peso forma e della tonicità a cui spesso vengono ricondotti gli aspetti negativi dello zucchero, questa è solo la parte finale, estetica e più innocua.

 

Il vero danno avviene durante il tentativo di assimilazione del nostro corpo di questa sostanza, processo per il quale è necessaria la presenza di altri composti, che non essendo stati introdotti insieme allo zucchero, vengono prelevate direttamente all’interno del nostro organismo, provocando un massiccio depauperamento di preziose sostanze nutritive, vitamine e sali minerali, come ad esempio il calcio.

 

Ricordo che lo zucchero viene estratto in maggior parte dalle barbabietole in rapporto 1 a 10 circa, e all’interno delle stesse oltre allo zucchero sono contenute una serie di altre sostanze che aiuterebbero l’organismo umano alla assimilazione dello zucchero, se avessimo il buon senso di ingerirle intere, senza procedere alla raffinazione per estrazione. Chi mai si sognerebbe di mangiare un chilogrammo di barbabietole? 100 grammi di zucchero invece non è improbabile che vengano ingeriti da un normale consumatore di zucchero durante uno o al massimo due giorni, due o tre cucchiaini nel caffè, magari più volte al giorno, una bella bibita gassata a pranzo, un dolcetto al pomeriggio e la dose giornaliera è servita.

 

Ad esempio, in una normale bibita gasata, il contenuto di zuccheri è intorno al 10%, per cui mettendo in tavola davanti ai nostri figli una bottiglia da 1,5 litri, gli stiamo somministrando una dose di 1 etto e ½ di zucchero. Invito tutti a leggere le etichette per conferma.  Ma il nostro organismo è in grado di sopportarne un tale quantitativo? Dopo l’assunzione di zucchero l’organismo è costretto a correre ai ripari fronteggiando l’attacco glicemico e acido al flusso sanguigno, poiché l’aumento della acidità del sangue porterebbe a morte certa in poco tempo, così  attinge alle sue riserve interne di veri nutrienti, sacrificando per prime le zone non vitali, come ad esempio il cuoio capelluto, (riserva primaria anche per molte altre necessità) o il calcio dei denti e dalle ossa.

 

Si spiega bene il motivo per cui molti bambini hanno i denti cariati, anche quando si lavano minuziosamente i denti dopo aver mangiato,  o del perché si manifestino delle carie interne ai denti. Lo spazzolino non è sufficiente, anche se è vero che l’acido dello zucchero rovina anche i denti dall’esterno. E i problemi non sono ancora finiti, purtroppo. Infatti, chi non ha mai provato quella sensazione di spossatezza dopo aver mangiato dei dolci? “Mangia questo cioccolatino che ti tira su”, eppure, dopo non molto, si ha l’effetto contrario, perché?

 

Ebbene, pochi minuti dopo l’assunzione dello zucchero, questo viene scomposto e assimilato, con effetti immediati nel nostro flusso sanguigno che vede il suo indice glicemico schizzare verso l’alto, a questo punto il nostro corpo per compensare questo sbalzo glicemico, riversa robuste dosi di insulina nel sangue, per tentare di annullare questa anomalia; le conseguenze sono un brusco calo della glicemia con immediato senso di spossatezza.

 

Mancano gli zuccheri, ci sentiamo giù, quindi ne prendiamo ancora e la giostra riparte. Il risultato di anni di questo andamento a sinusoide del tasso glicemico è lo stress degli organi preposti alla compensazione con produzione di insulina, che tendono ad esaurirsi non producendone più: il risultato più probabile è il diabete.

 

Ma prima di arrivare al diabete, la vita degli accaniti consumatori di zucchero è contrassegnata da una infinita serie di piccoli e grandi segnali volti ad indicare l’impossibilità da parte dell’organismo di assimilare lo zucchero: mal di testa frequenti, spossatezza, fame nervosa dovuta alla inconsistenza delle calorie assunte, o al contrario inappetenza, aumento di peso, crampi o dolori articolari, sono solo una parte dei sintomi che ho personalmente visto sparire dopo pochi mesi in assenza di zucchero, oltre alla perdita di 10 kg di zavorra inutile e ad una ritrovata energia quotidiana.

 

Ma senza lo zucchero, come si affrontano giornate stressanti che richiedono energia? Con cosa possiamo sostituire il saccarosio? La risposta è lapidaria, con niente. L’unico vero vantaggio dello zucchero è quello di essere gradevole al palato, per il resto gli zuccheri naturalmente contenuti nella frutta e in qualche verdura bastano al nostro organismo per sopperire al suo fabbisogno, tutto il resto è inutile e alla fine velenoso per il nostro organismo.

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Published by lalchimista - in Accessori e Ricambi
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  • : Sono poeta,scrittore e saggista,esperto in tappetologia,quindi questo spazio sarà dedicato a queste mie passioni,chi ama la paesia o i tappeti orientali troverà tanti consigli utili e la consulenza gratuita per i vostri tappeti perchè sono convinto che chi è in possesso di conoscenze tecnico-scientifiche le deve mettere a disposizione di tutti,altrimenti è come se non fossi mai vissuto una volta morto. Sono reperibile su flyngcarpet@hotmail.it
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