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Sono poeta,scrittore e saggista,esperto in tappetologia,quindi questo spazio sarà dedicato a queste mie passioni,chi ama la paesia o i tappeti orientali troverà tanti consigli utili e la consulenza gratuita per i vostri tappeti perchè sono convinto che chi è in possesso di conoscenze tecnico-scientifiche le deve mettere a disposizione di tutti,altrimenti è come se non fossi mai vissuto una volta morto. Sono reperibile su flyngcarpet@hotmail.it

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scoperta la proteina della depressione

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Grazie ad un potente acceleratore di particelle, il Diamond Light Source (Didcot, Inghilterra), gli scienziati sono riusciti a ricostruire ad altissima definizione la struttura cristallina della proteina recettore CRF1. I ricercatori hanno scoperto che questa proteina, situata nel cervello, regola il rilascio degli ormoni legati a patologie come ansia e depressione. 


Lo studio, condotto dalla società farmaceutica Heptares Therapeutics e pubblicato questa settimana su Nature, ha permesso di individuare una particolare porzione del recettore - una sorta di “tasca” fino ad ora sconosciuta - che potrebbe costituire il target per nuovi farmaci. Secondo gli autori della ricerca, infatti, questa scoperta consentirà lo sviluppo di farmaci programmati per mirare specificatamente alla “tasca” e inibire la risposta del recettore. 

Fiona Marshall, autrice dello studio, ha detto che “Questa scoperta è molto eccitante, finalmente abbiamo delle informazioni strutturali dettagliate che le le aziende farmaceutiche potranno sfruttare per lavorare su una nuova generazione di farmaci per le malattie legate allo stress” . 

Alla stessa famiglia della proteina CRF1 appartengono poi una serie di altri recettori, usati in medicina come bersagli farmacologici per il trattamento di altre malattie, quali il diabete, l’osteoporosi e l'emicrania;  fino ad oggi tali recettori non erano trattabili a causa della scarsa conoscenza della loro struttura cristallina. Il nuovo modello tridimensionale della proteina potrà quindi essere utile in futuro, per la progettazione di nuove terapie farmacologiche ancora più efficaci. Gli sviluppi di tali scoperte porteranno a migliorare le condizioni patologiche di chi soffre di queste infermità.

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