L’incontinenza urinaria è la perdita involontaria di urina attraverso l’uretra. Il problema colpisce entrambi i sessi ma è molto più frequente nel sesso femminile, anche se non sempre la donna ne parla volentieri per imbarazzo, vergogna, o rassegnazione. Oggi però sempre più donne sperano di poter risolvere questo problema, che non deve essere considerato come ineluttabile o normale con l’avanzare dell’età. L’incontinenza urinaria, oltre aproblemi igienici provoca un disagio fisico ed anche psicologico. Si tende sempre più ad evitare le situazioni imbarazzanti, i luoghi che non si conoscono (dove non si sa se si può trovare un bagno in fretta!), i contatti sociali e può limitare anche l’attività lavorativa e la vita sessuale. In condizioni normali l’urina, prodotta dai reni, raggiunge la vescica attraverso gli ureteri. La vescica è un serbatoio che raccoglie le urine ed è collegata a un tubo: l’uretra, che porta le urine all’esterno. Man mano che la vescica si riempie, il detrusore, che è il muscolo della vescica, si rilassa mentre l’uretra si contrae. Ciò ci consente di trattenere le urine e di non perdere. Man mano che la vescica si riempie, si raggiungerà il primo stimolo, cioè il momento in cui avvertiamo il bisogno di urinare. In questa fase è possibile decidere volontariamente di raggiungere un bagno e quindi urinare, ma è anche possibile ritardare la minzione in modo da poter trovare la condizione ambientale più favorevole. Nel momento in cui decidiamo o comunque una volta raggiunto il massimo del riempimento, la vescica si svuoterà con una contrazione del detrusore mentre l’uretra rilassandosi permetterà il passaggio delle urine. Tutte queste fasi sono molto complesse e controllate dal nostro sistema nervoso centrale e periferico.
L’incontinenza può essere legata a problemi che insorgono a livello o della vescica o dell’uretra. In parole semplici nel primo caso la vescica potrà contrarsi (anche indipendentemente dalla nostra volontà) e la pressione che si svilupperà potrà essere tanto grande da superare la forza del muscolodell’uretra tanto da non permetterci di trattenere le urine. Nel secondo le perdite di urina avvengono senza contrazione del detrusore e sono favorire da una anomalia dell’uretra che non riesce ad opporsi allo svuotamento vescicale in quanto prolassata o eccessivamente mobile oppure perchè troppo debole (deficit del muscolo sfintere).
Fattori di rischio
La perdita di urina è più comune nelle donne che hanno avuto uno o più figli partoriti per via vaginale e nelle donne in menopausa, periodo molto critico, in cui le alterazioni ormonali possono modificare anche l’apparato urinario. Sono anche più a rischio le pazienti obese e che fanno lavori pesanti dal punto di vista fisico. Anche alcuni interventi chirurgici possono predisporre a questo problema, ad esempio interventi sull’utero o sull’intestino, così come la radioterapia. Nell’uomo l’incontinenza è una patologia meno frequente e spesso è conseguente a interventi chirurgici sull’apparato urinario e in particolare sulla prostata.