Infibulazione: deriva dal latino fibula che vuol dire spilla.
La prima volta che sentii questa parola ero ancora piccolina, ma le immagini che vidi sul giornale mi diedero l'idea di qualcosa di molto doloroso.
L'infibulazione è una pratica di mutilazione genitale femminile ed è diffusa in circa 40 Paesi, principalmente in Africa, nella penisola araba e in alcune zone del sud est asiatico.
In cosa consiste?
Diciamo che esistono diverse versioni di infibulazione: principalmente la pratica consiste nella chiusura parziale dell'organo genitale femminile all'altezza della metà delle grandi labbra attraverso una sutura che lascia alla donna solo un piccolo passaggio per l'urina e il sangue mestruale.
In certi casi, vi è proprio l'asportazione del clitoride, delle piccole e delle grandi labbra.
Perchè si fa?
Per cultura.
Soprattutto nei paesi islamici, l'infibulazione è realizzata per mantenere intatta la verginità della donna fino al matrimonio e per evitare che una donna possa raggiungere il piacere.
Infatti, in molti casi, una donna non infibulata viene considerata impura: le è perciò difficile trovare marito e rischia di essere allontanata dalla società.
Quali sono gli effetti?
Una volta sposata, al fine di avere rapporti, alla donna viene scucito il tutto (il solo parlare di queste cose mi impressiona!!!) per essere successivamente ricucito dopo il parto.
Naturalmente tutti questi interventi sull'organo genitale femminile hanno delle ripercussioni: le donne infibulate, oltre ad essere condannate a non provare mai piacere, incontrano problemi come cistiti, ritenzione urinaria e infezioni intime.
Per fortuna negli ultimi anni tante sono state le iniziative a difesa di queste donne; a destra il simbolo di chi lotta contro l'infibulazione.
In molti paesi, dove questa pratica è largamente diffusa, sono state emanate leggi che portano all'arresto di chi pratica queste mutilazioni.
Ma non è mai abbastanza, purtroppo.
