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Sono poeta,scrittore e saggista,esperto in tappetologia,quindi questo spazio sarà dedicato a queste mie passioni,chi ama la paesia o i tappeti orientali troverà tanti consigli utili e la consulenza gratuita per i vostri tappeti perchè sono convinto che chi è in possesso di conoscenze tecnico-scientifiche le deve mettere a disposizione di tutti,altrimenti è come se non fossi mai vissuto una volta morto. Sono reperibile su flyngcarpet@hotmail.it

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i mustang italiani? i cavalli del Bisbino

 

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Nel rigido inverno 2008-2009 due gruppi di cavalli avelignesi (il gruppo della Mula ed il gruppo della Bionda), che vivevano liberi sul Monte Bisbino sono scesi nei villaggi di Sagno (Svizzera) e Rovenna (Italia) alla ricerca disperata di cibo. La montagna era ricoperta da più di 1 metro di neve.
Diversi anni prima il loro proprietario, Signor Roberto Della Torre, che possedeva l’Alpe Boecc in cima al Bisbino, era deceduto e i due branchi sopravvissero in libertà sfidando ogni genere di difficoltà.
La discesa nei villaggi provocò molte rimostranze e si profilò il pericolo che autorità insensibili sequestrassero gli splendidi animali per ridurli in cattività o, peggio ancora, per spedirli al macello.
A questo punto si mossero molte organizzazioni e persone sensibili: da parte italiana l’Associazione Aurora, la LAV, l’ENPA, Legambiente e da parte svizzera gli Amici dei Camosci del Monte Generoso, L’ATRA, la SPAB di Bellinzona. Da entrambi i lati molti volontari. Le Giacche Verdi intelvesi chiamate dalla Comunità Montana intervennero per portare il fieno al gruppo che era sceso a Rovenna mentre il gruppo che aveva sconfinato a Sagno rischiò di morire di fame in quel rigido inverno.
Il sequestro di uno stalloncino a Rovenna, nell’estate del 2009, provocò ampie reazioni. Alcuni giorni prima le autorità italiane competenti avevano assegnato giuridicamente la proprietà dei cavalli alle eredi del Della Torre e si temeva il peggio. 
Qualche tempo più tardi fu emanato un decreto prefettizio che ne sanciva l’intangibilità a fini commerciali o di pura e semplice eliminazione.
I gruppi di associazioni e persone riunitisi volontariamente cercarono per mesi soluzioni pratiche indirizzate alla sopravvivenza dei cavalli e alla risoluzione dei conflitti di vario genere sorti nei luoghi della loro presenza.
I due gruppi (della Bionda, con 7 esemplari) e della Mula (con 11 esemplari) vennero costantemente monitorati ed assistiti da parte dei volontari, nell’intento anche di difenderli di fronte alle azioni di disturbo ed agli attacchi di proprietari del luogo che facevano di tutto per allontanare i cavalli liberi del Bisbino dai pascoli e dagli alpeggi di quel monte, con tentativi addirittura di eliminarli.
Il potente stallone del gruppo della Bionda, forse scacciato, perse addirittura la vita in un burrone sul versante dirupato verso il Lago di Como, sotto il Poncione di Laglio.
Finalmente grazie alla generosa disponibilità di una proprietaria del luogo, un ampio terreno fu messo a disposizione dei cavalli ai Monti di Lenno, sopra Rovenna e Moltrasio. Esso fu recintato e lì i due branchi riuniti poterono passare in tranquillità parte dell’inverno 2009-2010 e della primavera, ricevendo regolarmente il foraggio di fieno (trasportato a cura delle Giacche Verdi e dei Lupi di Maslianico) e le necessarie visite e cure sanitarie richieste dall’ASL di Como.
Il ritorno dei cavalli sulla cima del Bisbino si rivelò impossibile per la mancanza di accordi sui pascoli e per tutta una serie di ostilità verificatesi a più riprese sui luoghi.

Fu dunque indispensabile trovare un’altra soluzione. Essa fu individuata grazie in special modo all’intervento delle Giacche Verdi intelvesi, alla mediazione della Provincia e della Comunità montana, nei pascoli alti della Valle d’Intelvi, sul versante italiano del Monte Generoso.
Nel maggio 2010 potè aver luogo l’esperienza meravigliosa della transumanza, durante la quale 22 cavalli, tra grandi e piccini, condotti dalle Giacche Verdi e da esperti guidatori, e seguiti da un’ottantina di volontari compirono in un giorno un viaggio di 30 chilometri su mulattiere e sentieri, tra il Monte Bisbino e il Monte Generoso. L’arrivo in tarda serata sugli splendidi pascoli di Pesciò e Squadrina, sopra Orimento, fu un avvenimento emozionante, con tutti i cavalli sani e salvi e senza il minimo incidente di percorso per nessuno.
Lassù i cavalli sono rimasti, muovendosi in libertà tra i verdi pascoli di Squadrina-Pesciò, la piccola bolla sopra Orimento e i grandi prati in pendio sotto le rocce del Baraghetto (vedi galleria fotografica).  Da allora sono nate ancora 2 bellissime puledre che porta a 6 il numero di piccoli nati nel 2010. 
I cavalli si sono trovati benissimo su questi ricchi pascoli e non hanno  accennato minimamente a riprendere la strada del ritorno verso il Bisbino. A fine novembre 2010  sono stati accompagnati al Pian delle Noci,  in un ampio recinto messo a disposizione dal Comune di Lanzo. Lì sono stati foraggiati e accuditi durante tutto l’inverno dai numerosi volontari.

Il 26 marzo 2011 è nata una puledrina di nome Stella, adottata dal comune italiano di Lanzo. Nel corso della visita ai Bisbini del 12 aprile scorso i bambini del comune ticinese di Breggia hanno deciso di adottare pure loro un nascituro scegliendo il nome di Luna. E Luna, nata il giorno di Pasqua, porta sulla fronte una macchia bianca che assomiglia proprio ad una mezza luna. Pochi giorni dopo è nata Aleesha adottata da una signora ticinese. Finalmente l’8 maggio i cavalli del Bisbino sono ritornati sui bellissimi pascoli sotto la cima del Generoso e lì resteranno fino alla fine di ottobre. Ad accompagnarli un centinaio di volontari ticinesi e italiani. Il famoso istruttore Engadinese Urs Heer che già aveva partecipato alla transumanza invernale e le Giacche Verdi a cavallo precedevano e seguivano il branco guidandoli lungo il percorso in sella ai loro cavalli.

Il giorno successivo alla transumanza è nata un’altra bellissima puledrina chiamata ZOE, e pochi giorni dopo è nato un maschietto di nome RUBINO. Entrambi sono stati adottati. I cavalli resteranno sui bellissimi pascoli sotto il Generoso fino a fine ottobre. Nel frattempo i volontari stanno sistemando e pulendo il recinto, montando i ripari e facendo migliorie alle mangiatoie.


La toccante storia dei cavalli del Bisbino appartenenti ad un contadino deceduto 9 anni orsono e sopravvissuti sulla montagna in condizioni a volte molto dure, si è conclusa felicemente anche sotto il profilo legale. Dopo tante vicissitudini i cavalli hanno ora un padrone che si è assunto competenze e responsabilità: L’ASSOCIAZIONE CAVALLI DEL BISBINO ONLUS che conta ormai 300 membri tra ticinesi e italiani.
La preoccupazione principale riguarda ora gli aspetti finanziari. Mantenere i cavalli costa, in special modo per i foraggiamenti invernali, per le infrastrutture, per le visite sanitarie e per le assicurazioni.
Aiuti consistenti da parte delle autorità, delle istituzioni, di altre associazioni e di privati saranno indispensabili per poter dare continuità nel tempo alla nostra azione.


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