Superbo tappeto finemente annodato, voluto dall'ultimo scià di Persia il quale fece costruire una manifattura nella cittadina di Nain e affidò la sua guida al miglior maestro annodatore allora conosciuto, il grande Habibian.
Sono poeta,scrittore e saggista,esperto in tappetologia,quindi questo spazio sarà dedicato a queste mie passioni,chi ama la paesia o i tappeti orientali troverà tanti consigli utili e la consulenza gratuita per i vostri tappeti perchè sono convinto che chi è in possesso di conoscenze tecnico-scientifiche le deve mettere a disposizione di tutti,altrimenti è come se non fossi mai vissuto una volta morto. Sono reperibile su flyngcarpet@hotmail.it
Superbo tappeto finemente annodato, voluto dall'ultimo scià di Persia il quale fece costruire una manifattura nella cittadina di Nain e affidò la sua guida al miglior maestro annodatore allora conosciuto, il grande Habibian.
Durante l'ultima dinastia dei Palhevi in Persia l'ultimo scià Reza ambizioso della ricchezza del suo trono e per dimostrare al mondo occidentale l'opulenza del sua regno, fece costruire alcune manifatture che dovevano diventare il suo biglietto da visita presso ambasciatori e notabili di tutto il mondo che facevano visita "al trono del Pavone" come veniva chiamato il suo regno.
Cosi nacque la manifattura modena più caratterizzata e prestigiosa negli anni antecedenti la 2^ guerra mondiale, quindi Nain antichi non esistono. Essi venivano donati ai notabili e diplomatici accreditati presso la corte di Teheran,la cui munificenza era nota a tutti i regnanti d' Europa e del jet set internazionale di cui lo scià era un assiduo frequentatore di tutti i luoghi alla moda .
La produzione ebbe un tale successo, che presto si allargò a molti villaggi intorno, come tabash, mashad, ecc. con manufatti molto discutibili e praticamente copiati dagli originali, ma non potevano gareggiare con quelli usciti dai laboratori imperiali i quali potevano contare sul supporto statale per mezzi e materiali nobili, nonché della guida di un grande maestro come Habibian.
Praticamente il Nain è un tappeto molto "occidentalizzato" palesemente trendy, lezioso, nato per piacere specialmente alle donne, con caratteristiche esecutive inconfondibili, forse è il tappeto più individuabile da tutti anche dal profano assoluto.
Essi presentano un medaglione centrale polilobato, l'ordito e di ottimo cotone ritorto varie volte con le denominazioni, shaharla, sheslà e nohla, che in lingua Farsi significano i numeri 4, 6 e 9, cioè la ritortura del filato
usato per la tramatura, a dimostrare la finezza dei nodi eseguiti.
Più fili vi sono in ognuno e più è fine il nodo. I disegni floreali sono perfetti e contornati da nodi di seta bianca per evidenziarne i decori, conferendo un effetto scenico affascinante. Il fondo è sempre sui toni del blu-azzurro, rosa antico, ma raramente il rosso proprio per "staccare" e diversificare i tappeti dagli, altri che notoriamente usano il rosso.
Il genio Habibian ha poi eseguito dei pezzi straordinari di sua mano con punte di eccellenza che arrivano a circa un milione di nodi al mq e con tramatura in seta naturale, veri capolavori dell'arte persiana, ormai scomparsi dal mercato.