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30 ottobre 2012 2 30 /10 /ottobre /2012 14:40
Se Corbusier le definì “la più bella architettura naturale del mondo” un motivo c’è. Anzi, più d’uno: le Dolomiti sono una vera costruzione, formatasi nel tempo grazie alle alghe e alle barriere coralline, e sono così straordinarie da non temere confronti. Le dimensioni, la composizione e la ricchezza del paesaggio, amplificata da colori senza eguali, ne hanno fatto una meta di artisti da tutto il mondo ma soprattutto hanno permesso il maggior riconoscimento da parte dell’Unesco, che nel 2009 le ha proclamate Patrimonio naturale dell’Umanità.  
Di giorno sono visitate dagli amanti dell’alta montagna, che le scelgono per escursioni in estate e lunghe sciate in inverno; la sera si colorano di rosa per l’affascinante fenomeno detto “enrosadira”, che pare avere origini leggendarie. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le storie mitiche sono infatti tra le principali protagoniste di queste cime, e ancora oggi il popolo delle Dolomiti le ama raccontare: è sulCatinaccio (in tedesco Rosengarten, ovvero Giardino delle rose) che si narra vivesse il potente re Laurino, così amante delle rose da coltivare con passione un giardino ad esse dedicato.

Cantinaccio (osegarten) al tramonto con il suo colore rosa per l'incantesimo di re Laurino.

Innamoratosi della principessa Similda, ma osteggiato dalla di lei famiglia, si vendicò dell’arresto ad opera del fratello facendo un incantesimo: nessuno avrebbe più potuto godere della vista delle rose né di giorno, né di notte. 

Si dimenticò però del tramonto, ed ecco perché al calar del sole il Catinaccio si colora delle tinte di quegli splendidi fiori.
Un’altra leggenda narra di un mago che, innamorato di una sirena del Lago di Carezza, riempì di pietre preziose un arcobaleno tra il Catinaccio ed il Latemar per conquistarla. Lei ammirò le lucenti gemme, ma quando si accorse della presenza del mago scomparve nel lago. Lui gettò allora l’arcobaleno nel lago, che ancora oggi risplende con i suoi fantastici colori. 

E all’origine della definizione di “monti pallidi” c’è un’altra mitica storia. Il figlio di un re aveva come sogno quello di andare sulla luna. Un giorno si perse nel bosco e decise di passarvi la notte, sognando una bellissima ragazza che gli disse di essere la figlia del re della Luna. Al risveglio, deluso, cominciò a seguire delle voci che provenivano da una rupe; arrampicandosi, trovò una porta e due vecchietti lo accolsero dicendo che avrebbero potuto accompagnarlo sulla luna, aggiungendo però che la sua luce avrebbe potuto farlo diventare cieco. Il principe salì e trovò la ragazza del sogno; stette con lei a lungo, ma gli occhi cominciarono a bruciare  e perciò decise di tornare portandola con sé. Lei diffuse sulla terra i fiori del suo mondo, che vennero chiamati “stelle alpine”, ma a breve sentì il bisogno di tornare sulla luna per la troppa nostalgia. Il principe, disperato, andò ad abitare sui monti per esserle più vicino e un giorno incontrò il re Laurino, sovrano dei nani Salvani, che gli promise di aiutarlo a patto che il principe lasciasse vivere sulle montagne il suo popolo. Il patto fu stretto, e i piccoli abitanti cominciarono a filare i raggi della luna, fino a tessere l’intera montagna. Tutto fu meravigliosamente bianco, la principessa tornò dall’amato e le montagne presero il nome di “monti pallidi”.


La loro nascita pare risalire a 200 milioni di anni fa, quando cominciarono ad ergersi dal mare di Teti, maestose e bizzarre per forma, colore e composizione. Fu il geologo Deodat de Dolomieu a scoprire nel 1791 il perché del loro “pallore” (e ad avere l’onore di dar loro il proprio nome): il carbonato doppio di calcio e magnesio di cui è formata la loro roccia (da quel momento chiamata, appunto, “dolomia”) le rende più chiare dei monti vicini. 
Altri scienziati nei secoli scorsi si sono occupati di queste cime, seguiti da esperti scalatori desiderosi di conquistarle (i viennesi Paul Grohmann e Emil Zsigmondy su tutti), ma è soprattutto dopo i film del regista gardenese Luis Trenker che nel XX secolo la loro fama ha raggiunto il mondo intero. 

 Il "re degli ottomila" Reinhold Messner, altoatesino doc, ha sempre affermato che il fascino delle cime dolomitiche non ha paragoni, tanto da affermare che “non sono le più alte, ma sicuramente sono le montagne più belle del mondo”; lo scrittore e pittore Dino Buzzati ne ha fatto una fonte di ispirazione per i propri libri e quadri.

Tra le Dolomiti sono stati girati vari film, tra cui Dracula di Roman Polanski (1967),L’ultimo imperatore di Bernardo Bertolucci (1987), James Bond – Solo per i tuoi occhi (1981), Cliffhanger con Silvester Stallone (1993), The italian job (2003) e la serie tv Un passo dal cielo con Terence Hill (2010).

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22 giugno 2012 5 22 /06 /giugno /2012 11:14


La Repubblica Democratica del Congo, nel Virunga National Park si avvale di recente di un aiuto efficace contro i bracconieri, conta su una squadra di nuovi combattenti del crimine contro gli animali  autoctoni, come i bracconieri di elefanti che li uccidono per asportare le zanne d'avorioQuesto commando d'élite sono inseguitori senza paura, lavorano praticamente per niente, hanno la fedeltà eccezionale, e sono branco di cani-segugio, perfettamente addestrati per la lotta ai trafficanti d'avorio .

Incontro con Carla, Stella, Lila, Dodi, Lily, e Sabrina sono i nom dei segugi - Congohounds, come si chiamano in Virunga - sono attualmente addestrati a proteggere gli animali del Parco Nazionale, dai bracconieri. I  Rangers locali, soprattutto appassionati di questi cani, possono contare sul loro infallibile fiuto, per rintracciare e arrestare i sospetti. Questi segugi sono in grado di identificare un profumo unico di 5 milioni di odori concorrenti.

 L'obiettivo del programma è di proteggere meglio nel parco Virunga, anche i gorilla di montagna, in pericolo di estinzione e di altri animali,  dai bracconieri, e in generale, contribuire a far rispettare lo stato di diritto che è fondamentale per ristabilire il sia commercio nonchè del turismo di Virunga, che è la voce delle maggiori entrate economiche del paese. Il programma inoltre migliorerà sensibilmente la capacità del parco di trovare rapidamente rangers perduti e criticamente feriti, molti dei quali sono morti inutilmente in attesa di soccorsi.

 

Due dei cani Congohounds hanno intrapreso il loro primo giorno lotta contro la criminalità in una  missione la scorsa settimana, durante la routine di sorveglianza aerea, è avvistato un elefante ucciso e le sue zanne  tagliate dal  suo volto. Dodi e Lily sono stati inviati sulla scena.

 

 I cani hanno raccolto un profumo, che hanno indirizzato i ranger su un sentiero verso un villaggio di pescatori nelle vicinanze. Un ranger conduttore dei cani, ha poi raggiunto i bracconieri sospetti, che hanno aperto il fuoco contro di lui, ma alla fine, vistisi accerchiati, hanno lasciato cadere le loro armi e si sono arresi. Poi ogni segugio ha ricevuto come premio, un bel biscotto!


Se le forme del programma Congohound risultano essere efficace come sembra, potrebbe essere utile ed estensibile in altri parchi nazionali africani.  Ad esempio nel vicino Camerun, che sta attualmente vivendo uno dei suoi peggiori periodi di caccia di frodo, con circa dai 200 ai 450 esemplari di elefanti che sono stati uccisi per le loro zanne nel corso degli ultimi mesi .

 Il paese ha recentemente implementato con più di 100 soldati del governo il  Bouba N'Djida National Park per combattere il bracconaggio, ha detto il suo portavoce, ma ovviamente ciò che ha realmente bisogno è una nidiata di questi segugi, individuati anche  in cani di razza italiana come i bracchi nostrani, che sono famosi per le loro doti di infaticabilità e dal leggendario fiuto.

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22 giugno 2012 5 22 /06 /giugno /2012 11:14


La Repubblica Democratica del Congo, nel Virunga National Park si avvale di recente di un aiuto efficace contro i bracconieri, conta su una squadra di nuovi combattenti del crimine contro gli animali  autoctoni, come i bracconieri di elefanti che li uccidono per asportare le zanne d'avorioQuesto commando d'élite sono inseguitori senza paura, lavorano praticamente per niente, hanno la fedeltà eccezionale, e sono branco di cani-segugio, perfettamente addestrati per la lotta ai trafficanti d'avorio .


Incontro con Carla, Stella, Lila, Dodi, Lily, e Sabrina sono i nom dei segugi - Congohounds, come si chiamano in Virunga - sono attualmente addestrati a proteggere gli animali del Parco Nazionale, dai bracconieri. I  Rangers locali, soprattutto appassionati di questi cani, possono contare sul loro infallibile fiuto, per rintracciare e arrestare i sospetti. Questi segugi sono in grado di identificare un profumo unico di 5 milioni di odori concorrenti.


 L'obiettivo del programma è di proteggere meglio nel parco Virunga, anche i gorilla di montagna, in pericolo di estinzione e di altri animali,  dai bracconieri, e in generale, contribuire a far rispettare lo stato di diritto che è fondamentale per ristabilire il sia commercio nonchè del turismo di Virunga, che è la voce delle maggiori entrate economiche del paese. Il programma inoltre migliorerà sensibilmente la capacità del parco di trovare rapidamente rangers perduti e criticamente feriti, molti dei quali sono morti inutilmente in attesa di soccorsi.

 

Due dei cani Congohounds hanno intrapreso il loro primo giorno lotta contro la criminalità in una  missione la scorsa settimana, durante la routine di sorveglianza aerea, è avvistato un elefante ucciso e le sue zanne  tagliate dal  suo volto. Dodi e Lily sono stati inviati sulla scena.

 

 I cani hanno raccolto un profumo, che hanno indirizzato i ranger su un sentiero verso un villaggio di pescatori nelle vicinanze. Un ranger conduttore dei cani, ha poi raggiunto i bracconieri sospetti, che hanno aperto il fuoco contro di lui, ma alla fine, vistisi accerchiati, hanno lasciato cadere le loro armi e si sono arresi. Poi ogni segugio ha ricevuto come premio, un bel biscotto!


Se le forme del programma Congohound risultano essere efficace come sembra, potrebbe essere utile ed estensibile in altri parchi nazionali africani.  Ad esempio nel vicino Camerun, che sta attualmente vivendo uno dei suoi peggiori periodi di caccia di frodo, con circa dai 200 ai 450 esemplari di elefanti che sono stati uccisi per le loro zanne nel corso degli ultimi mesi .

 Il paese ha recentemente implementato con più di 100 soldati del governo il  Bouba N'Djida National Park per combattere il bracconaggio, ha detto il suo portavoce, ma ovviamente ciò che ha realmente bisogno è una nidiata di questi segugi, individuati anche  in cani di razza italiana come i bracchi nostrani, che sono famosi per le loro doti di infaticabilità e dal leggendario fiuto.

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13 aprile 2012 5 13 /04 /aprile /2012 11:22

L'antica città di Apollonia situata nella zona dell'iIliria (attuale Albania) venne fondata nel 588 a.C. da coloni Greci in onore del dio Apollo, essa fu una fiorente città per la tratta degli schiavi, per la sua agricoltura ed il suo ampio porto. Essa aveva una sua zecca per il conio delle monete e sviluppava il suo commerci con la costa italica, con la tracia e sino al Danubio,ove sono state rinvenute alcune sue monete.

Apollonia prima fu dominata dal re Pirro dell'Epiro ma poi fu conquistata nel 229 a.C. dalla Repubblica Romana che sconfisse prima gli Illiri e poi Pirro, facendone una provincia romana di Macedonia che divenne sotto la sua influenza Magna Urbiscome la defini Marco Tullio Cicerone in una dell sue filippiche.Il declino si ebbe dopo un violento terremoto che causò la deviazione del fiume Aoos il quale causò l'infezione della malariaLa sua importanza archeologica venne evidenziata nel xviii° secolo quando alcuni lungimiranti archeologi austriaci cominciarono una campagna di scavi sino all'interruzione dovuta per la 1^ guerra mondiale. Gli scavi furono ripresi da una equipe francese negli anni 20 ove furono rinvenuti molti oggetti e reperti tuttora custoditi nel museo archeologico di Tirana. Dopo la seconda guerra mondiale gli scavi furono ripresi da archeologi albanesi che arricchirono ulteriormente il museo, ma durante il periodo di anarchia seguito alla termine della dittatura, molti reperti vennero trafugati e venduti all'estero.
Recentemente archeologi italiani hanno esplorato il circuito murale delle città ancora ben conservato, rinvenendo sul fianco meridionale dell'acropoli resti di edifici ellenistici ed uno di età Antoniana a pianta rettangolare. Rinvenuto un mirabile monumento detto degli Agonoleti, inoltre caratteristiche stele in calcare a forma di edicola con frontone risalenti al III-II secolo a.C., che stanno a testimoniare stretti rapporti stilistici con l'arte tarantina.Ad Apollonia si svolse nel 49 a.C. la guerra civile romana traCesare e Pompeo come conseguenza della decadenza di Roma per le molteplici lotte interne fratricide, prima dell'avvento del triunvirato. Cesare più abile di Pompeo, volse a suo favore le sorti della guerra che però aprì la strada alla decadenza di Roma che ebbe il suo epilogo con la battaglia di Azio. Da allora il futuro di Roma iniziò ad avere una continua e irrefrenabile decadenza.
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2 aprile 2012 1 02 /04 /aprile /2012 13:22
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12 marzo 2012 1 12 /03 /marzo /2012 12:14

 

Come E Dove Visitare L'Area Archeologica Di Puttu Codinu

 

Una delle più interessanti aree archeologiche nazionali è sicuramente quella di Puttu codinu situata nella Sardegna orientale, cioè la necropoli ipogeica risalenti a 3.500 anni fà. Essa venne scoperta all'inizio del XIX° secolo dal paleontologo Taramelli e sono 9 tombe denominate "Sas Domos de sos Nanos", cioè case dei nani, per le loro particolari caratteristiche costruttive tutte scavate nel calcare di cui è tipica la zona.

 

Esse sono tuttetombe pluricellulari, create apposta per contenere la deposizione di molti corpi e tutte orientate verso sud-sud-est.  Gli accessi alle tombe hanno una doppia cornice esterna dove venivano posate le pietre per la loro chiusura per evitare l'infiiltrazioni di animali. Esse sono di forme diverse, quadrate, rettangolari e alcune esagonali. L'ottava tomba è la più interessante perché risulta scolpita come fosse una capanna.

 

Su una parete è visibile scolpite delle corna, il simbolo della divinità  e anche sulla finta porta che conduce nell'aldilà. Qui è stata ritrovata una rarissima statuetta scolpita in calcite raffigurante la Dea Madre. Nel punto centrale della tomba è presente un focolare utilizzato per riti ancestrali. In altre tombe è presente all'ingresso delle coppe circolari dove venivano deposti cibi e altri prodotti commestibili per accompagnare i defunti nel loro viaggio nell'aldilà. 

 

La Necropoli si Puttu Codinu si estende su un'area di colline basse e avvallamenti calcarei. con boschetti di sughero e sorgenti, molto frequentati dai pastori locali. La presenza umana in questa zona risale al neolitico come testimoni la necropoli indicata , si insediano anche resti nuragici e reperti dell'età punica e medioevale. Puttu Codinu è una pietra miliare degli insediamenti dell'uomo in Sardegna. 

 

Per raggiungere la necropoli di Puttu Codinu la via più semplice è prendere la statale 292 da Alghero verso Villanova Monteleone, lungo la quale si trovano appositi cartelli turistici che segnalano il sito; una volta attraversato il paese, si prosegue sulla strada in direzione di Monteleone Rocca Doria e Padria. Fra il km 29 e il km 30, cio è a circa 6 km dal centro di Villanova Monteleone, sulla sinistra si può vedere, indicato da appositi cartelli turistici, il cancello d'ingresso all'area archeologica.

 

 

 

 

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12 marzo 2012 1 12 /03 /marzo /2012 11:42

 

4578113919_da8ac69a62.jpg

 

http://www.saperlo.it/guida/come-visitare-la-necropoli-ostiense-129771/

 

Chi ama l'archeologia non può perdersi una visita alla necropoli omonima sita sulla via Ostiense che dal porto conduceva alle antiche saline romane usate per la conservazione delle derrate alimentari, fonti di vita per l'Urbe. La sua utilità ha segnato l'espansione e la grandezza di Roma nei secoli dall'età regia a quella imperiale,con la sua porta principale oggi chiamata Porta S.Paolo.

La via Ostiense era strategica perRoma e dai suoi rinvenimentiarcheologici in continua scoperta anche da scavi attuali per lavori, testimoniano l'enorme importanza di questa arteria per gli insediamentisuburbani ritrovati. Essa si dipartiva dalle pendici dell'Aventino porta Lavernalis alla porta Ostiense dove in zona venne alla luce nel 1919 la prima parte dellanecropoli in effetti molto più estesa.

 

Tutto ciò che è emerso èvisitabile previa prenotazione. Sono evidentisepolture databili fra il II° secolo a.C.e il IV° secolo d.C. con tutte le diverse tipologie di tombe succedutesi nei secoli, dall'inumazione a fosse ascrivibili ai primi cristiani. Un tracciato museale a cielo aperto, con infinite sorprese del percorso cristiano dei seguaci di San Paolo come testimonia un sarcofago sotto l'altare maggiore della basilica.

 

Secondo la ricostruzione fatta dagli esperti i resti della basilicaCostantiniana di San Paolo sarebbe stata orientata diversamente da quella rinvenuta, infatti è girata e l'officiante era rivolto verso il popolo. La via doveva correre a fianco del Tevere con altre strade secondarie che si congiungono poi con l'Appia antica. La Necropoli presenta numerose tombe orientate verso nord-sud come si snoda la via Ostiense, con numerosi sacelli per la deposizione delle ceneri in urne e olle, secondo i riti dell'epoca.

 

 

Vi sono evidenti segni che distinguono le varie classi sociali dei vari defunti, nonchè di personaggi "immigrati" anche allora, di origine greco-orientale ma piuttosto abbienti. Sono presenti anchefosse per l'inumazione, segno che questo rito cominciava a diventare il più diffuso. La tomba più antica risulta scavata ecostruita col tufo ma con l'accesso rivestito di marmo travertino,del II° secolo a. C.

 

Molte tombe presentano affreschi, lapidi, decorazioni con dediche, vere e proprie storie di famiglie con affetti espressi con rappresentazioni che le guide esperte che accompagnano i visitatori, sanno ben spiegare suscitando forti emozioni specie quando si incontrano tombe di minori ai quali è dedicato lo straziodei genitori. Poi sono presenti dediche a divinità e personaggi che hanno fatto parte di miti e leggende di Roma antica, dei quali abbiamo ancora impresso nella mente molti ricordi scolastici.

 

Molti reperti raccolti di grande interesse storico-scientifico sono presenti presso la sede dei Musei Capitolini sulla stessa via Ostiense, che raccontano la vita quotidiana delle genti romane, documentate con grande dovizia di particolari. Al termine dellavisita guidata, si ha l'impressione di aver fatto una visita alla tomba di parenti deceduti da poco, tanto è il coinvolgimento emotivo che esprimono questi luoghi di culto, intrisi di storia umana. Per prenotazione consultare i siti indicati.

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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19 ottobre 2011 3 19 /10 /ottobre /2011 09:51
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19 ottobre 2011 3 19 /10 /ottobre /2011 09:19
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17 ottobre 2011 1 17 /10 /ottobre /2011 17:50


L'antica Medma fondata dai Locresi alla fine del VI° secolo a.C. si trova presso l'attuale cittadina di Rosarno (RC), la sua area archeologica si estende in tutta la Locride. Nel 389 a.C. Essa fu presa dal tiranno Dioniso che la distrusse e deportò tutti i suoi abitanti a Messina. Ma la città sopravvisse come testimoniano le tipiche statuette bronzee con soggetti mitologici trovate mitologici trovate

  • 1Ma la più interessante e mirabile scoperta della sua civiltà magno-greca risale al 1938 proviene dal rinvenimento di uno scudo di bronzo con una attestazione epigrafica in cui si legge che i Medmei alleati con i Locresi di Lokroi Epizephyrioi e con gli Hipponiati avevano sconfitto gli abitanti di Crotone. L'unico Medmeo antico di cui si è a conoscenza è Filippo di Medna, amico e segretario di Platone.
  • 2Tutti i reperti storici ritrovati sono conservati e visibili presso i Musei Archeologici di Nicotera e Reggio Calabria. Negli ultimi scavi tenutisi nel 2004 nel territorio di Medma hanno riportato alla luce comprende un arco di tempo che va dal VI al IV secolo a.C. ha consentito agli esperti di ricostruire la vita artistica e religiosa della civiltà di Medma che oltre ad essere la patria di Filippo, astronomo e discepolo di Platone, stanno a testimoniare la sua famosa scuola artigiana.
  • 3In effetti la Scuola Artigiana di Medma e le sue mirabile creazioni fittili servivano a soddisfare la domanda sia interna che esterna, con vasti scambi commerciali. A sostegno di ciò sono stati rinvenuti numerosi forni di cottura dell'argilla utili alla creazione di queste ceramiche e sculture che venivano esportate in molte colonie della Magna Grecia. Il materiale rinvenuto in tutto il territorio circostante è il più abbondante di tutte le molteplici colonie della Grecia Antica, visibile presso il Museo Archeologico di Reggio Calabria.

Come Visitare L'Area Archeologica Di Medma negli scavi.

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