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9 dicembre 2014 2 09 /12 /dicembre /2014 11:58

 

Un Natale senza luci è come una torta di compleanno senza candeline, ma se ci lasciamo prendere la mano con le luminarie la festività più attesa dell'anno rischia di trasformarsi in un'occasione per far impennare la bolletta dell'elettricità.

 

Secondo le stime di Greenpeace, con l'energia dissipata dall'illuminazione natalizia si potrebbe coprire il consumo elettrico di una città di 1 milione di abitanti nell'ora di punta. Ecco qualche accorgimento per un Natale non solo bianco, ma anche "verde".

 

 Se avete le cantine piene di chilometri di vecchie luminarie, sostituitele con luci natalizie LED. Sono un po' meno economiche, ma durano più a lungo, richiedono poca manutenzione e consentono di risparmiare fino all'80% di energia rispetto alle normali lampadine. A differenza dei bulbi a fluorescenza, poi, si accendono subito. E sono disponibili in una vasta gamma di colori.


Ancora meglio sarebbe acquistare un set di lucine solari con un piccolo pannello fotovoltaico incluso (ideali per decorare gli esterni). Senza alcuna presa elettrica, esistono fisse o a intermittenza, si attivano appena fa buio e rimangono accese anche 8-10 ore, in base a quanta luce ha incamerato il pannello durante il giorno.

 

 

Che abbiate luci tradizionali o LED, potrete goderne anche limitando gli sprechi. Tenerle accese di giorno, mentre siete in ufficio o durante la notte, quando nessuno le vede - a meno che non soffra d'insonnia - è un inutile consumo di energia, oltre che una pratica poco sicura. Accendetele con parsimonia, la sera quando siete a casa, e solo nella stanza in cui vi trovate. Oppure impostate il timer per l'accensione programmata, se le vostre luminarie ne sono dotate. Dopo l'Epifania apprezzerete gli effetti di questa buona abitudine sulla bolletta.

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21 giugno 2013 5 21 /06 /giugno /2013 10:20

 

3051760593_9967ecac12.jpg

 

Agiscono quasi sempre di notte o poco prima dell’alba. Col favore del buio, armati di grosse tenaglie, entrano in azione sui  binari ferroviari, nelle cabine elettriche, lungo i tralicci dei cavi telefonici. Un colpo deciso e via, si dileguano con addosso chili di quello che è diventato una nuova fonte di facile guadagno: il rame. Ottimo conduttore, molto resistente, facilmente lavorabile, l’oro “rosso” negli ultimi anni sta andando a ruba nel vero senso della parola. Fa gola a italiani, stranieri, ad ambienti criminali.

 

È richiestissimo nei paesi dell’est Europa, ma la domanda oltrepassa anche i confini del nostro continente per arrivare fino in Cina e India che ne hanno bisogno per lo sviluppo dell’industria tecnologica. Trovarlo, è estremamente semplice: stazioni ferroviarie, fabbriche, tombini, cantieri, perfino i cimiteri, sono i luoghi più frequentati dai predoni di “oro rosso”.

 

Alcuni giorni fa, a Roma,  due romeni sono stati sopresi dai carabinieri a portar via lastre di rame dal tetto di una chiesa. È soltanto l’ultima spia di un fenomeno criminale in costante crescita in Italia.

 

 

Questo è il ventiduesimo articolo che partecipa al progetto Merito Mio

D’altra parte, i dati della Polizia ferroviaria parlano chiaro: lo scorso anno, lungo i 16.500 km di linea ferroviaria nazionale, si sono verificati duemila furti pari a circa 860 tonnellate di rame rubato. Nei soli primi tre mesi del 2013 i colpi messi a segno sono stati più 560 con oltre 360 tonnellate di cavi fatti sparire. E che la razzia è andata a buon fine lo si capisce poche ore dopo, quando in cielo si notano colonne di fumo generate dai roghi accesi per bruciare la guaina di plastica che ricopre il rame: un sistema per rendere il metallo “pulito”, irriconoscibile, pronto per essere rivenduto sul mercato clandestino a 5 o 6 euro al chilo. Ed essendo qualitativamente più puro, il rame che si trova lungo le ferrovie è il più ricercato e rubato. Le conseguenze sulla circolazione sono inevitabili: linee bloccate, treni fermi, rallentamenti e ritardi, disagi per i passeggeri.

 

“Bisogna distinguere due fasi – spiega Barbara Caccia, funzionaria della Polizia ferroviaria – quella del furto e quella della ricettazione. Noi cerchiamo di intervenire a livello preventivo per cogliere in flagrante i ladri di rame.  Poi ci sono i controlli nei depositi che in buona o cattiva fede accettano il metallo di provenienza furtiva, spesso già trasformato e reso irriconoscibile. In linea generale, c’è un lavoro di intelligence che cerca di intercettare il rame prima che arrivi negli sfasciacarrozze”.

 

Gli sfasciacarrozze ricettatori

 

In molti casi, infatti, i ladri di rame trovano nei titolari dei depositi dei buoni complici che a loro volta rivendono il metallo sul mercato nero internazionale, fortemente condizionato dalla domanda mondiale: “Il numero dei furti e il prezzo sul mercato nero varia a seconda delle quotazioni del rame a livello internazionale – specifica Caccia – Tra il 2006 quando nasce il fenomeno e il 2009, l’andamento è stato decrescente, ma dal 2010, complice la risalita dell’oro rosso sul mercato internazionale, la domanda è cresciuta soprattutto sui mercati asiatici come quelli di India e Cina da anni impegnate nello sviluppo dell’alta tecnologia di cui il rame costituisce una componente fondamentale”.

 

In Italia, la regione più colpita sia come numero di furti che come quantità di oro rosso rubato è la Campania, in particolare tutta la zona del Casertano, seguita da Lazio, Sicilia, Puglia e Lombardia. Secondo i dati forniti dalla Polfer, nel primo trimestre di quest’anno sono stati oltre mille (342 quelli del 2012) i controlli effettuati che hanno portato alla denuncia a piede libero per furto (cui si aggiunge spesso anche l’interruzione di pubblico servizio in seguito al blocco della circolazione ferroviaria) di 163 persone (36 lo scorso anno).

 

Rischio folgorazione

 

Ma spesso i furti di rame hanno anche un risvolto tragico: non di rado, per un colpo da poche centinaia di euro, molti ladri rischiano la vita intrufolandosi nelle cabine elettriche che si trasformano in vere e proprie trappole da migliaia di watt. In base ai dati forniti da Enel, nel 2012 l’80 per cento dei furti di rame nelle cabine secondarie e dalle linee elettriche aeree ha avuto conseguenze mortali.

 

Negli ultimi tre anni, secondo l’Ente Nazionale per l’Energia Elettrica il bilancio legato ai furti di oro rosso è stato di 16 infortuni gravi e 36 decessi. Al rischio di rimanere folgorati, va poi aggiunto il disagio che spesso il furto di rame crea alla cittadinanza: ne sanno qualcosa gli abitanti di Palermo costretti a convivere con strade al buio e punti luce spesso spenti. Un’emergenza che è stata denunciata da Emilio Arcuri, presidente del consiglio di amministrazione di Amg Energia, l’azienda che si occupa della gestione e della manutenzione dell’illuminazione pubblica del capoluogo siciliano: “C’è una regia dietro questa impennata di furti ed è quella della mafia – ha sottolineato – C’è la mano della criminalità organizzata che gestisce la commercializzazione del rame sul mercato nero”. Un’escalation senza precedenti che solo nelle scorse settimane ha fatto registrare sei furti a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro in una zona della città nuova – la Zisa.

 

“Una guerra”, l’ha definita il presidente Arcuri, “una situazione drammatica e preoccupante, che ci danneggia pesantemente: un chilometro di rame costa circa 500 euro, viene venduto al mercato nero a 147 euro, ma crea un danno di oltre 3.000 euro, il costo, appunto, del ripristino dei cavi”.

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9 marzo 2012 5 09 /03 /marzo /2012 18:39

 

 

 

 

117301419_a13abe9a3c.jpgCome un sorta di alchimista l'ing. Alessandro Cruto uscito dalla Regia Università di Torino si dedicò alla sua grande passione è cioè quella di cristallizzare il carbonio per ottenere diamanti. Osservando e seguendo esperimenti e lezioni di G.Ferraris e di Thomas Edison,  egli riuscì ad ottenere dal carbonio un sottile filo  che si illuminava a contatto con un piccolo accumulatore, così intui la sua importanza nel campo dell' elettricità.

 

Fu così, che la lampadina elettrica di cui facciamo largo uso  fù inventata dal torinese Alessandro Cruto, rivoluzionando il sistema dell'illuminazione nel mondo, ove attualmente si trova questo particolare museo nello stesso stabilimento di Alpignano, dove Alessandro Cruto incominciò le prime sperimentazioni.  La sua invenzione fù presto adottata in molti paesi sino a quando poi nel 1928 fu acquisita dalla multinazionale Philips. Ma il merito dell'ing. Cruto è quello di aver aperto grandi opportunità all'energia elettrica ed all'indotto collegato.

 

Il museo della lampadina giustamente a Lui dedicato aperto dal 1994, mostra tutto il percorso che fece per arrivare ad una invenzione insperata perchè le sue sperimentazioni erano rivolte principalmente ad ottenere diamanti artificiali, studiando la cristallizazione del carbonio. Ma nel 1880 egli con un filamento di questo lemento, riesce al accendere la prima lampadina collegandolo a una batteria, da qui nasce la "fabbrica di luce" come la chiama, cominciando una produzione in serie di lampadine elettriche.

 

A lui si deve la storia dell'illuminazione in Italia, che ha beneficiato tutto il mondo . Il museo dedicatogli mostra con dovizia di particolari e con tutte le sue attrezzature utilizzate , i suoi percorsi di invenzioni, nonchè le innumerevoli creazioni di lampade di ogni forna e dimensione. Inoltre il museo mette in mostra la sua genialità nel contesto dell'epoca a cavallo di due secoli, fra mille difficoltà che dovette superare. Le sue invenzioni sono adottate ancora oggi.

 

Persino lo spazio museale è fatto a forma di lampadina a testimoniare il pionierismo di Alessandro Cruto ,dove sembra che il tempo si sia fermato ed è la prima sensazione che prova il visitatore. Poi il prosieguo si snoda tra tre percorsi Crutiani cioè tra la sua vita e la storia della sua importantissima invenzione a beneficio dell'umanità, con la ricostruzione storica testimoniata da numerosi reperti, oggetti, installazioni multimediali che ripercorrono l'affascinante storia dell'illuminazione ed i suoi benefici. La "fabbrica della luce" è facilmente raggiungibile dalla E70 Torino-Bardonecchia uscita Rivoli Nord direzione Alpignano in via Matteotti,2.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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19 giugno 2011 7 19 /06 /giugno /2011 10:48

3580218830_d044880ec9.jpgPrima di decidere l'acquisto di lampade in ferro battuto bisogna aver ben chiaro il concetto del loro posizionamento, cioè interno o esterno a bracci o ad applique, se vanno in un ambiente buio o meno. Queste considerazioni sono indispensabili per scegliere le lampade più adatte perché una volta collegate alla corrente elettrica, oppure inserite a parete, poi è difficile rismontarle e sostituirle con altre più adatte.

Quale metodo per sceglierle?

Una volta accertata la collocabilità e il tipo di lampada adatta, si passa alla fase realizzativa col metodo più semplice ed esaustivo che esiste, cioè il web, una volta appurato che sulle pagine gialle non vi è soluzione di sorta, per la ristrettezza della ricerca .

Internet mette a disposizione tutto ciò che esiste in commercio relativo alla produzione e vendita di lampade in ferro battuto, su tutto il territorio nazionale privilegiando quelle aziende che offrono la consegna domiciliare in pochi giorni lavorativi, ma soprattutto la vendita on line, senza muoversi dalla propria abitazione.

Esse sono tante e ne segnaliamo alcune più rappresentative, come la MM lampadari, di Treviso - commerciale@mmlampadari.com - un mondo di creazioni ed una storia da raccontare dell'eccellenza di lampade e lampadari in ferro battuto. Vi sono lampade in vari stili e gusti, per interni ed esterni, con mirabili giochi di luce.

L'azienda "Il Vecchio Tarlo" postamaster@ilvecchiotarlo.it possiede una collezione di lampade ferro battuto, applique, da tavolo, da bagno, lampade in stile da scrivania, abat-jours ecc. spedizioni e consegne in tutta Italia a mezzo corriere SDA in tre giorni lavorativi. I cataloghi sono consultabili on line.

Anche la Lorenz di Merate (LC) info@lorenzferart.com, mette online la sua vasta produzione di lampade e lampadari in ferro battuto in stile e anche moderno design, persino lanterne in ferro battuto. Anch'essa spedisce in pochi giorni dappertutto.

L'Azienda Il Ferro Battuto d'autore di Volterra info@ferro-battuto.net è specializzata, in lampade in ferro battuto mirabili, traendo dagli antichi forgiatori spunti per realizzazioni eccellenti, crea le proprie opere secondo nuove forme di figure, dal design sobrio, sull'esempio di quello medioevale, con ribattini come si faceva una volta.

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Stile antico o moderno?

Le citate aziende offrono ampia scelta di lampade in ferro battuto dal gusto antico o dal design moderno, c'è solo l'imbarazzo della scelta.

Tuttavia esistono artigiani che eseguono solo esemplari di lampade in stile antico come la Prearo di caterinaprearo@prearo.it con una eccellente collezione di lampade in ferro battuto, a sospensione, da tavolo, da terra, ecc. Eleganti e raffinate.

La Idealuceonline.it offre lampade in ferro battuto tutte in stile moderno per interni ed esterni.

riassunto

Questa piccola guida vuol dare uno spaccato delle vaste possibilità di scelta che esistono online, in merito all'acquisto di lampade in ferro battuto.

lampelampe

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  • : Sono poeta,scrittore e saggista,esperto in tappetologia,quindi questo spazio sarà dedicato a queste mie passioni,chi ama la paesia o i tappeti orientali troverà tanti consigli utili e la consulenza gratuita per i vostri tappeti perchè sono convinto che chi è in possesso di conoscenze tecnico-scientifiche le deve mettere a disposizione di tutti,altrimenti è come se non fossi mai vissuto una volta morto. Sono reperibile su flyngcarpet@hotmail.it
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