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23 novembre 2015 1 23 /11 /novembre /2015 20:30
L'Isis usa il captagon una droga che rende insensibili alla morte e al dolore i suoi kamizake per commettere i crimini più atroci.

L'Isis usa il captagon una droga che rende insensibili alla morte e al dolore i suoi kamizake per commettere i crimini più atroci.

CAPTAGON: LA PILLOLA DELL'ORRORE

Chi credesse alla favola secondo cui i protagonisti di recenti attentati terroristici si nutrono di versetti del Corano farebbe bene a ricredersi: la loro dieta è basata sul Captagon, più noto come pillola dell'orrore.

Il Captagon (cloridrato di fenetillina) è un'anfetamina che provoca euforia e intorpidisce il dolore. Miscelata con altre droghe, come l'hashish, è la base dell'alimentazione jihadista perché consente di sgozzare e massacrare il prossimo come se niente fosse.

Il principio attivo del Captagon, la fenetillina, fu sintetizzata dalla società tedesca Degussa AG nel 1961 ed utilizzata per circa 25 anni nel trattamento dei "bambini ipercinetici" (ora indicati come affetti da ADHD, Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività) oltre che per narcolessia e depressione. Questa sostanza è stata successivamente vietata in molti paesi (Italia inclusa) a causa dei suoi effetti collaterali.
Prodotto nel 2011 dalla NATO in un laboratorio in Bulgaria, il Captagon è ora prodotto in tutto il Medio Oriente.

I curdi ne hanno trovato in gran quantità nelle tasche di centinaia di militanti dello Stato Islamico uccisi a Kobane, e alcuni sequestri eseguiti in Siria hanno confermato quest'atroce verità: un'auto piena di pillole e un camion cisterna contenente una tonnellata di Captagon. Il 26 ottobre scorso all'aeroporto internazionale di Beirut sono state sequestrate due tonnellate di pillole Captagon nascoste in quaranta borse. Si trovavano su un jet privato diretto in Arabia Saudita. [A bordo del velivolo vie era nientemeno che un principe della famiglia reale saudita, Abdul Mohsen Bin Walid bin Abdulaziz, che è stato accusato dalle autorità libanesi di traffico di droga insieme ad altre sette persone, principalmente saudite; oltre al Captagon, il carico conteneva anche cocaina: vedi qui la notizia; NDR]

Non è la prima volta che troviamo lo zampino di qualche psichiatra o psicofarmacologo dietro il terrorismo. Qualcuno dirà che vediamo psichiatri dappertutto, o ci accuserà di complottismo o fanatismo, ma i fatti sono sotto gli occhi di tutti e sono inconfutabili.

Il luogotenente di Osama bin Laden era Ayman al Zawahiri, uno psichiatra egiziano, e il mentore di Karadzic (il leader serbo protagonista della 'pulizia etnica') era Jonav Raskovic, uno psichiatra che ammise:

"Mi assumo la responsabilità di aver preparato questa guerra, anche se i preparativi non furono militari. Se io non avessi creato questa spinta emotiva tra i serbi e non li avessi incoraggiati, niente di tutto questo sarebbe successo... Senza la nostra influenza non ci sarebbe stato il Partito Democratico Serbo e un signor Karadzic al potere".

[Come i nostri lettori sapranno, l'attribuzione di responsabilità delle stragi compiute durante le guerre di secessione in Jugoslavia è ancora una questione controversa, come suggerisce anche la vicenda di Srebrenica, un genocidio attribuito ai serbi ma in realtà organizzato dall'allora presidente USA Bill Clinton: vedi articolo; NDR].

La collaborazione tra specialisti della mente e terrore data al 1090, quando Hasan ibn al-Sabbah fondò un gruppo terroristico chiamato Ordine Ismailita.
Per addestrare i seguaci come killer, li rendevano per prima cosa incoscienti con l'uso di droga, e li portavano in un bellissimo giardino pieno di lusso e donne, ove venivano svegliati così da poter godere le "delizie" del giardino.
Drogati di nuovo si risvegliavano davanti al "Gran Maestro" addetto al loro addestramento.
Egli li rassicurava, facendo loro credere di non essersi mai allontanati da lui e di avere semplicemente sperimentato il paradiso che li aspettava se avessero portato a termine con successo un incarico omicida. I seguaci venivano drogati con abbondanti dosi di hashish, e divennero così noti come "Hashishiyn" (dall'arabo: "colui che usa hashish"), termine da cui deriva la parola "assassino".

Anche i "kamikaze" giapponesi, che durante la Seconda Guerra Mondiale si lanciavano in attacchi suicidi contro le navi Alleate, usavano l'anfetamina per annullare il loro naturale impulso a sopravvivere, ed è di pochi mesi fa lo scandalo degli psichiatri che collaborarono all'ideazione delle torture ai prigionieri della base USA di Guantanámo.

Il Captagon è solo l'ultimo anello di una lunga catena, che lega in maniera indissolubile psichiatria, psicofarmacologia e industria del terrore.

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19 giugno 2015 5 19 /06 /giugno /2015 19:53
Se correttamente usata come farmaco sotto il controllo sanitario cura parecchie infermità

Se correttamente usata come farmaco sotto il controllo sanitario cura parecchie infermità

Una Proposta di legge per modificare il testo unico in materia di disciplina degli stupefacenti e reintrodurre il Principio Che Non Tutte le Droghe Pericolose Sono ugualmente. Un atto legislativo Che Superi l'Approccio repressivo introdotto Dalla legge 49-2006 (Fini-Giovanardi) Ormai «PRIVO di qualunque motivazione Razionale». Ma che permetta also la Coltivazione «domestica» di cannabis per uso Personale o la cessione a Terzi di piccoli Quantitativi Destinati al «consumo immediato».

La Proposta di legge has been depositata alla Camera il 14 giugno scorso da ALCUNI Deputati di Sel e dovuto Esponenti del Partito democratico (Michela Marzano e Ivan Scalfarotto). E da domani la commissione Giustizia inizierà il Suo esame. «Si Poteva Partire Anche prima - racconta il Parlamentare di Sel Daniele Farina, primo firmatario e relatore - ma ABBIAMO atteso la Posizione dei colleghi del Movimento Cinque Stelle su This Provvedimento». Alla multa i grillini Hanno Preferito non firmare, also se al Momento del voto non dovrebbero mancare di gran lunga il proprio Sostegno. «Ci ​​Hanno Assicurato di Essere d'Accordo con La Proposta» racconta Farina.

«Con le modifiche apportate Dalla legge n. 49 del 2006 (al testo unico in materia di disciplina degli stupefacenti e psicotrope Sostanze, ndr ) e Stato equiparato il Trattamento sanzionatorio per le ipotesi illecite penalmente rilevanti, un Prescindere Dalla tipologia di stupefacente, in that, also alla luce dei Risultati conseguiti, Appare PRIVO di qualunque motivazione Razionale ». Così si legge Nella Relazione allegata alla Proposta di legge. Ecco la novità. «Chi all'epoca si oppone una legge Quella - racconta Farina - non AVEVA i Dati Che ABBIAMO Oggi. Incontrovertibili Dati, senza debiti formativi italiano e globale ».

A giudicare Dai firmatari , Oggi è Evidente Che «le Politiche di" guerra alla droga "Siano fallite». L'Approccio repressivo al fenomeno E Ormai «anacronistico», Oltre ad Essere «in aperto contrasto - Cosi si legge - con le tendenze in atto legislativo NEGLI STATI UNITI D'America, in MOLTI Paesi del Centro e Sud America, nonchè con le riflessioni in numerosi Paesi Europei ». Il testo Assegnato alla commissione Giustizia descriva la Situazione italiana. Stando alle relazioni con la clientela Annuali della Direzione centrale per i servizi antidroga del Ministero dell'Interno, nel Nostro Paese dal 2002 al 2011 il numero di operazioni antidroga E cresciuto in maniera rilevante. «Dalla Relazione Annuale al Parlamento sui Dati Informazioni relative allo Stato delle tossicodipendenze in Italia relativa all'anno 2011 e al primo semestre 2012, redatta dal Dipartimento per le Politiche Antidroga, si evince Che i Costi imputabili alle Attività di contrasto Sono ammontati, solo nel 2011 , un circa 2 miliardi di euro, di cui il 48,2 per cento per la detenzione, il 18,7 per cento per le attivitā delle Forze dell'Ordine e il 32,6 per cento per Attività erogate Dai tribunali e Dalle Prefetture » .

Ma i Risultati non Sembrano in linea con le attese . «Dagli Stessi Dati - è un costo, la Relazione - si evince tuttavia Che this mastodontica Attività di contrasto non ha Portato un SIGNIFICATIVI Risultati sotto il Profilo della RIDUZIONE dei Consumi di Sostanze stupefacenti». Poche Le conseguenze Anche per la Criminalità Organizzata: «Né Sono percepibili Variazioni significative nel Flusso di Denaro di cui si appropriano annualmente diversificazione Sodalizi Criminali, variamente Stimato, ma quasi mai inferiore, ai di 60 miliardi di euro». Intanto le carceri scoppiano. «Oggi Più di un terzo dei detenuti - racconta Farina - sconta una pena per i reati Previsti dal Testo Unico». Il 30 giugno 2011 erano il 41,5 per cento del totale, vieni si legge nel documento. «27,947 su 67,394 soggetti»

La Proposta di legge prova a invertire la Tendenza «con causa iniziativa Molto Semplici», dadi Ancora Farina. Anzitutto escludendo la punibilità della Coltivazione domestica di cannabis «destinata all'uso Personale o ceduta a Terzi per il consumo immediato». Salvo, si legge nel primo articolo del testo, «Che il Destinatario Sia un minore». E poi reintroducendo Una differenziazione delle pene per i diversificazione Tipi di Sostanze. Con pene Più leggere per i "fatti di lieve Entità" e per le Attività illecite relative Agli stupefacenti Che il testo unico Classifica venire «cannabis indica, i prodotti da ESSA ottenuti. Io tetraidrocannabinoli, i Loro analoghi naturali, le Sostanze ottenute per sintesi o semisintesi Che Siano annuncio Essi riconducibili a Struttura chimica o per Effetto Farmaco-tossicologico ».

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30 marzo 2012 5 30 /03 /marzo /2012 12:21

 

 

 

 

 

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La dipendenza dal gioco d'azzardo è considerata una vera è propria malattia e come tale va curata in maniera radicale, perchè considerata al pari del fumo, una vera piaga sociale. Se non è possibile eliminarla in un soggetto colpito è quantomeno possibile fermarla. A tal proposito in Italia è nata l'Associazione Giocatori Anonimi, cioè fatta come analoghe organizzazioni di volontari che hanno già affrontato e risolto positivamente la mania del gioco compulsivo. Basta seguire un semplice programma la cui efficacia è provata dalla guarigione di migliaia di ex giocatori di entrambi i sessi. Non vi sono quote da pagare e il corso è assolutamente gratuito. L'unico requisito richiesto è la volontà di smettere di giocare.

 

Per verificare l'efficiacia del metodo esso deve avvalersi della collaborazione fattiva delle vittime del gioco d'azzardo compulsivo ed avere la volontà di guarire superando alcuni test specifici. Ma in genere chi arriva a chiedere aiuto al programma di recupero dei giocatori aninimi è perché ormai è giunto all'ultimo stadio del suo percorso malsano, mettendo anche in allarme tutti i membri della sua famiglia, causando a se stesso e a loro gravi danni economici, la cui via uscita è quella di finire nelle braccia usuraie con peggiori ripercussioni sia morali che materiali.

 

Il programma per smettere gradualmente il gioco malato e di tipo biologico-psicologico e cerca soprattutto di far cambiare tipo di mentalità, immettendo nel soggetto la responsabilità concreta del comportamento tenuto, facendo risollevare in lui l'autostima e la concreta valutazione dei danni creati a se e agli altri di cui non si è reso conto perché il gioco compulsivo è di tipo emozionale di qualsiasi natura esso sia.

 

La terapia d'urto prevista dal corso è di tipo soggettiva e comportamentale, per arrivare ad una guarigione finale risolutiva.  Essa può essere coadiuvata anche da una cura a base di farmaci antidepressivi, sotto stretto controllo medico, per stabilizzare gli scatti d'umore tipici dei giocatori d'azzardo, ai fini di ristabilire la normalità e disintossicarlo dalla dipendenza. Concorrono nella cura medici psichiatri e psicologi che sostengono le carenze psico-somatiche e caratteriali. Inoltre i membri dell'associazione aiutano materialmente ed economicamente il nucleo familiare della vittima, pianificando i debiti accumulati ed eventuali problemi legali, analoganente come operano i gruppi di sostegno alle tossicodipendenze.

 

Dalla patologia del gioco d'azzardo quindi si può benissimo uscire meglio che da altre dipendenze basta rivolgersi alle G.A. e sul loro sito www.giocatorianoninimi.org le quali sedi sono presenti in tutte le regioni d'Italia e orgogliosamente gestite da volontari ambosessi che si autofinanziano i quali agiscono per evitare che altri possano cadere nel gioco d'azzardo patologico perché sono ben consci dei danni che esso può arrecare nell'economia delle famiglie, per esserci passati in prima persona, ma ormai redenti. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Published by lalchimista - in Droga e Dipendenze
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2 luglio 2011 6 02 /07 /luglio /2011 08:46

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Per smettere di fumare veramente esiste un solo elemento capace di portare il tabagista fuori dalla dipendenza del fumo, il resto sono solo dei "palliativi" temporanei o scuse puerili per poi ricaderci, peggio di prima, come finte sigarette, piercing all'orecchio, caramelle antifumo, agopuntura, cerotti ecc. Ma l'elemento indispensabile è uno solo: la volontà. Ed ecco un sistema sperimentato con il quale ha smesso migliaia di fumatori.

 

Bisogna partire dalla considerazione che il fumo è come una droga, chi fuma ormai da anni, il suo organismo ha accumulato una quantità tali di tossine tali che non riesce più a farne a meno, quindi ogni giorno deve fumare una quantità di sigarette per tacitare la richiesta del suo metabolismo: Il metodo per una dismissione naturale del fumo senza traumi è fare esattamente il contrario. Come?

 

Se il fumatore ha scelto seriamente come smettere di fumare ha compiuto già un grosso passo avanti nella direzione giusta. Ora si tratta di riabilitare lentamente l'organismo a disabituarsi all'uso della sigaretta, trovare la situazione ottimale per cominciare a diminuire il consumo di sigarette, senza subire traumi.

 

Si può incominciare con un cambiamento di vita ed abitudini iniziando, per esempio, quando si va in vacanza. Generalmente la vacanza comporta un cambio sostanziale delle abitudini ed il consumo di sigarette ha una forte componente abitudinaria dall'inizio della giornata, quindi imporsi delle nuove regole di vita, in primis diminuendo il numero delle sigarette giornaliere di una al giorno, sfruttando le mutate abitudini.

 

Se si ritorna dalle vacanze con un consistente numero di sigarette fumate in meno si è fatto un grosso passo avanti. Continuare su questo percorso virtuoso "limando" ulteriori piccole abitudini, come quella di diminuire i caffè giornalieri di conseguenza si diminuisce anche il consumo di sigarette, poi bere molti liquidi come succhi di frutta, spremute di agrumi ecc.

 

Piano ma con determinazione la strada è quella giusta, ci saranno momenti ostici da superare perché l'organismo reagisce alla mancanza di nicotina, ma quello è il segnale preciso che il percorso
intrapreso è virtuoso. Si incomincerà a limitare l'ansia di rimanere senza sigarette, di uscire di casa a
tutte le ore per andare a cercare un distributore automatico. Questi sono tutti segnali precisi che il nostro organismo si disintossica lentamente, ma inesorabilmente.

 

Quando si arriverà a consumare solo qualche sigaretta, magari solo dopo i pasti, è il momento giusto per la mossa finale. Gettiamo accendino e pacchetto!

La medesima  opinione è anche sul mio blog lalchimista.over-blog.it 

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Published by giuseppe esposito lalchimista - in Droga e Dipendenze
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