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8 luglio 2015 3 08 /07 /luglio /2015 10:50
Rimborso ai pensionati (sviluppi)

Il bonus Poletti previsto per agosto e deciso con decreto del Governo per il rimborso pensioni dopo la sentenza della Corte Costituzionale non basta, bisogna restituire ai pensionati l’intera indicizzazione bloccata negli anni 2012 e 2013: è la posizione di sindacati, associazioni consumatori e opposizioni, che con varie sfumature criticano la decisione dell’Esecutivo, mentre dalle PMI arrivano commenti più positivi. Vediamo come si sta sviluppando il dibattito e cerchiamo di calcolare la differenza tra il bonus una tantum e la restituzione integrale.

Il decreto prevede un rimborso pensioni a scaglioni per fasce di assegni previdenziali, che andrà a circa 3,7 milioni di pensionati che prendono fra tre e sei volte il minimo. In agosto verranno restituiti gli arretrati, in un’unica soluzione, poi dal 2016 ci sarà un nuovo meccanismo di rivalutazione, sempre con l’asticella fissata a sei volte il minimo (circa 3200 euro al mese).

In tutto, il Governo ha previsto una spesa per questo 2015 pari a 2 miliardi e 180 milioni di euro. Prendendo per buona la stima effettuata dallo stesso premier Matteo Renzi, in base alla quale la restituzione integrale avrebbe comportato una spesa di 18 miliardi, la CGIA di Mestre calcola che di fatto il bonus restituisce in media ai pensionati circa l’11% del dovuto. Ci sono diversi studi che effettuano il calcolo, prendiamo quello del Servizio Politiche Previdenziali della UIL:

  • pensione che nel 2011 era pari a 1700 euro lordi al mese: in agosto arriverà un’una tantum di 726 euro netti, il 23,61% del dovuto, che sarebbe pari a 3.074,88 per gli anni 2012-2015;
  • pensione da 2200 euro al mese: il bonus d’agosto sarà di 465 euro, il 9,05% rispetto ai 5mila 135,33 di rimborso integrale;
  • pensione da 2700 euro: prenderà un rimborso di 278 euro, il 4,55% dei 6mila 104,86 di rimborso integrale.

Come detto, ci sono anche calcoli diversi: secondo le stime riportate ad esempio dal Corriere della Sera, il rimborso di agosto per un pensionato che incassa 1700 euro lordi al mese sarà di 754 euro, circa il 40% rispetto alla restituzione totale, mentre per un pensionato con un trattamento da 2200 euro il rimborso sarà di 464 euro, il 20% della somma che spetterebbe in caso di restituzione totale, e infien una pensione da 2700 euro avrà diritto a un bonus di 278 euro, il 10% degli arretrati totali.

Come si vede, far le diverse stime ci sono differenze anche sostanziose, dovute probabilmente al metodo di calcolo. Certo è che la restituzione è parziale, su questo sono tutti d’accordo.

Il Governo sottolinea come il decreto sia in linea con la sentenza della Corte Costituzionale (numero 70/2015), che ha ritenuto illegittimo il blocco dell’indicizzazione degli assegni superori a tre volte il minimo previsto dal Salva Italia (dl 201/2011) perché ha toccato assegni non elevati, non rispettando quindi i necessari criteri di equità e ragionevolezza. L’esecutivo ritiene con il decreto di aver assicurato «la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni per garantire i diritti civili e sociali» senza impattare negativamente sui conti pubblici.

E veniamo al dibattito. Dai sindacati confederali arrivano diversi commenti, riassumibili nel seguente modo: il bonus d’agosto è meglio che niente, ma non basta, c’è la richiesta all’esecutivo di aprire un dibattito per individuare un meccanismo di restituzione più vantaggioso per i pensionati. Più agguerrite le associazioni dei consumatori, come Codacons e Adusbef, che annunciano ricorsi. Sul fronte delle PMI, Confcommercio approva la gradualità del rimborso, perchè va incontro alle esigenze di bilancio, e sottolinea che non deve essere toccata l’IVA. Dalle opposizioni, arrivano le critiche di Lega Nord e Forza Italia, che chiedono il rimborso integrale.

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Published by lalchimista - in arretrati pensioni
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1 luglio 2015 3 01 /07 /luglio /2015 16:14
Rimborso pensioni ecco quanto spetterà ad ognuno

Un pensionato Che riceveva nel 2012 un assegno di 1.500 € lordi al mese, con l'assegno del primo agosto 2015 Prendèra 796,27 euro di Rimborso PENSIONI , in Applicazione del decreto del Governo DOPO la sentenza della Corte Costituzionale sul no al indicizzazione Blocco PENSIONI Stabilito con la Riforma di fine 2011 (il Salva Italia): i Calcoli sul Rimborso PENSIONI Sono dell ' INPS , Che ha Emanato la circolare operativa sul decreto del Governo ( Dl 65/2015 ). L'istituto previdenziale Spiega nel dettaglio Venire si Calcola la quota spettante e cosa succederà dal 2016.

Le regole per il Calcolo dell'assegno del primo agosto Sono i seguenti: la rivalutazione cambia Una seconda dell'importo e si applicano coefficienti diversificazione per Gli anni 2012-2013 e seguenti. Per Quanto riguarda il 2012-2013 , QUESTE Sono le quote di rivalutazione:

  • 40% per PENSIONI fra tre e quattro volte il Minimo;
  • 20% per Trattamenti fra quattro e cinque Volte il Minimo;
  • 10% fra cinque e sei Volte il Minimo.

Attenzione: Applicando i Nuovi coefficienti, di Fatto Cambia il Minimo INPS. Chi ha un assegno Che Non Si e rivalutato nel 2012 e 2013 era Perchè sopra Tre volte il Minimo, Ma che Applicando I Nuovi coefficienti E invece sotto Tre volte il Minimo INPS, l'Avra Una rivalutazione del Fino al 100% un Bon Voyage Concorrenza del nuovo tetto.

DOPO Aver calcolato la rivalutazione 2012 e il 2013, Si Può quantificare l'Importo spettante per Gli anni seguenti. Per il 2014-2015 , VIENE Riconosciuto un Ulteriore 20% dell'aumento Relativo al biennio precedente, MENTRE dal 2016 verra Pagato il 50% dell 'Aumento Relativo al 2012 e 2013. Quindi:

Vieni si Vede, il Calcolo Non E semplicissimo, anche perchè bisogna APPLICARE per OGNI anno la percentuale di perequazione (per il 2012 pari a 2,7 e per il 2013 al 3%).

Assegno agosto: Esempi di Calcolo

Vediamo un Esempio, Fornito Dalla STESSA Circolare INPS, Relativo un Una pensione di 1.500 € nel 2012. Si Tratta di un assegno fra tre e quattro volte il Minimo, quindi si appli Una rivalutazione del 40%. Prima si Calcola l'Aumento spettante per la mancata indicizzazione. Per il 2012 si Moltiplica la pensione per 0,4 e il 2,7 per RISULTATO. Per il 2013 si Moltiplica la pensione Iniziale per 0,4 e poi il RISULTATO per 3. Il Calcolo :

  • per il 2012 : 1500 x 0,4 X 2,7 = 16,20 . Questo e l'Aumento mensile, Che va moltiplicato per 13 mensilità per ottenere l'Aumento annuale, pari quindi a 210,6 euro ;
  • per il 2013 : 1500 X 0,4 X 3 = 18,20 . Moltiplicando per 13 mensilità si ottiene 447,2 euro di Aumento annuale.

Un Questo punto bisogna calcolare le quote 2014 e 2015 , e qui la Situazione si complica ulteriormente Perche, vieni detto, bisogna APPLICARE il 20% all'aumento spettante nia dovuta anni Precedenti. Quindi, innanzitutto bisogna quantificare la base di di imponibile su cui APPLICARE le percentuali di perequazione 2014 e 2015 (rispettivamente, 1,1 e 0,2%, sul 95% dell'imponibile). Per calcolarla, bisogna sommare Ai 1.500 € Iniziali il 20% dell'aumento dei due Precedenti anni. Questo l'Operazione Precisa:

  • imponibile 2012 : 1500 x (1 + 0,2 x 0,4 x 2,7) = 1.503,24 ;
  • imponibile 2013 : 1503,24 X (1 + 0,2 x 0,4 x 3) = 1.506,85 .

Quest'ultima cifra E L'imponibile su cui si applicano le percentuali di perequazione 2014 e 2015. Quindi:

  • per il 2014: 1.506,85 x (1 + 0,95 x 1,1%) = 1.522,60;
  • per il 2015: 1.522,60 x (1 + 0,95 x 0,2%) = 1.525,49.

QUESTE Sono le dovute somme relative alla pensione di Che spetta con Le Nuove Regole. Bisogna però considerare Che NEGLI anni 2014 e 2015 le PENSIONI di Sono rivalutate, quindi una Pratica un QUESTE Cifre va sottratto Quanto Già Riconosciuto , ottenendo l'Esatto Aumento mensile spettante per il 2014 e 2015:

  • per il 2014 : l'assegno rivalutato con Le regole dell'era decreto pre PENSIONI pari a 1.515,68 al mese. Quindi, La Differenza (1.522,60-1.515,68) è pari a 6,92, il Che e L'Aumento mensile. Moltiplicato per 13, fa 89,96, il Che e L'Aumento annuale 2014;
  • per il 2015 : l'assegno rivalutato con le Precedenti Regole era di 1.518,56 euro al mese, La Differenza (1.525,49 - 1.518,56) è pari a 6,93 euro, il Che e L'Aumento mensile 2015. In Questo Caso, Visto Che l'una tantum VIENE pagata il primo agosto, va moltiplicato per 7, Con gli assegni seguente Informazioni relative al 2015 Ci sarà l'Aumento mensile. Dunque, l'Aumento 2015 Che confluirà nell'assegno del primo agosto e pari a 48,51 euro.

Per ottenere la somma totale dell ' una tantum di agosto si sommano ora le rivalutazioni Così calcoliamo sui quattro anni esaminati: 210,6 + 447,2 + 89,96 + 48,51 = 796,27 euro.

Quindi, per concludere, su Una pensione Che nel 2012 era ONU 1500 €, l "una tantum e Di 796,27: significa Che l'assegno dell'1 agosto Sarà pari a 2314,83 euro (1.518,56 incassati a luglio + 796,27). Poi, da agosto a dicembre , l'assegno diventerà pari a 1.525,49 euro (Applicando l'Aumento mensile di 6,93 euro ai di di 1518,56 euro incassati nia primi sette mesi 2015.

Aumento dal 2016

Vieni ha detto, in questo Caso si appli il 50% dell'aumento 2012 e 2013 . In Pratica, si Sostituisce il 50% al 20% per il 2014 e il 2015. I APPLICATO coefficienti di perequazione 2015 e 2016 Sono rispettivamente 0,2 e 0 , 4%. L ' Esempio di Calcolo , sempre sull'assegno Da 1500 €.

  • per il 2012 : 1.500 x (1 + 0,5 x 0,4 x 2,7%) = 1.508,1;
  • per il 2013 : 1.508,1 x (1 + 0,5 x 0,4 x 3%) = 1.517,15;
  • per il 2014 : 1.517,15 x (1 + 0,95 x 1,1%) = 1.533;
  • per il 2015: 1.533 x (1 + 0,95 x 0,2%) = 1.535,91;
  • per il 2016: 1.535,91 x (1 + 0,95 x 0,4%) = 1.541,75 (QUESTO E l'assegno mensile spettante dal primo gennaio 2016).

Una Quali PENSIONI appli SI

A Tutti i Trattamenti Una Carico dell ' obbligatoria Assicurazione generale, alle gestioni per i lavoratori autonomi , ai di di fondi sostitutivi , Esclusivi Ed esonerativi della medesima, Ai fondi integrativi ed aggiuntivi di cui all'articolo 59, comma 3, della legge 449/1997 .

Attenzione: chi percepisce Più Di Una pensione, DEVE fare il Calcolo sulla somma degli assegni (non su OGNI singola pensione).

La tassazione

Agli arretrati Informazioni relative al 2012, 2013 e 2014 si appli la tassazione IRPEF Separata (articolo 17 DPR 917/1986), MENTRE alla parte relativa al 2015 si appli la tassazione ordinaria.

Fonte: circolare INPS 125/2015

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