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14 aprile 2016 4 14 /04 /aprile /2016 15:59
Il super computer più veloce al mondo è una eccellenza tutta italiana!

Il super computer più veloce al mondo è una eccellenza tutta italiana!

Tutto pronto per l’installazione del “supercomputer” Made in Italy Marconi. Il nuovo sistema sarà completato in poco più di 12 mesi, tra aprile 2016 e luglio 2017. Il nuovo supercomputer sarà un sistema Lenovo basato su architettura Intel® e raggiungerà una potenza di picco di circa 20 Pflop/s

Cineca è un Consorzio Interuniversitario senza scopo di lucro formato da 70 università* italiane, 5 Enti di Ricerca Nazionali e il MIUR.

Costituito nel 1969 (come Consorzio Interuniversitario per il Calcolo Automatico dell’Italia Nord Orientale), oggi il Cineca è il maggiore centro di calcolo in Italia, uno dei più importanti a livello mondiale. Operando sotto il controllo del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, offre supporto alle attività della comunità scientifica tramite il supercalcolo e le sue applicazioni, realizza sistemi gestionali per le amministrazioni universitarie e il MIUR, progetta e sviluppa sistemi informativi per pubblica amministrazione, sanità e imprese.

Sempre più punto di riferimento unico in Italia per l’innovazione tecnologica, con sedi a Bologna, Milano e Roma e oltre 700 dipendenti, il Cineca opera al servizio di tutto il sistema accademico, dell’istruzione e della ricerca nazionale.

Inizierà a metà aprile l’installazione del nuovo supercomputer italiano per la ricerca, un sistema co-disegnato dal Cineca sulla piattaforma NeXtScale di Lenovo. Il nuovo supercomputer sarà equipaggiato con la famiglia di prodotti Intel® Xeon Phi™ di prossima generazione, che si affiancheranno alla famiglia di processori Intel® Xeon™ E5 2600 v4, per garantire alla comunità scientifica un sistema con elevata potenza di calcolo, tecnologicamente all’avanguardia, in grado di contenere l’assorbimento di energia elettrica.

Il contratto di acquisizione è stato siglato lo scorso 30 marzo, dopo l’avvio di una procedura negoziata di selezione iniziata oltre un anno fa tramite bando europeo. La procedura si è conclusa a dicembre 2015, con l’assegnazione della realizzazione del sistema di calcolo alla società Lenovo, uno dei tre maggiori produttori globali nel mercato dei server basati su architettura x86 e da oltre due anni leader mondiale indiscusso del mercato PC (fonte: IDC).

Il piano di sviluppo dell’infrastruttura di Supercalcolo per la ricerca
Questa realizzazione rappresenta la prima fase del piano di sviluppo dell’infrastruttura Italiana a supporto della ricerca deliberata dagli organi di governo del Cineca. Il piano complessivo prevede un investimento di 50 Milioni di Euro in due fasi: la prima, appena avviata, metterà a disposizione della comunità scientifica una potenza di calcolo pari a circa 20 Pflop/s e una capacità di memorizzazione dati di oltre 20 PetaByte, la cui messa in produzione si completerà nella seconda metà del 2017. La seconda fase inizierà nel corso del 2019 e avrà come obiettivo l’incremento della potenza disponibile fino a raggiungere i 50/60 Pflop/s entro l’anno 2020.

“Con questo piano il Cineca riconferma la propria missione istituzionale di infrastruttura digitale di eccellenza per il calcolo e i Big Data a disposizione della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica”, ha dichiarato Emilio Ferrari, presidente del Cineca.

L’installazione del supercomputer
Il nuovo sistema, nome logico “MARCONI”, sarà progressivamente completato in poco più di 12 mesi, tra aprile 2016 e luglio 2017, secondo un piano di aggiornamenti successivi:

  • a giugno entrerà in produzione un sistema preliminare configurato con la famiglia di processori Intel® Xeon® E5 2600 v4 appena annunciati, basati su architettura Intel x86, progettato per raggiungere una potenza di calcolo di 2 Pflop/s;
  • entro la fine dell’anno si aggiungerà una partizione equipaggiata con la prossima generazione della famiglia di prodotti Intel Xeon Phi (identificati dal nome in codice Knigths Landing), basati su architettura many-core, che abiliterà una configurazione complessiva di circa 250 mila core con una potenza di calcolo prevista dell’ordine di circa 13 Pflop/s;
  • infine, nel corso del 2017, si prevede che il sistema traguardi una potenza computazionale complessiva di circa 20 Pflop/s impiegando la prossima generazione di processori Intel Xeon.

Il supercomputer sfrutta la nuova architettura Intel® Omni-Path, che offre interconnessione ad alte prestazioni per consentire la scalabilità efficiente delle migliaia di server del sistema. Un sottosistema storage a elevate prestazioni Lenovo GSS, che integra il filesystem IBM Spectrum Scale™ (GPFS), è connesso al fabric Intel Omni-Path e fornisce la capacità di memorizzazione dati.

“Mettendo a disposizione i più potenti sistemi di supercalcolo consentiremo ai ricercatori di affrontare le grandi sfide scientifiche e socioeconomiche del nostro tempo, dalla medicina di precisione al cambiamento climatico, dalla fisica fondamentale ai nuovi materiali. Supercalcolo e Big Data analitycs sono strumenti indispensabili per la scienza computazionale e data driven della ricerca nazionale e internazionale”, ha dichiarato Sanzio Bassini, Direttore del Dipartimento Supercalcolo e Innovazione del Cineca.

Lo sviluppo progressivo del sistema Marconi permetterà di utilizzare la tecnologia dei microprocessori allo stato dell’arte, offrendo un sistema di elevatissima potenza ma dall’anima “green”. Uno dei parametri del progetto concepito dallo staff del Cineca, infatti, è di incrementare progressivamente la potenza computazionale fino a 50 Pflop/s senza superare, in nessuna delle fasi, il limite di 3 MegaWatt di assorbimento elettrico.

“Non possiamo che essere orgogliosi, sia come azienda sia come team italiano, di essere stati scelti da Cineca per un sistema di enorme rilevanza scientifica nazionale e internazionale”, ha dichiarato Mirko Poggi, Amministratore Delegato di Lenovo Italia. “Siamo pronti a fare tutti i passi necessari per garantire la migliore prestazione computazionale ed energetica possibile dell’architettura che sarà realizzata in Cineca, a vantaggio della vasta comunità che se ne servirà”, ha aggiunto Marco Briscolini, responsabile del segmento High Performance Computing di Lenovo Italia.

“Siamo entusiasti di offrire i vantaggi di Intel® Scalable System Framework alla comunità del Cineca, costituita da ricercatori italiani e data scientist d’eccellenza. La suite di prodotti HPC di Intel, estremamente interoperabile e ottimizzata per le massime prestazioni, che comprende i processori Intel® Xeon®, i processori Intel® Xeon Phi™ e l’architettura Intel® Omni-Path, offre un design bilanciato che rende possibile l’enorme mole di prestazioni e scalabilità necessarie per affrontare le sfide estreme poste sia dall’High Performance Computing che dall’analisi dei big data utilizzando un’infrastruttura comune”, ha dichiarato Carmine Stragapede, Direttore Generale di Intel Italia.

Cineca è il Consorzio Interuniversitario di calcolo con sede a Casalecchio di Reno. Fondato nel 1969 senza scopo di lucro, è costituito da 70 Università italiane, 5 Enti di Ricerca e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Da oltre quarant’anni offre supporto alle attività di ricerca della comunità scientifica tramite il supercalcolo e le sue applicazioni grazie a un’infrastruttura tecnologica tra le più potenti al mondo; realizza sistemi gestionali per le amministrazioni universitarie e il MIUR; progetta e sviluppa sistemi informativi per imprese, sanità e pubblica amministrazione. cineca.it

Lenovo è una società globale da 46 miliardi di dollari che fa parte della classifica “Fortune 500”, ed è leader nel fornire tecnologia innovativa e servizi in diversi segmenti di mercato: consumer, professionale, grandi aziende pubbliche e private. Lenovo è uno dei leader mondiali nella produzione e commercializzazione di prodotti PC, workstation, server, storage, smart TV e una famiglia di prodotti mobile come smartphone e tablet lenovo.com.

Intel (NASDAQ: INTC) espande i confini della tecnologia per rendere possibili esperienze straordinarie. Per informazioni su Intel e sul lavoro dei suoi oltre 100.000 dipendenti consultate i siti web newsroom.intel.it e intel.it. Intel, Xeon, Xeon Phi e Omni-Path Architecture sono marchi o marchi registrati di Intel Corporation negli Stati Uniti e in altri Paesi.

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12 aprile 2016 2 12 /04 /aprile /2016 09:34
Colpivano solo donne che viaggiavano da sole sulla linea Gallarate - Rho.

Colpivano solo donne che viaggiavano da sole sulla linea Gallarate - Rho.

Colpivano la sera, sempre sulla linea Trenord Milano-Gallarate, puntando su donne sole in vagoni isolati. Sono stati arrestati dagli agenti del Commissariato di Rho-Pero due giovani di nazionalità marocchina che secondo le denunce hanno messo a segno parecchi furti nell’ultimo mese, tutti con la stessa dinamica.

Salivano sul treno a Milano, in orario serale, e colpivano poco prima di arrivare alla stazione di Rho, scegliendo donne sole, in vagoni isolati. Minacce verbali, a volte rese più convincenti da un coltello o da un pugno per convincere le donne a consegnare soldi e telefonino, pochi minuti prima di arrivare in stazione, per poi scendere velocemente e darsi alla fuga.

Domenica sera, dopo che il giorno prima tre donne avevano denunciato di essere state rapinate con le stesse modalità nel giro di poche ore, gli agenti hanno presidiato treno e stazione, riuscendo in breve ad individuare i due rapinatori, due fratelli ventenni, di nazionalità marocchina. Nello zaino le prove: cinque telefonini, tra i quali quelli delle ultime tre vittime. I due sono stati arrestati.

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Published by lalchimista - in reati
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11 aprile 2016 1 11 /04 /aprile /2016 15:59
Invenzione tutta italiana destinata a sviluppi inimmaginabili!!

Invenzione tutta italiana destinata a sviluppi inimmaginabili!!

Scende in pista a Pergusa l'automobile solare siciliana "low cost", nata da un sogno del siracusano Enzo Di Bella, appassionato di vetture da corsa, in collaborazione con il dipartimento di Ingegneria industriale dell'Università di Catania. Si tratta dell'Archimede Solar Car, realizzata dall'associazione Futuro Solare, prototipo da corsa ad impatto zero, già invitata - nell'ultimo anno - a partecipare a tre competizioni internazionali in Australia Marocco e Cile.

Il "miracolo ecologico" di Di Bella - che sarà presentato domani alle 10,30 nella sala stampa dell'autodromo di Pergusa - costituisce il frutto di cinque anni di studi e sperimentazioni, spesi nella ricerca di un modello di vettura da corsa "low cost" interamente alimentata ad energia solare.Il progetto iniziale si è poi arricchito grazie al contributo di numerosi amici e volontari, che hanno sostenuto la realizzazione del prototipo, e all'intervento di studenti e laureandi guidati dal professore universitario Rosario Lanzafame, ordinario di Macchine e Sistemi energetici.

Dopo mesi di prove tecniche test in laboratorio, sperimentazione di nuove tecnologie applicate alla conversione fotovoltaica e all'ottimizzazione delle componenti meccaniche, la vettura è adesso pronta per essere testata sull'asfalto di una pista, quella ennese appunto, dove l'impresa del team di Futuro Solare ha già trovato il supporto di alcune imprese locali e di simpatizzanti del tema "energie ecosostenibili", interessati a sostenere, attraverso il crowfunding, lo sviluppo della progettazione e dell'innovazione sul prototipo.

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8 aprile 2016 5 08 /04 /aprile /2016 13:29
In essa un concentrato di vitamine nobili.

In essa un concentrato di vitamine nobili.

La verza, il cui nome scientifico è Brassica oleracea sabauda, è una pianta erbacea appartenente allafamiglia delle Crucifere. Tante sono le sue proprietà benefiche, tanto da renderla uno degli ortaggi più salutari al mondo. Essa contiene isotiocianati, che contrastano la degenerazione del Dna, fitoestrogeni che prevengono l’insorgenza del cancro alla mammella e alla prostata; polifenoli, carotenoidi, indoli e sulforafano, che rendono la verza molto utile nella prevenzione dei tumori che colpiscono l’apparato digerente. Proprio il sulforano si rivela molto utile per le persone affette da diabete, ripara i danni all’apparato cardiovascolare, contrasta i radicali liberi, protegge le arterie dalla formazione di placche.La verza contiene vitamina A, alleata della pelle e della vista; vitamina C, che rinforza il sistema immunitario; vitamina K, che aiuta la coagulazione sanguigna; acido folico, prezioso soprattutto in gravidanza.

Meraviglioso remineralizzante, particolarmente utile in menopausa per il suo apporto di calcio e fosforo, che proteggono le ossa, la verza è ipocalorica (vanta 27 calorie per 100 grammi), ricca di fibre, facilita la digestione del cibo, aiuta l’organismo a depurarsi, eliminando le sostanze nocive dal corpo, è un ottimo antinfiammatorio naturale, combatte emorroidi, cistiti, artrosi e artriti. La verza, inoltre, facilita il processo guarigione di eruzioni cutanee, acne e punture di insetti. In questi casi è sufficiente mettere in acqua le foglie marginali per alcuni minuti, per poi adagiarle su un panno umido, applicandole sulle zone da trattare.

Questo prezioso ortaggio idrata la cute, ha un buon potere saziante, tiene sotto controllo il colesterolo.Come scegliere una buona verza? Il cespo deve essere piuttosto sodo e compatto, mentre le foglie di color verde vivo, carnose, consistenti e croccanti. Va conservata in frigo, nello scomparto frutta e verdura, per 4-5 giorni. Si consuma cruda nelle insalate, cotta al vapore o al forno e se proprio non sopportare il suo caratteristico odore, è sufficiente aggiungere all’acqua di cottura alcune gocce di succo di limone o di aceto.

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Published by lalchimista - in Salute e cura del corpo
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8 aprile 2016 5 08 /04 /aprile /2016 09:39
Sono sicuramente le armi più seducenti delle donne!

Sono sicuramente le armi più seducenti delle donne!

  1. Le più grandi tette rifatte del mondo sono una taglia 38KKK che corrispondono più o meno a 4 kg di silicone. Appartengono all’esuberante Sheyla Hershey, una Texana 29enne che dopo essere andata contro il parere di medici amici ed ex-ragazzo, ha deciso di andare in Brasile e operarsi per ben 9 volte per raggiungere questa taglia da record.
  2. Esiste un’organizzazione non governativa che si batte per il diritto femminile di andare in giro in Topless. L’arganizzazione si chiama GoTopless e da anni rivendica il diritto femminile di poter girare a torso nudo così come fanno gli uomini. Spesso i membri di questa particolare società organizzano raduni per rivendicare il loro diritto. Sosteniamo anche noi queste bellezze!! Questo il sito:GoTopless.org
  3. La tetta sinistra solitamente è quella più grande. Come molti/e di voi sapranno le due tette non hanno praticamente mai la stessa dimensione. La cosa curiosa però è che quasi sempre è il seno sinistro ad essere il più grande. Se non ve ne siete rese conto, no problem, spesso (per fortuna) la differenza è quasi nulla.
  4. E’ stato dimostrato che la prima cosa che gli uomini notano in una donna, sono le tette. Non una grande sorpresa a dire il vero. Una ricerca condotta al Victoria University di Wellington ha mostrato come il seno è spesso la prima cosa che gli uomini guardano in una donna e senza dubbio, la parte del corpo che guardano per più tempo rispetto alle altre. Buone notizie per noi uomini, un altro studio ha rivelato che guardare il seno ad una donna per almeno un minuto al giorno può giovare sulla nostra salute e allungarci la vita da 1 a 4 anni. Donne tranquille, noi lo facciamo solo per questo!
  5. Gli uomini possono allattare. Anche se accade in rari casi, gli uomini, essendo “dotati” di ghiandole mammarie sono in grado di produrre latte e quindi di allattare. la maggiorparte delle volte in cui l’allattamento maschile avviene è a causa di trattamenti ormonali per tumori e malattie simili.
  6. Le donne Inglesi sono quelle con le tette più grandi d’Europa. Un’indagine effettuata dalla marca di biancheria intima Triumph ha scoperto che le donne Inglesi sono quelle con i seni più grandi d’Europa, più della metà delle donne d’oltremanica veste almeno una coppa D. Al secondo posto si piazzano le Danesi, seguite dalle Olandesi. Le italiane sono in fondo alla classifica con un significativo 68% che non supera la coppa B. Non importa, siete bellissime ugualmente!
  7. In media una tetta pesa circa 500 grammi. Il seno contribuisce al 4-5% circa della massa grassa e a circa l’1% del peso corporeo totale in una donna media. Quindi se vi sentite grasse provate a togliere il peso e il grasso delle vostre tette, se siete maggiorate magari potreste tornare al peso forma.
  8. Il seno ingrassa. All’età di 20 anni, il vostro seno sarà composto da collagene, ghiandole mammarie e grasso e sarà quasi sicuramente sodo; con il passare degli anni le prime due pian piano si ritireranno lasciando sempre più spazio al grasso. Per questo il seno con l’avanzare dell’età tende sempre più a collassare sotto il suo stesso peso.
  9. La chirugia plastica al seno può portare al suicidio. Nell’ Agosto del 2007 uno studio dell’Annals of Plastic Surgery ha portato alla luce che le donne che hanno effettuato un intervento di chirirgia plastica al seno, hanno la probabilità di commettere un suicidio 3 volte superiore rispetto alle altre donne. Si crede che la causa sia riconducibile al fatto che le donne con il seno rifatto sono più propense ad avere problemi psichici.
  10. In Cina esiste una facoltà per lo studio del reggiseno. Si trova ad Hong Kong la Polytechnic University, università nel quale è presente una laurea specialistica per lo studio, la progettazione e la realizzazione di reggiseni.
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1 aprile 2016 5 01 /04 /aprile /2016 17:07
Se avete un problema di spazio sul vostro ipad o iphone ecco la soluzione per scaricare il tutto che rallenta il vostro apparecchio!

Se avete un problema di spazio sul vostro ipad o iphone ecco la soluzione per scaricare il tutto che rallenta il vostro apparecchio!

Utile soprattutto per iPhone e iPad con limitata capacità di memoria interna, Leef ha presentato al CES 2015 in corso una nuova flash drive progettata per i dispositivi iOS, che prende il nome di Leef iBridge TM. Si tratta di un piccolo dongle Lighting, ripiegato su se stesso a forma di “J”, nella cui seconda estremità è presente un tradizionale connettore USB. Si tratta di un accessorio compatto, che sparisce completamente e viene nascosto sul retro di iPhone, come mostrano le foto in calce, e che permette di immagazzinare fino a 256 GB di foto, video e musica.

L’idea di Leef è quella di portare una memoria esterna piccola e discreta nelle dimensioni su iOS, una gamma di accessori che non conta molti esponenti nel genere, contrariamente a quanto avviene invece nel mondo Android. Leef iBridge si collega direttamente ai dispositivi Apple compatibili con connettore Lightning e permette di effettuare automaticamente un backup del rullino interno, in modo tale da conservare sin da subito l’intera libreria sulla memoria esterna. Successivamente all’inserimento di iBridge, ogni scatto verrà automaticamente salvato sul flash drive, in modo tale da non avere più preoccupazioni relative allo spazio disponibile.

L’accessorio è già disponibile sul sito ufficiale e può essere acquistato nei diversi formati che variano da 16 GB fino a 256 GB. A prescindere dal formato acquistato, iBridge ha una forma elegante ed ergonomica ‘J’ che si adatta perfettamente al dispositivo, che nasconderà completamente la chiavetta. All’altro capo della memoria flash è presente un connettore USB Hi-Speed ​ che può essere collegato ad un qualsiasi Mac o PC Windows per trasferire i file. Leef iBridge, oltre che all’estetica, è attento anche all’autonomia di iPhone e non grava particolarmente sulla batteria interna.

Leef iBridge sarà corredato da un’apposita applicazione compatibile con iOS 7 e iOS 8, presto disponibile gratis in App Store. La chiavetta può essere acquistata a questo indirizzo nei vari formati da 16 ,32, 64, 128 e 256 GB, ad un prezzo che parte da 59 dollari.


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29 marzo 2016 2 29 /03 /marzo /2016 10:25
la storia di un veicolo che ha cambiato il modo di muoversi.

la storia di un veicolo che ha cambiato il modo di muoversi.

Fondata a Genova nel 1884 da Rinaldo Piaggio, all’epoca ventenne, la società Piaggio si dedicò all’inizio alla costruzione di arredamenti navali. In seguito l’attività dell’azienda venne estese anche alla costruzione di carrozze e vagoni ferroviari, motori, tram e carrozzerie speciali per autocarri. Intanto, con la prima guerra mondiale, la Piaggio fece il suo ingresso nel settore aeronautico, nel quale opererà per diversi decenni. Negli anni appena precedenti la seconda guerra mondiale, e anche durante il conflitto, Piaggio è stato uno dei maggiori produttori italiani di aerei e proprio per questo gli stabilimenti di Genova, Finale Ligure e Pontedera, diventano bersaglio delle forze alleate ed escono distrutti dalla II guerra mondiale.

I figli di Rinaldo Piaggio, Enrico e Armando, nell’immediato dopoguerra curarono il nuovo avvio della produzione industriale. Enrico, ebbe il compito di ricostruire il grande stabilimento di Pontedera, anche recuperando parte dei macchinari che intanto erano stati trasferiti a Biella. Enrico, dal canto suo, puntò ad una totale riconversione industriale, puntando sulla mobilità individuale di un Paese che usciva dalla guerra. Avrebbe realizzato la sua intuizione, creando allo stesso tempo un veicolo destinato a grandissima celebrità, grazie allo straordinario lavoro progettuale di Corradino D’Ascanio (1891-1981), ingegnere aeronautico e geniale inventore. La Vespa nasce così dalla volontà di Enrico Piaggio di creare un prodotto a basso costo e di largo consumo, idea già elaborata negli ultimi anni di guerra. E fu nello stabilimento di Biella che venne realizzato un “motorscooter” sul modello delle piccole motociclette per paracadutisti. Il prototipo, siglatoMP 5, venne battezzato “Paperino” per la sua strana forma: ma non piacque ad Enrico, che incaricò Corradino D’Ascanio di rivedere il progetto. Il progettista aeronautico non amava però. Secondo lui era scomoda, ingombrante, con gomme troppo difficili da cambiare in caso di foratura; e inoltre, a causa della catena di trasmissione, sporcava. E dunque cerò di rimediare a tutti questi inconvenienti, riuscendovi proprio grazie alla sua esperienza aeronautica.

Per eliminare la catena immaginò un mezzo con scocca portante, a presa diretta; per rendere la guida più agevole pensò di posizionare il cambio sul manubrio; per facilitare la sostituzione delle ruote escogitò non una forcella ma un braccio di supporto simile appunto ai carrelli degli aerei. E infine ideò una carrozzeria capace di proteggere il guidatore, di impedirgli di sporcarsi o scomporsi nell’abbigliamento: decenni prima della diffusione degli studi ergonomici, la posizione di guida di Vespa era pensata per stare comodamente e sicuramente seduti, anziché pericolosamente in bilico su una motocicletta a ruote alte. Una vera e propria rivoluzione, dunque. Si trattava di un mezzo pratico e maneggevole, oltre che divertente e adatto a tutti. Persino alle donne.

Dal nuovo progetto di D’Ascanio nacque un mezzo che con il “Paperino” non aveva più nulla a che vedere: una soluzione assolutamente originale e rivoluzionaria rispetto a tutti gli altri esempi di locomozione motorizzata a due ruote. Con l’aiuto di Mario D’Este, disegnatore, a Corradino D’Ascanio bastarono pochi giorni per mettere a punto la sua idea e preparare il primo progetto della Vespa, prodotto a Pontedera nell’aprile del 1946. Il nome del veicolo fu pensato dallo stesso Enrico Piaggio che davanti al prototipo MP 6, dalla parte centrale molto ampia per accogliere il guidatore e dalla “vita” stretta, esclamò: «Sembra una vespa!». E il resto, come tutti ben sappiamo, è storia. Con una veicolo che ha segnato un’epoca ed è diventato uno dei simboli dell’Italia nel mondo.

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29 marzo 2016 2 29 /03 /marzo /2016 10:09

http://www.meteoweb.eu/2016/03/stasera-la-congiunzione-luna-marte-saturno-ecco-come-osservarla/658857/

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Published by lalchimista - in astronomia scoperte
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26 marzo 2016 6 26 /03 /marzo /2016 20:45
Semplice ma geniale, il cerotto Smart è la soluzione che tutto gli ammalati di Diabete cercavano!

Semplice ma geniale, il cerotto Smart è la soluzione che tutto gli ammalati di Diabete cercavano!

Più semplice di una puntura, a maggior ragione di due o tre punture, quante sono quelle che chi soffre di diabete - 380 milioni di persone nel mondo - deve somministrarsi ogni giorno per mantenere sotto controllo il livello di zucchero nel sangue. Una gestione complessa, che richiede attenzione e tempo, sette giorni alla settimana e per sempre. Da queste considerazioni devono essere partiti i ricercatori delle università del North Carolina-Chapel Hill e North Carolina State che hanno messo a punto un cerotto di cellule beta, cioè di quegli elementi del pancreas che nelle persone sane secernono naturalmente quantità adeguate di insulina, l'ormone che metabolizza gli zuccheri, e che nei diabetici non sono in grado di funzionare come dovrebbero. I risultati ottenuti grazie al nuovo smart patch sono stati appena pubblicati su Advanced Material.

Un cerotto caricato a cellule beta. Lo smart patch cellulare, che ha le dimensioni di una moneta ed è di un materiale comunemente utilizzato nel settore cosmetico e diagnostico, è ricoperto di uno strato di centinaia di minuscoli aghi grandi come ciglia e riempiti di migliaia di cellule beta immagazzinate in microcapsule di alginato, un polimero biocompatibile. Quando il cerotto - che è stato per ora sperimentato su topi di laboratorio con diabete di tipo 1 dimostrandosi efficace per 10 ore - viene applicato sulla pelle, i microaghi penetrano nei capillari stabilendo un contatto tra l'ambiente interno e le cellule beta esterne. Grazie ad amplificatori del segnale di glucosio (in pratica sostanze chimiche sensibili allo zucchero nel sangue) contenuti in microscopiche vescicole sintetiche, le cellule beta del patch riescono a "sentire" il livello di glucosio ematico, e quindi a rispondere "on demand", rilasciando insulina in maniera adeguata.

La tappa precedente: il cerotto a insulina. Lo scorso anno seguendo la stessa tecnologia innovativa che gli anglofoni chiamano smart insuline patch, gli autori dello studio avevano messo a punto un cerotto simile a questo (i risultati erano stati pubblicati sui Proceedings of National Academy of Sciences ). Ma mentre quello conteneva vescicole di insulina, cioè del prodotto delle cellule beta, questo nuovo patch è di tipo cellulare e integra gli aghi direttamente con le cellule beta in tempo reale. In effetti da decenni gli scienziati tentano il trapianto nei pazienti diabetici di cellule pancreatiche produttrici dell'ormone insulinico, ma senza ottenere grandi successi a causa delle numerose reazioni di rigetto o degli effetti collaterali dei farmaci immunosoppressori necessari per impedirle.

Un nuovo approccio. Questo nuovo approccio, che utilizza cellule beta, ma fuori dal corpo, eviterebbe, una volta sperimentato con successo sugli esseri umani, entrambi gli ostacoli. "Il nostro studio fornisce una possibile soluzione al problema del rigetto che da tempo affligge il settore dei trapianti di cellule pancreatiche - ha detto Zhen Gu, autore senior della ricerca e professore presso il dipartimento di ingegneria biomedica della North Carolina State - . Inoltre dimostra che siamo in grado di costruire un ponte tra i segnali fisiologici all'interno del corpo e queste cellule terapeutiche al di fuori del corpo per mantenere i livelli di glucosio sotto controllo".

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22 marzo 2016 2 22 /03 /marzo /2016 20:03
Un vero fenomeno naturale: Un concentrato di benefici per l'umanità a costo irrisorio!

Un vero fenomeno naturale: Un concentrato di benefici per l'umanità a costo irrisorio!

Quella dei lupini, nome scientifico Lupinus albus, è una pianta annuale che può raggiungere un’altezza di 1,5 metri appartenente alla famiglia delle Fabaceae.

Si seminano in autunno, da ottobre a novembre e giungono a maturazione generalmente a luglio.

I lupini crescono in modo spontaneo nelle zone incolte lungo le coste del mediterraneo ed hanno la particolarità di crescere e prosperare anche in terreni acidi.

Le prime coltivazioni di questo interessante legume si fanno risalire fino a 4.000 anni fa ed anche greci e romani lo conoscevano tanto che se ne trova menzione in alcune opere di Orazio e di Ippocrate.

Come è successo per il kamut anche i lupini sono stati riscoperti e rivalutati, questo grazie ai recenti studi che ne hanno confermato le buone proprietàsalutari ed i benefici per l’organismo.

Composizione Chimica

I lupini sono composti per il 10% circa da acqua, da carboidrati, il 36% da proteine, il 3,2% da ceneri ed il 9,5 % da grassi.

Questi i minerali presenti: calcio, fosforo, potassio, zinco, manganese, rame, sodio, selenio, magnesio e ferro.

Queste le vitamine: vitamina A, vitamine B1, B2, B3, B5, B6 e vitamina C.

Gli aminoacidi sono l’acido glutammico e l’acido aspartico, arginina, alanina, cistina, glicina, fenilalanina, leucina, lisina, isoleucina, metionina, prolina, treonina, tirosina, valina, triptofano, istidina e serina.

Proprietà e Benefici dei Lupini

  • Energetici: i lupini rappresentano soprattutto un alimento in grado di fornire un grande apporto energetico all’organismo, si pensi che le proteine presenti nei lupini corrispondono a 38 grammi ogni 100 di prodotto, quantità paragonabile a quella della carne e superiore a quella delle uova. Ecco quindi che questi legumi diventano un’ ottima alternativa alle proteine di origine animale.
  • Digeribili: oltre ad avere buone proprietà nutrizionali risultano avere un’ottima digeribilità ed un apporto praticamente pari a zero per quanto riguarda il colesterolo.
  • Ipertensione: recenti studi hanno confermato le loro proprietà benefiche nei confronti del cuore. Il consumo abituale di lupini previene l’ipertensione , grazie alle proprietà di una sostanza chiamata tocoferolo, sono stati registrati benefici nella prevenzione del diabete tipo 2 e del tumore al colon.
  • Abbassano il colesterolo: sono una buona fonte di fibra alimentare che impedisce l’assorbimento dei grassi a livello intestinale con una conseguente riduzione dei livelli di colesterolo nel sangue.
  • Stitichezza: sempre grazie al buon contenuto di fibra alimentare i lupini aumentano la motilità intestinale normalizzando il processo digestivo. Sono quindi utili per prevenire la stitichezza, la nausea ed il vomito.
  • Malattie cardiovascolari: l’arginina presente in questi legumi ha effettibenefici sulle pareti interne dei vasi sanguigni contribuendo in modo positivo alla funzione endoteliale. La disfunzione endoteliale infatti è una delle prima cause delle malattie cardiovascolari che possono portare a sviluppare aterosclerosi, ipertensione, infarto ed ictus.
  • Omega 3: tra i benefici apportati da questi legumi dobbiamo ricordare anche quelli apportati da un buon apporto di fibra e dalla presenza degli acidi grassi essenziali Omega 3 e Omega 6, indispensabili per la nostra salute e non sintetizzabili dal nostro organismo.
  • Sistema Immunitario: i lupini contengono una buona quantità di zinco, questo minerale aiuta il sistema immunitario e stimola il recupero in caso di infezioni.
  • Fanno bene ai muscoli: la buona percentuale di magnesio presente nei lupinipromuove la salute muscolare, cuore compreso. Il magnesio infatti regola l’attività delle cellule nervose che controllano i movimenti nei muscoli.
  • Salute delle ossa: grazie al buon contenuto di magnesio che garantisce l’assorbimento di calcio da parte delle ossa ne assicura anche il mantenimento della densità.

Altri Usi dei Lupini

Il lupino ricopre un ruolo interessante anche nell’alimentazione dei celiaci in quanto questo legume non contiene glutine e può quindi essere utilizzato da chi ha problemi di intolleranza.

Attualmente la farina prodotta con i lupini viene già utilizzata per produrre pane, biscotti e pasta, mentre, in tempi antichi il lupino veniva impiegato dalla medicina per curare la scabbia e l’eczema.

Probabilmente in un futuro molto prossimo i lupini si potranno utilizzare per la preparazione di prodotti sostitutivi di latte, yogurt e gelati, un po’ come avviene già oggi per la soia ed il riso i cui derivati vengono utilizzati dagli individui allergici al latte ed ai suoi derivati.

Lupini e Calorie

100 grammi di lupini hanno una resa calorica pari a 371 calorie.

Controindicazioni

I lupini potrebbero scatenare reazioni allergiche negli individui allergici alle arachidi. In questo caso si sconsiglia di consumarli.

Curiosità Lupini

Uno studio condotto all’istituto scientifico universitario San Raffaele di Milano ha scoperto le proprietà di una proteina vegetale, la conglutina gamma, che è presente in buona quantità nei lupini e che pare avere gli stessi effetti dell’insulina.

Non tutti sanno che gli antichi romani li utilizzavano al posto della carne, soprattutto nei lunghi spostamenti fatti a piedi dagli eserciti del tempo.

La varietà più antica di lupini è quella bianca a cui fecero poi seguito quella blu e quella gialla negli anni ’30.

Ecco alcune varietà di lupino: lupino selvatico, lupino delle sabbie, lupino spagnolo, lupino giallo, lupino irsuto e lupino di Gredos.

Vista l’alta percentuale di proteine si consiglia di consumarli in momenti di particolare spossatezza e debolezza muscolare tenendo conto che, a differenza della carne, non aumentano i livelli di colesterolo.

In passato venivano coltivati in quanto, oltre ad essere impiegati per l’alimentazione umana, contribuivano a rendere migliore il suolo in cui venivano piantati.

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  • : Sono poeta,scrittore e saggista,esperto in tappetologia,quindi questo spazio sarà dedicato a queste mie passioni,chi ama la paesia o i tappeti orientali troverà tanti consigli utili e la consulenza gratuita per i vostri tappeti perchè sono convinto che chi è in possesso di conoscenze tecnico-scientifiche le deve mettere a disposizione di tutti,altrimenti è come se non fossi mai vissuto una volta morto. Sono reperibile su flyngcarpet@hotmail.it
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