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12 settembre 2011 1 12 /09 /settembre /2011 15:35

Il museo Archeologico Nazionale della Sibaritide è collocato tra il parco archeologico dell'antica Sybaris, l'attuale Sibari, e la cittadina di Cassano Ionio (CS). È stato istituito negli anni '90 dall'architetto Wallach. Le aree di scavo sono aperte al pubblico praticamente tutti giorni dalle 8,30 alle 12,30 e dalle 14 alle 18.

Il museo archeologico nazionale della Sibaritide contiene i principali reperti d'epoca arcaica proveniente dai luoghi di culto del comprensorio, cioè terrecotte, rilievi, materiali metallici, monili, ecc. provenienti dagli scavi di Sibari e Francavilla Marittima.

Il sito di Francavilla è estremamente interessante perché è il più importante insediamento indigeno degli Enotri precoloniali, dalla ricca necropoli e dalla vita fiorente.

Durante gli scavi è stato rinvenuto un gran numero di oggetti di uso giornaliero, ornamenti indossati dai defunti e una coppa bronzea fenicia di mirabile bellezza risalente al 'VII° secolo a.C. testimone dei contatti commerciali di quelle genti.

Ma intorno al 730 a.C. la vita del villaggio ebbe una brusca interruzione con l'arrivo del Greci che fondarono Sibari, ma sottoposero a schiavitù la popolazione autoctona. Il Museo contiene moltissimi altri reperti collegati agli avvenimenti rinvenuti negli scavi.

Nella località Timpone della Motta sono ancora visibili i resti del tempio di Atena costruito dai Greci e della loro presenza nella zona. Nel museo potrai vedere conservati un ex voto del VII° secolo a.C. raffigurante una figura femminile con una veste riccamente ricamata con scene mitologiche, numerosi vasi Corinzi, bronzetti di guerrieri e fanciulle, una lamina bronzea del VI° secolo recante una dedica alla dea Atena come ex voto da parte di Kleombrotos, figlio di Dexilawos, eroe vincitore di Olimpia come indicato nel testo.

A partire dal 1969 sono stati aperti nuovi cantieri archeologici che, pur essendo cospicui, sono la minima parte della vasta area archeologica e i lavori sempre in corso, compatibilmente con i fondi a disposizione della Soprintendenza ai beni archeologici della Calabria, ma sicuramente ci riserveranno ancora molte sorprese dai siti definiti come il parco del cavallo, la casa bianca, il parco Tori e Stombi, ecc. che già hanno dato prova dei ritrovamenti citati.

Il parco del Cavallo fu il primo a essere esplorato nel 1932 con il rinvenimento del teatro romano del 50 d.C. due grandi terme e diversi resti di abitazioni.

Da quello dei Tori, quello che ricalca la storia dell'antica Sybaris, si evince che la popolazione autoctona era dedita alla lavorazione della ceramica.

Paestum

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Published by giuseppe esposito lalchimista - in Musei e Gallerie
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