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3 luglio 2011 7 03 /07 /luglio /2011 17:01

Solitamente tutti gli artisti in genere sono un poco strampalati, per questo motivo hanno qualcosa di speciale che li distingue dagli altri comuni mortali e mai come nel caso di Van Gogh l'aforisma "genio e sregolatezza" fu così appropriato. Questa non è una sua biografia, ne esistono di molto autorevoli, ma una disamina della sua travagliata esistenza.

Nacque a Groot Zundert, un villaggio nei pressi dell'Aia in Olanda, figlio di un pastore protestante, fu avviato all'arte da uno zio a 17 anni che lo impiegò presso una casa d'arte francese, il suo percorso artistico si formò con l'influenza di molti pittori che frequentò nel corso della sua vita, prima a Londra e poi a Parigi.

Ma ben presto le sue turbe psichiche cominciarono a manifestarsi con la vita sregolata che conduceva a Parigi. Cominciò a frequentare prostitute andando a convivere con una di esse. Contemporaneamente cominciò a conoscere grandi artisti come Monet, Degas, Renoir, Pissarro, Gauguin ecc. Ma la vita di città non gli era troppo congeniale e si trasferì ad Arles in Provenza, per meglio perfezionare la sua pittura espressionista.

A seguito della rottura dell'amicizia con il suo amico Gauguin, che ammirava moltissimo, in una scatto d'ira dovuta alla tensione creatasi, si tagliò l'orecchio destro con il rasoio. Per timore di nuovi episodi simili, si fece ricoverare nel manicomio di Saint-Remy vicino ad Arles.

Conscio della malattia inguaribile, cadde in una depressione tanto che tentò di ingerire i colori che stava usando. L'amico Pissarro gli suggerì un consulto con il dottor Paul Gachet, amico di molti artisti. Ma l'instabilità del suo carattere causò la rottura dell'amicizia col dottor Gachet, ma mentre era nei campi a dipingere a contatto con la natura, da sempre sua ispiratrice, si sparò un colpo di pistola e ferito, si asserragliò in camera sua senza uscire per giorni.

Li venne raggiunto dal fratello Theo e dal dottor Gachet che cercarono di aiutarlo a riprendersi, ma l'artista ormai aveva perso la volontà di vivere e morì

il 29 luglio 1890.

I suoi amici pittori si adoperarono per riabilitare la sua arte e tramite il critico d'arte Mirbeau, organizzarono una retrospettiva e dieci delle sue tele furono esposte in quell'anno alla mostra degli Indèpendans.

La sua pittura sanguigna ed emotiva ha significato una svolta nella storia dell'arte per la sua unicità, tanto che pur essendo sconosciuto in vita, poi è diventato famosissimo.

Autorretrato de Van Gogh | Source Foto Museo Orsay , Paris | Date 2005La stanza di Van Gogh ad Arles

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Published by giuseppe esposito lalchimista - in Pittura e Scultura
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  • : Sono poeta,scrittore e saggista,esperto in tappetologia,quindi questo spazio sarà dedicato a queste mie passioni,chi ama la paesia o i tappeti orientali troverà tanti consigli utili e la consulenza gratuita per i vostri tappeti perchè sono convinto che chi è in possesso di conoscenze tecnico-scientifiche le deve mettere a disposizione di tutti,altrimenti è come se non fossi mai vissuto una volta morto. Sono reperibile su flyngcarpet@hotmail.it
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