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20 giugno 2011 1 20 /06 /giugno /2011 14:31

I Tappeti Qashqai sono tra i pochi a disegno geometrico persiani, ma di fiera bellezza, come il suo popolo di carattere ombroso e bellicoso di discendenza turca, che occupa attualmente una zona del farsistan persiano, ove emigrarono dall'Azerbagian turco nel corso del XVII° secolo. Ottimi allevatori di cavalli berberi.

L'etnia Qashqai, emigrata nel sud persiano, sembrò favorita dall'allora scià di Persia Ismail della dinastia safavide, il quale conscio del loro valore, li assoldò come mercenari per contenere l'avanzata di invasori portoghesi che incominciarono ad insediarsi nel golfo persico, attirati dalla opulenza dei regnanti e dalle miniere d'oro e pietre preziose che avevano.

I Qhasqai, fieri combattenti, riuscirono ad arginare questo pericolo e per riconoscimento del loro potere, ma anche per renderli più mansueti, lo scià assegnò loro un territorio che divenne una confederazione autonoma, quella del Kamsè.

Le donne Qashgai tessono tappeti di rara bellezza le cui decorazioni mirabili hanno diverse influenze: essendo una popolazione tradizionalmente nomade assimilavano molto facilmente le "contaminazioni" e le espressioni decorative dei tappeti dei vicini per trasferirli e rimodularli nella loro produzione.

Infatti i tappeti Qashqai hanno delle immagini variegate con una moltitudine di stili. Nei loro tappeti si notano disegni e figure strane, sorretti da buona lavorazione e ottimi materiali serici e lucenti, sempre colorati vegetalmente.

I disegni vanno dalle tradizioni tribali, con vari riferimenti alla vita locale e alla loro cultura, ai disegni di estrazione francese. Spesso disegnano nelle testate figure di cavalli o teste di cavallo tra le due colonne, riferite all'antica Persepolis.

Le bordure sono costruite con filati variamente colorati e con ciuffetti decorativi di lana sporgenti, forse elemento identificativo. Le etnie nomadi persiane, a volte, usano dei segni di identificazione sui loro manufatti. Sono esemplari di ottima durata e di grande fascino per queste caratteristiche che li distinguono.

La produzione più fine è chiamata "Kashkulì", vera è proprio eccellenza di lavorazione. La tramatura è finissima con un serie di disegni arcaici minutissimi, un impianto centrale a losanga contornato da forme geometriche distribuite su tutto il campo, ove spiccano figure di vari animali. Ognuno di essi è uno spettacolo per l'occhio umano.

Eseguono anche gabbèh, sacche da sella, kilim, ecc. con un caleidoscopio di colori veramente sorprendenti. Sono tappeti primitivi, ingenui, ma di grande allegria, con accostamenti di "noins" piacevolissime.

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Published by giuseppe esposito lalchimista - in Accessori e Ricambi
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  • : Sono poeta,scrittore e saggista,esperto in tappetologia,quindi questo spazio sarà dedicato a queste mie passioni,chi ama la paesia o i tappeti orientali troverà tanti consigli utili e la consulenza gratuita per i vostri tappeti perchè sono convinto che chi è in possesso di conoscenze tecnico-scientifiche le deve mettere a disposizione di tutti,altrimenti è come se non fossi mai vissuto una volta morto. Sono reperibile su flyngcarpet@hotmail.it
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