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5 dicembre 2014 5 05 /12 /dicembre /2014 11:49

Ci sono gli occhiali a realtà aumentata e quelli che favoriscono la visione in 3D. Poi ci sono quelli che permettono di «guardarsi dentro». Le nanotecnologie servono anche a questo. Il progetto arriva dal Giappone ed è stato presentato alla settima edizione di NanotechItaly, la conferenza sulle nanotecnologie e le biotecnologie industriali che si è svolta a Venezia. L'idea di «Jins», il primo produttore di occhiali giapponese che vanta un fatturato di 340 milioni di dollari sfrutta sensori per la registrazione della velocità angolare e un accelerometro per quella del movimento. In pratica, tre elettrodi fissati sulla montatura degli occhiali (su ponte e naselli e resi invisibili da un design accattivante) permettono di rilevare i movimenti oculari in otto direzioni. L'applicazione è essenzialmente medica ma potrà essere utilizzata per il benessere. Sul fronte medico sono già state sperimentate alcune applicazioni. Come la possibilità di utilizzarli per individuare segnali precoci di malattie neuro degenerative quali l'Alzheimer.

shadow carousel

Meme, l'occhiale con sensori e accelerometro

I progetti di ricerca che coinvolgono «Meme», questo il nome degli occhiali, sono appena partiti e si potranno applicare anche ad altri ambiti. Una novità assoluta sul mercato? Con questa applicazione sì. Esistono infatti già molti occhiali in grado di migliorare o potenziare la visione «esterna» e dispositivi che vengono usati a livello medico per il controllo del movimento, così come sono in grado di fare i dispositivi «Meme». Ma questa combinazione a due non era mai stata studiata. Posizionati sul viso gli occhiali sono molto vicini alla colonna vertebrale e permettono di rilevare informazioni difficili da raccogliere diversamente con un dispositivo a distanza. Nonostante il grande interesse medico, c'è da scommetterci, le applicazioni più diffuse, saranno altre. Sviluppato congiuntamente dalla catena di negozi di ottica Jin e dal neuroscienziato Ryuta Kawashima della Tohoku University, il device potrà dirci ad esempio quando siamo troppo stanchi per guidare. Infatti, sfrutta piccoli sensori sulla montatura che rilevano le variazioni ogni volta che l'occhio si muove. I dati raccolti dai movimenti oculari verranno trasmessi a uno smartphone su cui comparirà il «tasso di sonnolenza» indicato in tre livelli, fino a lampeggiare sul display. A quel punto meglio fermarsi a dormire.

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Published by lalchimista - in invenzioni e scoperte
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  • : Sono poeta,scrittore e saggista,esperto in tappetologia,quindi questo spazio sarà dedicato a queste mie passioni,chi ama la paesia o i tappeti orientali troverà tanti consigli utili e la consulenza gratuita per i vostri tappeti perchè sono convinto che chi è in possesso di conoscenze tecnico-scientifiche le deve mettere a disposizione di tutti,altrimenti è come se non fossi mai vissuto una volta morto. Sono reperibile su flyngcarpet@hotmail.it
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