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7 giugno 2013 5 07 /06 /giugno /2013 17:48

 

 

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Ricostruire una parte delpancreas, asportato a causa di malattia, nel midollo osseo, sostituendo così le funzioni dell'originario organo andate perse. E' quanto ha realizzato un team di ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milanoper la prima volta al mondo testando la metodica, presentatasu Diabetes, su quattro pazienti.

L'approccio usato dagli scienziati è stato quello di usare una variazione della metodologia deltrapianto di isole  pancreatiche - attualmente eseguito nei pazienti con diabete mellito di tipo 1 - su pazienti con diabete di tipo 3c, ovvero persone che sviluppano la malattia in seguito ad asportazione chirurgica del pancreas per perdita di funzione. Questi pazienti sono piuttosto difficili da tenere sotto controllo con la sola terapia insulinica, perché la perdita di funzione riguarda non solo lecellule beta ma anche altre cellule endocrine che producono ormoni importanti per la regolazione del metabolismo degli zuccheri.

Partendo da questo i ricercatori hanno recuperato alcune cellule endocrine dalpancreas asportato chirugicamente e le hanno quindi reimpiantate nel midollo osseo a livello del bacino, di fatto trasferendo la funzione pancreatica. Il team ha quindi osservato che il tessuto endrocino trapiantato attecchisce e funziona all'interno del midollo, recuperando le funzioni perse.

"L’approccio utilizzato in questi pazienti è innovativo e dimostra per la prima volta che è possibile per un tessuto non ematopoietico, e nella fattispecie endocrino, sopravvivere e funzionare in un ambiente molto particolare come quello del midollo osseo, dove normalmente vivono le cellule staminali del nostro corpo dedicate principalmente alla creazione del sangue. E’ un risultato straordinario e potrebbe aprire in generale scenari inaspettati nel campo della medicina rigenerativa”, spiega Lorenzo Piemonti parte del team che ha lavorato sui trapianti aggiungendo: “La nostra speranza è che il microambiente del midollo osseo possa essere utilizzato anche nei pazienti con diabete di tipo 1 sottoposti a trapianto allogenico da donatore d’organo. Grazie a questa prima esperienza, abbiamo potuto iniziare uno studio clinico anche in questi pazienti e, presumibilmente, avremo i primi risultati a partire dal prossimo anno. In questo caso la situazione è più complessa poiché si deve tenere conto della reazione del sistema immunitario”.

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Published by lalchimista - in Salute e cura del corpo
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  • : Sono poeta,scrittore e saggista,esperto in tappetologia,quindi questo spazio sarà dedicato a queste mie passioni,chi ama la paesia o i tappeti orientali troverà tanti consigli utili e la consulenza gratuita per i vostri tappeti perchè sono convinto che chi è in possesso di conoscenze tecnico-scientifiche le deve mettere a disposizione di tutti,altrimenti è come se non fossi mai vissuto una volta morto. Sono reperibile su flyngcarpet@hotmail.it
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