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30 giugno 2011 4 30 /06 /giugno /2011 14:36

Lorenzo Lotto è stato un pittore eccezionale per la sua epoca, ma la sua arte è stata "oscurata" da un altro grande artista suo contemporaneo cioè Tiziano Vecellio. Il suo carattere introverso e scorbutico lo portò ad abbandonare la sua città natale, cioè Venezia, e a viaggiare in cerca di committenti che sapessero apprezzare la sua arte. Tutte le notizie inerenti la sua vita provengono da una specie di diario che egli teneva cioè il "Libro delle spese", ove annotava tutto.

Il Lotto fu un pittore molto controverso, valido esponente del rinascimento veneziano, ma la sua indole anticonformista lo portò ad isolarsi, così venne emarginato dalla società lagunare che gli preferiva Tiziano. Dopo cocenti umiliazioni e grandi delusioni, soltanto nel tardo ottocento egli venne rivalutato dal grande critico d'arte Berenson che di lui scrisse: "Per capire bene il cinquecento è necessario conoscere Lotto come Tiziano".

La sua mirabile arte pittorica e ritrattistica viene esaltata da opere formidabili eseguite per nobili committenti come il vescovo di Treviso, Bernardo de' Rossi, di cui eseguì il ritratto, conservato oggi nel museo napoletano di Capodimonte. Maggior impegno dedicò alla pala "Sacra conversazione" per la chiesa di Santa Cristina al Tiverone presso Treviso. Dipinse altre opere come " l'Assunta " nel duomo di Asolo e "Ritratto di giovane con lucerna".

A Recanati nel 1508, presso i domenicani, eseguì un grande polittico per la locale chiesa di S. Domenico. Ormai artista affermato si trasferì a Roma, chiamato da Papa Giulio per partecipare agli affreschi nei palazzi vaticani, unitamente ad altri grandi artisti. Questi affreschi furono poi cancellati per far posto alla stanze di Raffaello.

Una testimonianza del suo periodo romano è il "S.Girolamo penitente", conservato a Castel Sant'Angelo. A Roma il suo talento si arricchì ulteriormente con la vicinanza di Raffaello Sanzio che insieme a Michelangelo erano i principali artefici del classicismo romano, che però non "sentiva" suo, sempre a causa del suo carattere schivo.

Infatti nel 1510 abbandonò Roma, schiacciato da quei giganti e non vi tornò più sprecando cosi una consacrazione definitiva. Tornò nelle marche dove esegui per la Confraternita del buon Gesù altre opere religiose, custodite nelle chiese di Jesi, Recanati e nella pinacoteca locale.

Nel 1513 si recò a Bergamo dai Domenicani ove esegui una pala per l'altare della loro chiesa.

Il Lotto è stato veramente un grande artista incompreso, anche per il suo carattere introverso.

see filename | Source scan from: Carlo Pirovano, Lotto, Electa, MilanoLOTTO, Lorenzo Madonna and Child with Saints. Oil on canvas, 65 x 82 c

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Published by giuseppe esposito lalchimista - in Pittura e Scultura
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