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5 settembre 2013 4 05 /09 /settembre /2013 11:08
Un esemplare dei cavalli del Bisbino (Cusa)
Un esemplare dei cavalli del Bisbino (Cusa)

 

 Lanzo d'Intelvi, 1 settembre 2013 - Visti i protagonisti il lungometraggio non poteva che chiamarsi così: «Nitriti di libertà», ovvero il debutto sul grande schermo dei cavalli del Bisbino, la cui storia è diventata un film girato negli ultimi dodici mesi da Gianni Volontario. Il regista ticinese ha filmato i cavalli durante l’inverno, nei lunghi mesi di permanenza a Pian delle Noci, nella grande area verde messa a disposizione dalla Comunità montana Lario Intelvese, per poi seguirli durante il periodo della transumanza, nella tarda primavera, fino all’arrivo a Orimento e all’Alpe Misurina, dove gli avelignesi trascorrono l’estate spostandosi sulle pendici del Monte Generoso.


Un racconto per immagini dove protagonista è il branco di cavalli, comparso per la prima volta nell’inverno del 2008 quando, diviso in due gruppi guidati dalle femmine anziane del branco, La Biona e la Mula, scese dalle pendici del Bisbino fino a raggiungere i villaggi di Sagno, in Svizzera, e di Rovenna in Italia. A spingerli ad avvicinarsi così tanto all’uomo era stata una nevicata straordinaria, che aveva depositato oltre un metro di neve sui pascoli in quota, togliendo loro ogni possibilità di sopravvivenza. Fu allora che qualche contadino si ricordò della leggenda dei cavalli della montagna, quel branco selvaggio che qualche escursionista aveva segnalato anni prima raggiungendo la vetta del Bisbino, che si diceva appartenesse a un contadino che si era messo in testa di allevare così i suoi avelignesi.

Fu solo quando quei misteriosi cavalli, affamati, iniziarono a devastare orti e coltivazioni, seminando il panico nei paesi della montagna, che qualcuno iniziò ad appassionarsi davvero alla loro storia. Bastarono poche ricerche per risalire al proprietario dei cavalli, Roberto Della Torre, che possedeva un ampio podere all’alpe di Boecc, sulla cima del Bisbino. Alla sua morte nessuno si occupò più dei cavalli che, tornati allo stato brado, riuscirono chissà come a sopravvivere alla dura vita in quota.

«Una storia bellissima che meritava di essere racchiusa in un film documentario come il nostro – spiega l’autore, Gianni Volontario – i protagonisti sono i cavalli del Bisbino, noi ci siamo limitati a filmarli e a raccontare, per chi ancora non la conoscesse, la loro vicenda. Oggi, grazie ai volontari che vigilano su di loro, pur rispettando la loro riconquistata libertà, sono amati da tutti. In passato non sempre è andata così».

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Published by lalchimista - in Animali domestici
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