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3 agosto 2011 3 03 /08 /agosto /2011 17:32

 

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Chiunque abbia frequentato le scuole medie e superiori, avrà studiato miti e leggende greco-romane e anche la mitica sibilla cumana che emetteva vaticini e oracoli in stato di "trance". Il suo personaggio è sempre stato avvolto nel mistero assoluto. Questa è una piccola guida per cercare di capire chi era veramente la Pizia.

Nell'antichità classica le Sibille erano delle vergini come le vestali romane, ma avevano il compito di analizzare gli eventi e formulare oracoli. Lo storico Varrone ne elenca ben dieci di Sibille ma la più famosa era sicuramente la Cumana, detta anche Amaltea.

Lo scrittore greco Licofrone parla di una sola sibilla quella cumana certamente la più intrigante e misteriosa della letteratura antica, legata al culto del dio Apollo. Essa fu relegata dallo stesso Dio, in una grotta chiamata "antro della sibilla" nei pressi del lago d'Averno a Neapolis, dove da esso ispirata trascriveva dei vaticini su foglie di palma. Anche Virgilio, nel sesto libro dell'Eneide la nomina veggente e sacerdotessa di Apollo, poi guida di Enea oltre la morte, dalla fosca descrizione dei luoghi ove vive che evocano mistero e paura. Anzi egli la definisce "horrenda".

Probabilmente il luogo dove essa viveva era l'attuale solfatara dei campi flegrei di Napoli, quindi ricco di effluvi sulfurei, che producevano probabilmente le "trance" di cui andava soggetta. Erano proprio all'ingresso della grotta, visitabile ancora oggi e considerato sito di grande interesse archeologico.

La mitologia vuole che essa venga definita "virgo" prima di essere invasata dal dio Apollo, il quale le dona l'immortalità ma non la giovinezza eterna, quindi essa continuerà ad invecchiare diventando sempre più piccola fino a sparire del tutto, ma la sua voce nel tempo continuerà a dettare oracoli per l'umanità.

Sembra che alcuni visitatori del suo antro, addentratisi nelle sue profondità, giurino di aver sentito provenire da un anfratto una voce cavernosa che profferiva parole incomprensibili in latino antico. Questi, impressionati da tale fenomeno, siano usciti precipitosamente dalla spelonca.

Logicamente queste voci contribuiscono ad accrescere enormemente la sua leggenda, vere o false che siano, ma il suo carisma è presente ancora oggi, anzi attira molti visitatori in più che sperano di sentire anch'essi la voce della Sibilla.

Virgilio narra che i suoi responsi si diffondevano nell'aria, emessi nello stato comatoso della Sibilla in maniera violenta, rispetto alla scrittura su foglie, e del suo oracolare rimane permeata la grotta per l'eternità, mentre quella scritta sparirà per sempre.

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Published by giuseppe esposito lalchimista - in Storia e Filosofia
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