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5 settembre 2011 1 05 /09 /settembre /2011 08:29

Publio Cornelio Scipione, è forse il più famoso è amato dei generali romani, forse ancor più di Cesare. Le sue eroiche gesta hanno travalicato la figura storica e lo hanno legato alla leggenda, per le sue imprese e per le sue doti morali e umane. Ma soprattutto per la famosa frase "Patria ingrata, non avrai le mie ossa".

Egli nasce a Roma nel 235 a.C. dalla gens Cornelia una delle nobili famiglie romane. Dimostrò subito delle doti di comando eccezionali se a soli 17 anni salvò il padre ufficiale romano, preda dei nemici, nella prima battaglia contro i Cartaginesi e per questo fu insignito di un premio per il suo coraggio.

Lo storico Tito Livio lo racconta come uno dei più giovani tribuni militari al quale venne affidata il comando di una legione in Spagna. Egli aveva preso parte alla disfatta di Canne, dalla quale fuggi nottetempo, invece di arrendersi alla soverchiante forza nemica, con un manipolo di commilitoni. Viene eletto alla carica di Edile curule molto prestigiosa nell'esercito romano, equivalente a capo di stato maggiore di oggi.

Nel 210 a.C. era in Spagna a contrastare i rifornimenti nemici, capì che solo così poteva fiaccare la potenza nemica, facendogli mancare viveri e armi e aiutare Roma a ridiventare di nuovo padrona del Mediterraneo.

Assediò la città di Cartagena, roccaforte dei Cartaginesi con le sue legioni da terra e con una flotta di triremi dal mare. Mentre le navi bombardavano dal mare, egli scalò le mura in un punto meno guarnito di nemici e la conquistò. Inoltre si dimostrò magnanimo con i prigionieri e questi passarono dalla sua parte.

Le sue gesta dimostrarono a Roma di avere un condottiero di grande valore, rifiutò persino di diventare re degli iberici che lo acclamarono a gran voce.

La sua geniale strategia e la sua astuzia nello gestire situazioni scabrose lo portarono a superare persino la furia di 32 elefanti e migliaia di cavalieri che Asdrubale gli lanciò contro nella battaglia di Siviglia del 208 a.C. Rovesciò le sorti della battaglia pur avendo forze inferiori.

Ma la la sua memorabile impresa fu quella di sconfiggere Cartagine, nemica giurata di Roma. Sbarcato sulle coste dell'attuale Tunisia, adottò la solita strategia di indebolire il nemico tagliandogli i vettovagliamenti, e nella famosa battaglia di Zama la sua eccezionale strategia gli permise di sconfiggerla e dire a Roma "Carthago delenda est".

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Published by giuseppe esposito lalchimista - in Storia e Filosofia
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