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30 agosto 2011 2 30 /08 /agosto /2011 08:55

Aiace come Achille, era una figura primaria della mitologia greco-romana anche se Omero non lo ha particolarmente menzionato come gli atri eroi della guerra di Troia. Egli era figlio di Telamone re di Salamina, e Omero lo chiamò il Telamonio.

Era un eroe possente e di grande vigore fisico, solo il suo scudo pesava 90 chili, il più alto tra gli Achei, grande guerriero secondo solo a Achille, un autentico ariete dell'esercito greco. In tutte le sue battaglie era sempre uscito vittorioso, impersonava tutte le virtù di un guerriero leale.

L'unico eroe greco che mise in difficoltà il prode troiano Ettore in un combattimento corpo a corpo, poi giudicato da Zeus alla pari. In molte battaglie tiene testa valorosamente all'esercito troiano, reagendo da solo, quando scopri che stavano appiccando il fuoco alle navi greche, e sgominò molti nemici.

Achille non partecipò agli scontri per il contrasto avuto con Agamennone, Aiace viene inviato nella tenda di Achille a far da paciere, ma egli rifiuta. La conseguenza, dice l'Iliade, che durante l'assalto alle navi greche alla fonda, viene ucciso da Ettore, Patroclo cugino di Achille, che aveva cercato di sostituirlo nell'incitare le truppe.

Per vendicarlo e riprendersi il suo corpo Achille ritorna in battaglia, ingaggia un furioso duello con Ettore e riesce a ucciderlo. Paride fratello di Ettore scagliò un dardo sul solo punto vulnerabile di Achille, cioè il calcagno, uccidendolo.

Aiace e Ulisse si batterono valorosamente per riprendersi il corpo di Achille che i troiani volevano dare in pasto ai cani. Il Telamonio roteando la sua immensa ascia fece strage dei nemici e recuperarono le spoglie di Achille e nella battaglia ferì gravemente anche Paride ed Enea.

Dopo la cerimonia funebre di Achille, entrambi reclamano le armi dell'amico morto per tenerle come riconoscimento del proprio valore. Ma come al solito la spunta lo scaltro Ulisse.

Aiace infuriatosi, e a causa di un anatema lanciatogli dalla dea Atena, si lancia contro un gregge di pecore sterminandole.

Convinto di aver perduto l'onore, preferisce suicidarsi anziché continuare a vivere nella vergogna, con la spada di Ettore che continuava ad avere come dono dopo il duello.

La leggenda dice che dal terreno intriso del suo sangue, spuntò un fiore rosso che recava sulle sue foglie le lettere "ai" che erano le iniziali del suo nome. Le sue ceneri vennero deposte sul promontorio Reteo, all'ingresso dell'Ellesponto.

Solo Omero è vago sulla sua morte riferendo che avvenne per la disputa delle armi di Achille.

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Published by giuseppe esposito lalchimista - in Storia e Filosofia
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