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22 febbraio 2013 5 22 /02 /febbraio /2013 13:03

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Puoi fuggire lontano dalla città e dallo smog, dedicarti a una vita salutista in campagna, smettere di fumare, mangiare solo prodotti dell’agricoltura biologica, ma c’è una discarica di rifiuti tossici da cui non riuscirai ad allontanarti mai: è il tuo corpo.

 

Michael Lerner, leader ambientalista californiano, ha fatto questa triste scoperta la settimana scorsa, a 59 anni.

Nel suo organismo hanno rilevato 101 sostanze chimiche altamente velenose tra cui diossine, arsenico, piombo e mercurio. Le ha accumulate mangiando, respirando, lavandosi, vestendosi come tutti noi, e non può più eliminarle. Lerner non lavora in una fabbrica chimica, non vive in una zona industriale inquinata ma nella verde e ventilata Baia di San Francisco.

 

È uno dei nove militanti ecologisti che si sono sottoposti a un nuovo esperimento: il test clinico più accurato del mondo per scovare tutte le sostanze chimiche di origine industriale che finiscono per depositarsi nel corpo umano. È un esame costoso (più di 5.000 dollari a testa) che nessuna mutua rimborsa. Perciò lo ha sponsorizzato un’agenzia federale, il Center for Disease Control and Prevention, e le nove cavie umane sono state analizzate in una delle migliori cliniche universitarie americane, la Mount Sinai School of Medicine di New York.

 

Dopo decenni passati a studiare la contaminazione dell’atmosfera, dei mari e della terra, gli scienziati dell’ambiente stanno rivolgendo la loro attenzione a una zona di inquinamento fin qui troppo trascurata: noi stessi.

Nuove tecniche di analisi in laboratorio permettono di reperire con precisione tutte le sostanze tossiche e non riciclabili che si depositano dentro di noi, nel nostro sangue, nelle nostre cellule, nel sistema nervoso.

 

Secondo la definizione della U.S. Environmental Protection Agency questo è il nostro “body burden”, letteralmente la zavorra corporea che trasportiamo senza saperlo. Il sito Internet www.ewg.org vi propone un questionario molto semplice, con cui potete misurare le conseguenze delle più banali abitudini quotidiane sul vostro “body burden”: ogni volta che usate shampoo e balsamo, deodoranti spray, lucido da scarpe, ogni volta che mangiate del tonno, mettete il detersivo nella lavatrice o camminate su una moquette sintetica, il vostro “body burden” si appesantisce di micidiali veleni chimici.

 

Nei nove militanti ambientalisti che si sono sottoposti a questi lunghi accertamenti, i risultati sono stati inequivocabili. In media ciascuno di loro “contiene” una novantina di sostanze chimiche di origine industriale, di cui 76 sicuramente cancerogene, e altre in grado di provocare disturbi nervosi, malattie ormonali e cardiovascolari, sterilità o cadute delle difese immunitarie. Gli hanno trovato in corpo perfino prodotti tossici che in America sono vietati per legge dal 1976: probabilmente li hanno assorbiti da bambini, e non potranno mai disfarsene.

 

“Ho smesso di mangiare tonno, pesce spada e merluzzo dice Lerner da quando ho visto nelle rilevazioni scientifiche le quantità di mercurio che contengono questi pesci, vittime dell’inquinamento degli oceani. Ma ormai il mercurio che ho in corpo è già sufficiente per avvelenarmi, probabilmente mi ha già causato danni cerebrali”. Una sua compagna in questo esperimento, Charlotte Brody, è una ambientalista che da vent’anni segue una dieta vegetariana a base di prodotti agro-biologici, eppure i medici del Mount Sinai Hospital hanno catalogato nel suo sangue e nelle sue urine 85 veleni chimici di origine industriale. “È la prova che purtroppo neanche lo stile di vita più sano ti può proteggere”, commenta lei.

 

Alcune sostanze chimiche tossiche finiscono nell’organismo soprattutto durante l’infanzia perché sono usate nella fabbricazione dei giocattoli di plastica. E con l’adolescenza sale l’esposizione alla contaminazione dai prodotti per l’igiene intima e la cosmesi. Perfino le nostre case ci avvelenano lentamente: la vernice dei muri può contenere piombo, le vecchie costruzioni (anni ’50 e ’60) usavano l’amianto come isolante.

 

Nulla si perde, il nostro corpo è condannato a immagazzinare quasi tutto. “I nostri nonni dicevano you are what you eat: siamo ciò che mangiamo commenta la scrittrice di scienze Francesca Lyman ; ora quel proverbio diventa una realtà misurabile in laboratorio: purtroppo siamo tutto ciò che abbiamo mangiato, bevuto, respirato, odorato e toccato durante la nostra vita, anche senza volerlo o senza saperlo”.

 

Ma per Jeannie Rizzo, direttrice del Breast Cancer Fund, la fondazione per la ricerca contro il tumore al seno, queste scoperte non devono indurre alla rassegnazione: “La reazione giusta è avere regole più severe, più controlli sull’industria chimica, sull’agricoltura e sui prodotti alimentari, per fare rispettare i divi

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Published by lalchimista - in Salute e cura del corpo
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  • : Sono poeta,scrittore e saggista,esperto in tappetologia,quindi questo spazio sarà dedicato a queste mie passioni,chi ama la paesia o i tappeti orientali troverà tanti consigli utili e la consulenza gratuita per i vostri tappeti perchè sono convinto che chi è in possesso di conoscenze tecnico-scientifiche le deve mettere a disposizione di tutti,altrimenti è come se non fossi mai vissuto una volta morto. Sono reperibile su flyngcarpet@hotmail.it
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