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21 agosto 2012 2 21 /08 /agosto /2012 11:42

 

97292837_fcd1016c1a.jpgIl mondo ha davanti a sé una grande sfida: la fame. Ma il progressivo aumento della popolazione rischia di farci perdere questa sfida, senza neppure combatterla. 

Sappiamo che il numero degli abitanti della Terra il prossimo anno arriverà a 7 miliardi,  saremo 8 miliardi nel 2025 e oltre 9 miliardi nel 2050. Attualmente, dopo ogni secondo che passa ci sono 2,5 piccoli in più da alimentare.

Se consumiamo più di quanto produciamo - come è avvenuto nell'ultimo decennio intaccando le riserve 
alimentari - se non si rallenta l'incremento demografico, che cosa accadrà nei prossimi anni? 

Quando nel 1798 Thomas Robert Malthus, scrisse nel suo "Saggio sul principio di popolazione"  che «il potere della popolazione è infinitamente più grande della capacità della terra di produrre  mezzi di sussistenza per l'uomo» forse aveva torto: oggi, a distanza di oltre due secoli, possiamo dire che le sue previsioni si stanno avverando.

Come abbiamo scritto più volte su National Geoographic, per ben 7 anni su nove, il consumo globale 
ha superato la produzione di cereali. Non a caso nel 2008 i prezzi sono saliti alle stelle, anche a causa della

crescita del costo dei carburanti e dei pericoli determinati dalla siccità.

Per soddisfare l'aumento della domanda, bisognerebbe coltivare di più, ma le terre fertili sono limitate. Si potrebbe far crescere la produzione nelle terre già coltivate, ma servirebbe molta acqua dolce, che scarseggia. Pensiamo alla catena dell'Himalaya: i suoi ghiacciai danno acqua a miliardi di indiani e di cinesi. Ma l'aumento delle temperature rischia di far scomparire questa immensa riserva.  Nel giro di un ventennio.

I cambiamenti climatici - di scena in questi giorni a Cancun per il tradizionale summit internazionale (nella 
speranza che sia più fruttuoso di quello scorso, a Copenaghen) - rappresentano un pericolo sempre più ù
incombente. Hanno provocato ondate di calore distruttive (come avvenne nel 2003 quando morirono migliaia 
di persone, in Italia come in Francia), che contribuiranno alle crisi alimentari prossime future. E le prime vittime saranno le genti più povere del Pianeta. 

Nel rapporto del WWF del 2008, confermato quest'anno, si diceva che ai ritmi attuali di sviluppo (e soprattutto
con l'avanzare tumultuoso delle società asiatiche), le risorse del nostro Pianeta non bastano già più, perché
la domanda di energia è in continua salita. Per la nostra sopravvivenza avremo bisogno di una seconda Terra.

Non c'è solo l' umanità in pericolo. La sopravvivenza riguarda tutte le specie animali e vegetali. La biodiversità
sul Pianeta perde ogni giorno un tassello della sua identità. Saccheggiamo le foreste, limitando così 
gli spazi e le possibilità di nutrizione per tante specie animali, depauperiamo i mari senza dare il tempo e la possibilità di rigenerarsi a tante specie ittiche; habitat naturali scompaiono a causa dell'espansione urbana o di produzioni distruttive.

Non si tratta di essere catastrofisti oppure ottimisti, bensì di essere in grado di valutare quanto sta accadendo
con lucidità di analisi, capacità di intervento, saggezza per le scelte da compiere. Perché siamo ancora in tempo per combattere questa sfida. Purché tutti facciano la loro parte: governi, istituzioni, industrie, associazioni, lavoratori, cittadini, mass-media. 

Per quanto ci riguarda, National Geographic negli ultimi anni ha lanciato un messaggio, forte e chiaro: conosci il tuopianeta e prendine cura. Grazie ai nostri giornalisti e ai nostri fotografi che lavorano per il magazine in oltre 
trenta edizioni - ai quali vanno aggiunti i siti ormai presenti quasi dappertutto e i canali televisivi - questo messaggio  raggiunge centinaia e centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. 

"Inspiring people to care about the planet", ispira le persone a prendersi cura del pianeta, tende a far crescere il senso di responsabilità, ogni giorno, ogni momento dell'esistenza.  Perché tutto quello che facciamo contribuisce alla buona o cattiva sorte della Terra. 

Non solo come giornalisti, anche come cittadini siamo in grado di fare e dare di più. Abbiamo il dovere di vivere e di crescere in modo responsabile. 

Possiamo essere solidali, possiamo consumare meno e, soprattutto, in modo diverso.

Da spettatori, passivi ed egoisti, possiamo trasformarci in testimoni, protagonisti, protettori della vita, nostra e delle altre specie. Possiamo fare la nostra parte ogni giorno, cambiando stile di vita, pensando al futuro dei nostri figli e a quello dei figli di persone che vivono a migliaia di chilometri di distanza. Nel mondo globale paradiso e inferno sono accomunati, sul Pianeta tutto è collegato. Anche se penso che i popoli dei paesi ad economia avanzata abbiano più responsabilità rispetto agli altri. Perfino di quei paesi che si affacciano a ritmi vertiginosi alla modernità. 
Ma è l'Occidente che deve dare il buon esempio. 

Per vincere la sfida, è importante recuperare alcuni valori, alcune parole chiave: sobrietà, equilibrio, compatibilità, armonia.E rispetto: delle diversità, dei comportamenti, del modo di vivere, delle culture. E rispetto verso le altre specie, verso la natura che ci circonda e quella che non vediamo: in questa grande avventura ogni specie deve avere il suo posto. 

Altre voci potrei citare e tante altre ne verranno dette in quest'aula. Ne aggiungo solo una: responsabilità: questa Terra è la nostra terra, ed è l'unica che abbiamo. 

Salviamola finché siamo in tempo.

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Published by lalchimista - in Accessori e Ricambi
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  • : Sono poeta,scrittore e saggista,esperto in tappetologia,quindi questo spazio sarà dedicato a queste mie passioni,chi ama la paesia o i tappeti orientali troverà tanti consigli utili e la consulenza gratuita per i vostri tappeti perchè sono convinto che chi è in possesso di conoscenze tecnico-scientifiche le deve mettere a disposizione di tutti,altrimenti è come se non fossi mai vissuto una volta morto. Sono reperibile su flyngcarpet@hotmail.it
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