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15 agosto 2011 1 15 /08 /agosto /2011 22:01

Sembra che tra storia e leggenda, un certo Flavio Gioia di Amalfi, ivi nato nel 1200 fu l'inventore materiale della bussola che sino ad allora era sconosciuta ai naviganti che usavano ancora gli strumenti tradizionali. Amalfi gli ha dedicato anche un monumento.

Comunque fu a Magnesia, antichissima città dell'Asia Minore che fu trovato un minerale che aveva la curiosa particolarità di attirare il ferro. Il nome di questo minerale gli fu dato quando lo si estrasse dal monte Calamita, nell'isola d'Elba.

Sembra che già i cinesi circa 4000 anni fa conoscessero questo materiale che attirava il ferro , secondo quanto affermarono dei missionari gesuiti che lo scoprirono nel XVI° secolo nella biblioteca di Pechino. E già allora, riferiscono, si parlava di una rudimentale bussola e l'applicazione del magnete nella navigazione.

La bussola arcaica era un recipiente di legno o di rame come una scodella, sopra vi si poneva una copertura trasparente, cioè vetro o altro. In mezzo ad esso veniva posto un asse fisso di rame o d'argento fissando le due estremità al lato alto e basso del vaso.

L'asse doveva avere due fori incrociati per uno dei quali passava un filo di ferro a maniera d'ago e per l'altro uno di argento o rame che incroci l'altro ortogonalmente.

Questa era la base di partenza cui Flavio Gioia perfezionò applicando sul fondo della bussola la famosa "rosa dei venti" con l'immagine di un giglio ad indicare il nord, cioè il primo rombo della tramontana che soffiava sulla costiera amalfitana prendendo spunto dal suo comune quello di Tramonti.

La seconda innovazione fu quella di indicare il nome dei venti principali sulla rosa: il Greco, lo Scirocco, e il Libeccio. Egli poi aggiunse la calamita di provenienza toscana, molto più adatta, sostituendo la magnetite.

Lo strumento si dimostrò efficacissimo per la navigazione e la sua divulgazione divenne in breve strumento per tutte le marinerie allora esistenti dal 1300 in poi.

La sua bussola fu persino adottata nelle miniere di Massa Marittima per orientare i minatori sottoterra nelle varie gallerie. A onor del vero bisogna dire che la figura di Flavio Gioia è molto discussa.

La bussola è stata inventata ad Amalfi ma sembra che l'inventore a cui è stata attribuita, in realtà non sarebbe mai esistito come asserito dallo storico Alessandro Barbero nella puntata di "Superquark" di Piero Angela del 7 agosto 2008.

favio gioiaRosa dos Ventos

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Published by giuseppe esposito lalchimista - in Scienze umane e tecnologie sociali
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