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16 luglio 2011 6 16 /07 /luglio /2011 15:18

Entrambe sono due correnti pittoriche che hanno cambiato il corso della storia della pittura, incidendo profondamente su di essa e anche per quelle nate dopo, come l'astrattismo, il futurismo ecc. che non possono prescindere da esse perché basilari.

Le differenze tra le due correnti sono complementari ma profonde, entrambe però impongono il rispetto della realtà.

L'impresssionismo è la rappresentazione della realtà esteriore, essa esalta gli effetti della luce, evidenzia i colori è rende gradevole allo sguardo tutto il mondo esterno che impressiona la mente, come la pittura di Corot, Renoir, Monet, Degas ecc.

L'espressionimo, al contrario, rifiuta il concetto della bellezza esteriore tesa ad esaltare il piacere visivo, ma penetra nel profondo dell'animo umano, esaltando il concetto espressivo dei soggetti o delle sensazioni rilevate dal mondo esterno. Nasce nel 1905 in Francia con la corrente" Fauves", "Le Belve" e in Germania con il gruppo "Die Brucke". La sua forza è il colore vivo.

L'impressionismo nasce nella metà dell'800, esso è un inno al bello, esalta la volontà di vivere, la piacevolezza della natura in tutte le sue forme. Praticamente è l'ottimismo dell'arte e dell'estetica borghese e paesaggistica. Il termine fu coniato dal critico d'arte Louis Leroy.

Di contro l'espressionismo è l'esaltazione della drammaticità, la denuncia del conformismo, dell'ipocrisia, del falso perbenismo della società, esse sono perfettamente rappresentate nelle tele di Van Gogh, Gauguin, Braque ecc. sottolineate dalle pennellate vigorose in alcuni casi, persino violente, a evidenziare il tormento interiore dei suoi geniali interpreti.

Inoltre l'espressionismo si presta molto all'eclettismo dei suoi seguaci, alcuni dei quali provenienti dalla scuola impressionista come Henri Matisse che la abiurò, per dedicarsi ad una ricerca della pittura di "movimento" come egli la chiamava, dando vita alle forme più istintive di cui divenne fedele interprete.

Ma la pittura sicuramente più espressionista di tutte è quella di Eduard Munch, definito il pittore dell'angoscia, dalla quale traspare tutto il pessimismo della vita che aveva il suo interprete, e il suo quadro conosciutissimo come "Il grido" esprime tutta la tragicità dell'esistenza umana che traspare anche dai colori usati dall'artista.

Recentemente il quadro è stato anche oggetto di furto dal museo di Oslo, ma poi ritrovato.

Concludendo si può dire che entrambe le espressioni pittoriche hanno prodotto grandi interpreti

ed hanno influenzato la musica, il costume, la letteratura, il teatro, l'architettura ecc.

Monet sui NebrodiEl Grito de Munch (Version Yosi)

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Published by giuseppe esposito lalchimista - in Pittura e Scultura
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