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30 novembre 2014 7 30 /11 /novembre /2014 14:54

A due ore di macchina da Yerevan, la capitale dell’Armenia, c’è la cantina più vecchia del mondo. In un villaggio chiamato Areni, gli archeologi hanno infatti trovato le prove di una produzione di vino datata 6000 anni fa. Con ogni probabilità, i lontani antenati degli abitanti di Areni erano venuti a conoscenza delle primordiali tecniche di vinificazione grazie a contatti con insediamenti umani ancora più a sud, in un’area del Vicino Oriente che copre parte di Siria, Iraq e Iran. 

In effetti, come raccontano Rob Desalle e Ian Tattersall in Il tempo in una bottiglia, libro allegato a richiesta con «Le Scienze» di novembre e in vendita nelle librerie per Codice Edizioni, scavi archeologici avrebbero scoperto nell’insediamento Hajji Firuz Tepe, sui monti Zagros, in Iran, indizi di vinificazione datati tra 7000 e 7400 anni fa.  Certo, le testimonianze di Areni sono assai più probanti. In Armenia gli scavi hanno portato alla luce strutture dedicate alla produzione di vino, mentre nel sito iraniano non è ancora possibile stabilire con certezza se le tracce di fermentazione alcolica da uva rilevate in un recipiente di ceramica provengano da un processo messo in atto dall’uomo e non dalla natura. 

Ma in fondo è solo una questione di dettagli. Il resto della storia è noto. Da quell’area del Vicino Oriente, il vino avrebbe poi conquistato Medio Oriente e Nord Africa, per arrivare ai Greci e ai Romani, fino alle aree più interne dell’Europa, ed entrare a far parte della cultura di numerosi gruppi umani, tra i quali ci sono anche gli scienziati.  I due autori lavorano in ambiti diversi, Desalle è un biologo molecolare, Tattersall un antropologo, ma entrambi per l’American Museum of Natural History di New York.

In passato hanno già scritto a quattro mani e come confessano in questo ultimo lavoro, nella stesura delle opere precedenti avevano preso l’abitudine di innaffiare le tante ore trascorse insieme con abbondanti quantità di vino per affinare l’istinto della scrittura. Questo libro è quindi un tributo a una musa ispiratrice. Ma non di sola storia si parla. La conoscenza sul vino è approfondita da diversi punti di vista.  L’evoluzione ci spiega che l’attrazione per una bevanda che contiene etanolo è un retaggio dei nostri antenati primati, i quali, essendo frugivori, avevano sviluppato una grande attenzione ai messaggi chimici di tipo alcolico emessi dalla frutta matura. Fisiologia e neuroscienze ci spiegano perché corpo e cervello segnalano che siamo andati oltre il consentito, basti pensare ai postumi di una sbronza. 

Le neuroscienze fanno anche il punto sui fattori che aumentano il rischio di dipendenza dal vino in alcune persone più di altre, sebbene la genetica spieghi forse per metà questo fenomeno. La genetica inoltre offre uno strumento per indagare sulle parentele delle tante varietà di vite e sulle differenti tolleranze all’etanolo osservate oggi nelle persone. Biologia ed ecologia mostrano che il vino è il prodotto finale dell’interazione tra la vite, l’ambiente in cui vive e altri organismi che le vivono sopra e intorno.  

C’è spazio anche per la tecnologia, e non potrebbe essere altrimenti. Fin dagli albori la vinificazione ha sfruttato conoscenze tecniche e scientifiche per migliorare il risultato. La modifica del genoma dei vitigni potrebbe rivelarsi uno strumento potente, anche se ci sarebbe da convincere i consumatori del fatto che un vino OGM sarebbe in linea con altre tecniche di ingegneria genetica, come innesti e incroci tra viti, già in uso. Sempre che il riscaldamento globale non renda l’intervento sul patrimonio genetico l’ultima spiaggia per godersi un buon bicchiere di vino. Magari leggendo un libro che racconta da dove nasce questo piacere squisitamente umano.

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Published by lalchimista - in Archeologia e scoperte
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  • : Sono poeta,scrittore e saggista,esperto in tappetologia,quindi questo spazio sarà dedicato a queste mie passioni,chi ama la paesia o i tappeti orientali troverà tanti consigli utili e la consulenza gratuita per i vostri tappeti perchè sono convinto che chi è in possesso di conoscenze tecnico-scientifiche le deve mettere a disposizione di tutti,altrimenti è come se non fossi mai vissuto una volta morto. Sono reperibile su flyngcarpet@hotmail.it
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