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23 luglio 2014 3 23 /07 /luglio /2014 10:57

L’ossidazione è la funzione per la quale le nostre cellule consumano, ossidandole, molecole di zucchero e di grassi e usando l’ossigeno come combustibile. Con questo processo si produce l’energia che viene utilizzata per le varie funzioni del corpo, ma si formano anche i cosiddetti radicali liberi: composti estremamente reattivi capaci di neutralizzare i batteri nocivi o le cellule degenerate.
Il problema si pone quando questi composti radicatici risultano in eccesso rispetto alle fisiologiche capacità del nostro organismo di neutralizzarli. Questo eccesso, denominato “stress ossidativo”, può causare danni alle strutture più importanti della cellula, come il nucleo o la membrana cellulare, e, in soggetti geneticamente predisposti, può condurre a una serie di patologie anche gravi tra le quali l’infarto cardiaco, l’ictus cerebrale, il morbo di Alzheimer, il morbo di Parkinson e può aumentare notevolmente i processi di invecchiamento.

Il nostro organismo, come già detto, possiede un corredo enzimatico per far fronte a questa situazione ossidativa e si avvale anche di sostanze assunte dall’esterno: gli alimenti quali frutta e verdura contengono antiossidanti naturali come le vitamine, i minerali e gli enzimi. Pertanto l’alimentazione rappresenta, in prima battuta, un importante fattore di riequilibrio del corpo . I radicali liberi stringono anche importanti rapporti con l’infiammazione cronica. Sappiamo che l’infiammazione è biologicamente importante per difendere i tessuti del nostro corpo da vari tipi di aggressione. Quando questo processo si prolunga nel tempo, cioè si cronicizza, può diventare un’ulteriore fonte di produzione di radicali liberi i quali, a loro volta, aumentano lo stato infiammatorio danneggiando i tessuti e instaurando un circolo vizioso che porta rapidamente l’organismo sulla via della malattia e dell’accelerazione dei processi di invecchiamento.

 

Secondo: lo squilibrio ormonale

 

Per capire meglio come questo stato infiammatorio può più facilmente instaurarsi e cronicizzarsi, esaminiamo un altro importante pilastro di questo processo: lo squilibrio ormonale. Con squilibrio ormonale non si intende una mera carenza o un eccesso di un singolo ormone, ma il disequilibrio dei rapporti che tutti gli ormoni hanno tra di loro e con tutte le altre strutture dell’organismo. Quando questa armonia si altera è come se in un’orchestra uno o più elementi si mettessero a suonare per conto proprio, senza accordarsi con il resto dei musicisti.

Sorprendentemente noi siamo la prima causa di questo squilibrio, sia per i ritmi frenetici della vita che conduciamo che, soprattutto, per il nostro stile alimentare spesso basato su un eccessivo consumo di zuccheri dati dalla pasta, dal pane, dall’onnipresente pizza e, soprattutto, da un’enorme varietà di dolciumi e bibite . Sappiamo che il nostro organismo scompone gli zuccheri sino a formare glucosio il quale rappresenta il maggiore nutriente cellulare. Per compiere questa funzione l’organismo necessita dell’apporto dell’ insulina, un ormone secreto dal pancreas che serve a facilitare l’utilizzazione del glucosio da parte delle cellule.

Ma se il glucosio è in eccesso? Allora, piano piano, si instaurano delle condizioni sfavorevoli che conducono all’insulinoresistenza, evento in cui, a forza di secernere insulina in risposta all’introduzione di zuccheri, le cellule bersaglio diventano meno sensibili ad essa. In tutta risposta il pancreas secerne ancora più insulina, in un circolo vizioso che porta a molte condizioni patologiche come il diabete, l’ipertensione e l’obesità.
Inoltre dobbiamo notare che l’eccesso di insulina va a interferire con l’attività di moltissimi altri ormoni, producendo ulteriori squilibri a vari livelli di regolazione fisiologica e aumentando lo stato infiammatorio dell’organismo. 

Pertanto, come l’alimentazione può provocare l’innesco di questi problemi, d’altro canto può anche aiutare a risolverli. Possiamo ridurre drasticamente l’assunzione di zuccheri e carboidrati prediligendo quelli integrali che danno uno stimolo insulinico minore e più rallentato; possiamo integrare la dieta con cibi che contengono acidi grassi della serie omega 3, gli unici che possono stornare la produzione di eicosanoidi a favore di quelli buoni con attività protettiva sulla circolazione e sui tessuti; possiamo prediligere gli olii spremuti a freddo ed i semi oleosi ricchi di benefici grassi mono e poli-insaturi che favoriscono anche il metabolismo lipidico dell’organismo.

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Published by lalchimista - in Salute e cura del corpo
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  • : Sono poeta,scrittore e saggista,esperto in tappetologia,quindi questo spazio sarà dedicato a queste mie passioni,chi ama la paesia o i tappeti orientali troverà tanti consigli utili e la consulenza gratuita per i vostri tappeti perchè sono convinto che chi è in possesso di conoscenze tecnico-scientifiche le deve mettere a disposizione di tutti,altrimenti è come se non fossi mai vissuto una volta morto. Sono reperibile su flyngcarpet@hotmail.it
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