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28 gennaio 2012 6 28 /01 /gennaio /2012 22:09

La dott.ssa Chiara Comastri è una specialista psicologa che ha creato un metodo speciale per risolvere il problema della balbuzie che generalmente può essere ereditaria oppure spicosomatica . Ha chiamato questo metodo Psicodizione che si è dimostrato molto efficace per aiutare chi soffre di questo difetto che risulta di impedimento specie nei bambini.

Si sono individuate due forme principali di balbuzie, quella primaria (presente nei primi anni d'età) caratterizzata da una mancata consapevolezza del disturbo fonetico, dalla presenza di esitazioni, ripetizioni e prolungamenti e dall'assenza di tentativi d'evitamento di quel particolare fonema o sillaba, e quella secondaria (s'instaura, a parte alcune eccezioni, in età scolare) distinta per la presenza di consapevolezza del disturbo da parte del soggetto. Caratteristiche sono le "sincinesie" che comprendono i movimenti mimico-facciali, l'atto di chiudere la mano a pugno, l'incoordinazione respiratoria, il fare una brusca inspirazione respiratoria o la deglutizione. Tutti atti per prevenire o superare un blocco o una specifica parola. Per evitare alcuni fonemi o parole, sui quali c'è la certezza d'incontrare delle difficoltà, il balbuziente usa diversi espedienti, tra cui: pause silenti di diversa durata, un giro di parole, ritenuto in ogni modo ridicolo e imbarazzante (ad esempio volendo chiedere di farsi passare un cucchiaio proprio per la presenza della "c" gutturale iniziale, potrebbe chiedere "…dammi la posata per la minestra…" ), i suoni d'imbarazzo (…ehm…) e le embolalie "intercalari ripetuti nella struttura del discorso…" (Galimberti, 1992) come ad esempio "…poiché…", "…infatti…", "…dunque…". Questo modello di comportamento, se portato all'eccesso, può sfociare in una fobia sociale verso l'atto di parlare, ossia la "logofobia". Il bambino deciderà così o di non parlare o di sostituire la parola per lui impossibile con un'altra, spesso però insoddisfacente (Croatto et al.,1994)

 

Il corso di PsicoDizione è strutturato in due settimane intensive di lavoro.

Il lavoro si sviluppa quotidianamente per 13 giorni continuativi e tratta 2 aspetti fondamentali:

 

1)      Non percepire "il blocco" quando si parla;

2)      Canalizzare l’emozione in modo funzionale:

 

Vediamoli più nel dettaglio:

  

1) Bisogna riuscire a creare i singoli suoni che compongono ogni parola ed ogni frase in modo consapevole, gustandoli uno ad uno. Ciò produce 2 effetti molto interessanti: il primo è quello di migliorare la propria estetica della parola. I tempi interni della frase vengono davvero creati istante per istante. Nulla è detto troppo in fretta o troppo lentamente o per caso o per mascherare un blocco percepito, ma ogni passaggio è voluto e gustato.

Il secondo effetto è quello di “occupare le proprie attenzioni” totalmente nel raggiungimento di questa buona estetica e dell’incontro con l’interlocutore e dunque non arriverà la percezione interna dell’inceppo od il pensiero di cosa le altre persone potrebbero pensare di noi, ecc..

Tutto questo crea la sensazione di un pensiero mantenuto lineare, crea la certezza della coordinazione fra pensiero e parola spesso assente nelle persone che, in presenza di emozione, tendono ad avere anche un linguaggio tentennante.

Come può PsicoDizione ottenere così grandi successi se non lavora sulla rieducazione respiratoria, sul rilassamento della persona, sul seguire un ritmo, sull’emissione del primo suono…….?

Come può PsicoDizione ottenere così tanti successi con tipologie molto diverse di balbuzie ( quella con le ripetizioni, quella con i tic, quella dove la persona “non appare”nemmeno balbuziente, ma lo sa lui che usa i sinonimi o i giri di parole, ecc..) e con gravità molto diverse?

A tutte queste domande si risponde facilmente comprendendo COME SI ARRIVA ALLA PRODUZIONE DELL' INCEPPO NEL LINGUAGGIO? (QUALI SONO LE TAPPE che portano al manifestarsi del blocco o della disfluenza? Le tappe sono 4.

1° tappa: la persona sa cosa vuole dire

2° tappa: la persona percepisce internamente l'arrivo di un suono "inceppato";

3° tappa: la persona si spaventa di questa percezione;

4° tappa: la persona ricerca velocemente di trovare una soluzione al blocco che ha già sentito dentro sè. In questa fase tutte le energie sono finalizzate a mascherare l'inceppo, a fare di tutto perchè l'interlocutore non si accorga che ci si sta per inceppare. E' proprio in questa stessa fase che ogni persona manifesta la propria tipologia di inceppo: chi forza il suono con smorfie di viso od occhi, chi cerca sinonimi o giri di parole per evitare "quel" suono, chi inserisce intercalari per prendere tempo, chi mette sotto sforzo la respirazione, ecc..  

 Dunque, tutto parte dentro noi in fase 2 e PsicoDizione agisce proprio in questa fase: permette alla persona di non percepire il disagio, di mantenere il pensiero fluido così non si creerà nè la fase 3 né tantomeno la 4.

Per la fonte della notizia cliccare sul link: http://www.psicodizione.it/index.php/balbuzie-metodologia.html.


 

 

 

 

 

 

 


 

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Published by lalchimista - in Accessori e Ricambi
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  • : Sono poeta,scrittore e saggista,esperto in tappetologia,quindi questo spazio sarà dedicato a queste mie passioni,chi ama la paesia o i tappeti orientali troverà tanti consigli utili e la consulenza gratuita per i vostri tappeti perchè sono convinto che chi è in possesso di conoscenze tecnico-scientifiche le deve mettere a disposizione di tutti,altrimenti è come se non fossi mai vissuto una volta morto. Sono reperibile su flyngcarpet@hotmail.it
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