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31 luglio 2011 7 31 /07 /luglio /2011 21:00

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La sua origine è un po avventurosa e risale addirittura al re di Polonia Stanislao Lecszczinski (1704-1745), egli era il suocero di Luigi XV re di Francia, in quanto questi aveva sposato la figlia Maria. Spodestato dallo zar di Russia gli fu assegnato il ducato di Lorena. Si dice che a causa del dispiacere del regno perduto, si diede ai dolci e così inventò il babà, derivato da un dolce locale.

 

Stanislao di Polonia amareggiato dalla perdita del suo regno e costretto a stare nel piccolo ducato, aveva continuo bisogno di qualcosa di dolce, egli spronava continuamente i suoi cuochi a inventare sempre qualcosa di nuovo nel campo dolciario.

 

Gli veniva spesso servito il dolce locale chiamato "kugelhupi" tipico del territorio fatto di farina finissima, uova e uva sultanina. All'impasto veniva poi aggiunto lievito fino ad ottenere una pasta soffice e spugnosa. Ma al re non andava molto a genio perché lo considerava asciutto tanto da appiccicarsi al palato.

 

Intanto egli studiava il sistema di come uscire da quella prigione a cui era stato relegato, accarezzando il progetto di creare una sorta di UE antelitteram

senza vincitori né vinti. Un tavolo comune al quale tutti i regnanti potevano partecipare senza timori reverenziali.

Mentre rimuginava su questo progetto, il maggiordomo gli servì il solito dolce ma il re afferrò rabbiosamente il piatto di portata con il contenuto e lo scagliò lontano nella sala da pranzo.

 

Il "proiettile" insolito colpi una bottiglia di rhum giamaicano aperta e il contenuto si versò sul kugelhupl inondandolo. L'impasto informe assunse di colpo un colore dorato e un profumo avvolgente si sparse intorno. Incuriosito il re preso un cucchiaino dorato e assaggiò un boccone di quel residuo ambrato.

 

Era nata una leggenda e fu il re stesso a dedicare questa sua invenzione ad Ali Babà, uno dei libri che il re prediligeva, personaggio di "Le mille e una notte" . Il babà arrivò a Parigi nelle pasticcerie locali, ma a portarlo a Napoli furono alcuni chef che erano al servizio della nobiltà napoletana, dandogli la forma ancora attuale, cioè a "fungo".

 

Sembra che la leggenda fu ulteriormente alimentata dalla presentazione di una "corbeille" di babà preparati da un famoso chef napoletano Scaturchio con la quale Stanislao riuscì ad addolcire tutti i regnanti dell'epoca e la pace durò sovrana per lunghi anni.

Il babà napoletano è entrato di diritto nell'eccellenza alimentare mondiale, come la pastiera.

 

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Published by giuseppe esposito lalchimista - in cucina e ricette
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