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7 luglio 2011 4 07 /07 /luglio /2011 15:55

L'archeologia ha mai rinvenuto tappeti dipinti sui muri? Sembrerebbe di sì. Sappiamo che le prime grandi civiltà si sono sviluppate in Mesopotamia tra i fiumi Tigri e Eufrate intorno al 4000-3000 a.C. Almeno così ci hanno insegnato a scuola, ma a volte la realtà supera la fantasia, come vedremo.

Negli anni 30 in Turchia, sotto una collina a circa 320 km da Ankara, fu scoperta una città antichissima le cui origini risalirebbero al 7200 a.C. e per molti anni fu ritenuta l'agglomerato urbano più antico al mondo. La sua concezione architettonica è unica nel suo genere.

Non esistevano strade e i suoi abitanti si spostavano a mezzo di rudimentali scale a pioli, camminando sui tetti. Ogni casetta era scavata nella roccia oppure fatta di mattoni di fango e paglia; internamente aveva una botola dalla quale essi spostavano agevolmente. Una città di circa 6.000 abitanti di cui non si conosce la provenienza o il gruppo etnico.

Nel 1957 l'archeologo inglese James Mellaart approfondì alcuni scavi a Catal Huyuk in posti ancora murati e portò alla luce delle pareti affrescate con disegni di tappeti Kilim, decorati con disegni zoomorfi simboleggianti la fertilità, in uso nel Neolitico.

I locali rinvenuti con gli affreschi di tappeti erano luoghi di svolgimento di riti tribali e i tappeti disegnati erano a grandezza naturale, riportanti anche disegni di animali e figure umanoidi a significare il controllo dell'uomo sulla natura.

La scoperta rilancia fortemente il cosiddetto Kilim, cioè un manufatto povero e così arcaico, mai tenuto in gran considerazione da chi si occupa di tappeti annodati e snobbato da collezionisti e amatori per la sua poca consistenza. Infatti non si sono mai rinvenuti suoi frammenti antichi.

Ciò non toglie che la scoperta di questi disegni così ancestrali sia molto importante ai fini della riabilitazione storica che fecero poi gli studiosi grazie al vasellame rinvenuto, tra l'altro contenente residui di specie vegetali, come del frumento, all'orzo, alcuni legumi, nonché residui di filamenti rudimentali che essi attribuirono a tessuti piatti come i Kilim.

kilim rug #3

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Published by giuseppe esposito lalchimista - in Pittura e Scultura
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  • : Sono poeta,scrittore e saggista,esperto in tappetologia,quindi questo spazio sarà dedicato a queste mie passioni,chi ama la paesia o i tappeti orientali troverà tanti consigli utili e la consulenza gratuita per i vostri tappeti perchè sono convinto che chi è in possesso di conoscenze tecnico-scientifiche le deve mettere a disposizione di tutti,altrimenti è come se non fossi mai vissuto una volta morto. Sono reperibile su flyngcarpet@hotmail.it
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