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26 agosto 2015 3 26 /08 /agosto /2015 10:39
Sembra che sia solo un antidepressivo.

Sembra che sia solo un antidepressivo.

Dal 17 ottobre, negli Stati Uniti, la casa farmaceutica Sprout Pharmaceuticals metterà in vendita un farmaco per curare la mancanza di desiderio sessuale nelle donne. Il suo nome è Addyi, o flibanserina e da molti giornali è stato definito come il viagra femminile. Il che è un errore grossolano frutto di una semplificazione giornalistica.

 

NON È IL VIAGRA DELLE DONNE.  La flibanserina, infatti, non agisce sull'irrorazione sanguigna e non deve essere assunto prima dell'atto sessuale come nel caso del Viagra: funziona infatti a livello cerebrale, regolando alcuni neurotrasmettitori, e deve essere assunto una volta al giorno, indipendentemente dal fatto che si presenti o meno un'occasione fra le lenzuola.

 

A COSA SERVE. Addyi è stato studiato per curare il cosiddetto desiderio sessuale ipoattivo (in inglese hypoactive sexual desire disorder o HSDD), cioè una condizione di scarso o inesistente desiderio sessuale. A prescindere dalla causa, che può dipendere dalla scarsa produzione di alcuni ormoni, dall'abuso di alcol o sostanze  stupefacenti, e da un problema psicologico irrisolto, il farmaco interagisce con la dopamina e la noradrenalina proprio per risolvere chimicamente la mancanza di libido.

LE POLEMICHE E I DUBBI. L'approvazione da parte della FDA, l'agenzia americana per il farmaco, è arrivata dopo che per ben due volte ne era stata respinta l'introduzione per i numerosi studi che sottolineano l'efficacia ridotta dell'Addyi (solo dall'8 al 13 per cento delle donne che lo prendono hanno benefici superiori a quelli prodotti dal placebo) e i numerosi effetti collaterali (bassa pressione, nausea, svenimento, insonnia).

Ne erano seguite numerose polemiche. In particolare l’associazione per i diritti femminili Even the Score aveva accusato la FDA di essere sessista, per aver approvato solo farmaci contro la disfunzione erettile dell’uomo, ignorando quelli per i problemi sessuali delle donne.

 

Mentre alcune rappresentanti dei movimenti per i diritti delle donne hanno accolto con soddisfazione la commercializzazione di Addyi, altri ritengono che la FDA abbia ceduto a una sorta di ricatto morale approvandone l'uso. 

 

MOLECOLE CHE CAMBIANO LO “STILE DI VITA”.  E se è vero che la pillola può essere venduta solo dietro prescrizione medica, dunque in seguito ad attenta valutazione di vantaggi e svantaggi, ciò non elimina le preoccupazioni.

 

Una in particolare, quella che riguarda le cosidette lifestyle drugs e le patologie fantasma: Adriane Fugh-Berman della Georgetown University, spiega senza mezzi termini che la HSDD è una sindrome inventata dalle case farmaceutiche per poter vendere farmaci che in realtà non sono medicine. 

 

I dati sono ancora poco chiari: secondo vari studi ne soffre una donna adulta su dieci e il 7 per cento delle donne in pre-menopausa; secondo altri colpisce almeno una volta nella vita un terzo delle donne adulte. Solo il tempo e ulteriori studi potranno forse chiarire chi ha davvero ragione.

 

Sconcerto per la controversa approvazione del “Viagra rosa” da parte dell’FDA: se una donna non vuole far sesso, è mentalmente malata

Con una mossa spudoratamente sessista, la Food and Drug Administration (FDA - l’agenzia statunitense di farmacovigilanza) ha recentemente approvato il farmaco "Addyi", spacciato in maniera fuorviante come Viagra femminile. A differenza del Viagra, che agisce sul flusso di sangue ai genitali maschili, Addyi, il “Viagra rosa” è, invece, un farmaco antidepressivo.

C’è di peggio: Addyi è un farmaco antidepressivo originariamente inteso per la “cura” del cosiddetto, Disturbo da Desiderio Sessuale Ipoattivo, o Disturbo dell’Interesse o Eccitamento Sessuale Femminile. In breve, approvando questo psicofarmaco, la FDA implicitamente accetta il cliché secondo cui una donna che, per qualsivoglia ragione, non abbia desiderio sessuale, è matta.

Sembra di ritornare ai tempi in cui gli psichiatri avevano inventato una malattia mentale, l’isteria, per etichettare le donne che si ribellavano alla violenza maschile.

Addyi aumenta la concentrazione di due sostanze chimiche del cervello, dopamina e noradrenalina, e allo stesso tempo riduce la serotonina per aumentare il desiderio sessuale. Sembra molto scientifico: aggiungi un po’ di qui, togli un po’ di lì e voilà, la libido femminile è su di giri e pronta ad andare. Ma non è così semplice e, nel caso dell’antidepressivo Addyi ci sono alcune reazioni avverse molto gravi.

Innanzitutto, come per tutti gli antidepressivi, nessuno ha la più pallida idea di come questo farmaco effettivamente funzioni nel cervello per "curare" questo dubbio disturbo mentale, tanto che, secondo il comitato consultivo della FDA sull’antidepressivo, "il meccanismo preciso di azione con cui il flibanserin aumenta il desiderio sessuale in pazienti con HSDD non è noto". Non si sa, invece, che la FDA ha tirato il sasso e nascosto la mano: ha approvato "Addyi", ma ha precisato una serie di avvertimenti.

I risultati degli studi clinici sono stati marginali nel migliore delle ipotesi: le donne che assumono la pillola dell’amore registrano un aumento di circa 0,5 a 1 eventi sessuali soddisfacenti al mese, rispetto al campione “trattato” con placebo (uno zuccherino) ma, sulla base dei risultati, i rischi sembrano essere di gran lunga meno piacevoli. Di conseguenza, la FDA sta richiedendo che le confezioni di Addyi riportino i più seri avvertimenti; simili a quelli dei pacchetti di sigarette: il farmaco non deve essere utilizzato da chi beve alcolici (aumenta il rischio di grave ipotensione e sincope). Altri effetti collaterali comuni includono vertigini, sonnolenza, nausea, stanchezza, insonnia e secchezza delle fauci.

La FDA è così preoccupata per i possibili effetti negativi di Addyi sulle donne che sta richiedendo a medici e farmacisti di guardare una presentazione online e superare un test della loro comprensione: per prescrivere questo farmaco non basta una laurea in medicina; occorre un certificato speciale.

Potrebbe apparire insolito, per non dire offensivo e umiliante, sostenere che se una donna non sperimenta desiderio sessuale soffre di una malattia mentale; eppure non è la prima volta che la FDA, con l’aiuto dell’Associazione Psichiatrica Americana (APA), cede alle pressioni multimiliardarie per la mercificazione delle malattie. In maniera simile, quando APA ha riconosciuto per alzata di mano l’esistenza del disturbo disforico premestruale (PMDD) o sindrome premestruale come disturbo mentale, come per incanto, il gigante farmaceutico Eli Lilly ha tirato fuori il coniglio dal suo cappello: il suo antidepressivo best seller, Prozac, ribattezzato Sarefen, funziona benissimo per il "trattamento" del PMDD.

Il Sarafem non rappresenta una scoperta - non vi è letteralmente alcuna differenza chimica tra gli antidepressivi Prozac e Sarafem. Lilly semplicemente ha cambiato il colore della pillola dal verde a un rosa molto femminile e lo vende come nuovo "trattamento" per un disturbo mentale inesistente. Come Prozac e Sarafem, la nuova rosa "Addyi" è un antidepressivo che ha fatto già fiasco tre volte, e viene ora riproposto per le donne sofferenti della presunta malattia mentale di non voler sesso.

Al di là dei noti e pericolosi effetti collaterali degli antidepressivi, e tralasciando qualsiasi commento sul disturbo mentale inesistente che essa afferma di "curare “, ci sono altre questioni ancora più misteriose: chi decide qual è il numero "normale" d’incontri sessuali che una donna può desiderare? E ancora, se una donna vuole meno sesso rispetto alla media, questo richiede di alterarne chimicamente il cervello?

Le differenze tra il desiderio sessuale di uomini e donne, comicamente rivelate in molte commedie di successo, può essere reale o no, ma l'uso di pericolosi farmaci psicotropi per aumentare il desiderio sessuale di una donna è semplicemente l’ennesimo episodio di una serie; la patologizzazione del comportamento femminile da parte di FDA e APA.

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  • : Sono poeta,scrittore e saggista,esperto in tappetologia,quindi questo spazio sarà dedicato a queste mie passioni,chi ama la paesia o i tappeti orientali troverà tanti consigli utili e la consulenza gratuita per i vostri tappeti perchè sono convinto che chi è in possesso di conoscenze tecnico-scientifiche le deve mettere a disposizione di tutti,altrimenti è come se non fossi mai vissuto una volta morto. Sono reperibile su flyngcarpet@hotmail.it
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