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9 gennaio 2015 5 09 /01 /gennaio /2015 17:27

Nel tardo pomeriggio di ieri si sono susseguite importanti notizie sul fronte del Canone Rai nella bolletta elettrica. Tuttavia, proprio quando tutto sembrava fatto, è arrivato il dietrofront di Palazzo Chigi. I tempi sono troppo stretti: improbabile che il Canone Rai possa slittare nella bolletta elettrica già dal gennaio 2015. E si attendono nuove notizie.

LE PAROLE DI GIACOMELLI – “Il Canone Rai sarà nella bolletta elettrica”. Parola di Antonello Giacomelli, sottosegretario allo Sviluppo economico; dichiarazioni importanti, “rassicuranti”, che lasciano trapelare una certo grado di certezza sull’ipotesi in questione.

– Garanzie che crollano di fronte alle voci che arrivano da Palazzo Chigi; fonti che indicano tempi troppo stretti per inserire la misura nella Legge di Stabilità di quest’anno e che fanno slittare l’idea di avere la tassa più odiata dagli italiani nella bolletta elettrica già dal prossimo gennaio.

L’OBIETTIVO: RECUPERARE L’EVASIONE – Veicolare il Canone Rai nella bolletta elettrica ha un solo grande obiettivo: ridurre l’evasione fiscale. Lo ha spiegato, sempre nel pomeriggio di ieri, lo stesso Giacomelli.

– “La scelta vera – ha dichiarato Giacomelli – è che, d’accordo con Rai, la nostra intenzione è di non trasferire alla Rai in aggiunta al gettito attuale l’evasione recuperata ma abbiamo deciso di restituirla interamente ai cittadini, abbassando fortemente il canone”.

– Una strategia che, qualora fosse realizzata, consentirebbe di garantire un elevato risparmio per i cittadini, che si troverebbero a pagare 60-65 euro per il Canone anziché i 113,50 euro pagati nel 2014.

LA NUOVA CONCEZIONE DI CANONE – Stop, dunque, a quella norma ormai anacronistica in base alla quale il Canone Rai debba essere pagato solo da chi possiede un televisore, e conseguente riformulazione della stessa, rivolta ora a chiunque possieda un contratto di fornitura elettrica.

– “La norma attuale – spiega ancora Giacomelli – prevede la tassa in base al possesso del televisore, ed è una norma anacronistica. Se (il canone, ndr) rimanesse legato a quel concetto, dovrei dire ‘il possesso di un apparecchio televisivo, oppure di un pc, oppure di un tablet, oppure di uno smartphone, oppure di ogni altro device atto a ricevere il segnale”.

– “Vuol dire – ha continuato Giacomelli – fare una norma con prescrizioni molto ampie e molto dure, ma sostanzialmente inapplicabile. In altre parole prendere in giro e continuare a consentire l’evasione. Quindi noi identifichiamo l’elemento unificante, che è l’alimentazione dei diversi device e, quindi, il contratto di fornitura elettrica”.

PRESTO I NUOVI AGGIORNAMENTI – Che la riforma del Canone Rai sia inserita nella Legge di Stabilità sembra un’ipotesi alquanto complessa. Più facile che la questione venga risolta con un decreto legge.

– Tale la soluzione ora al vaglio del Mef, che sta valutando la fattibilità dell’intervento, tenendo anche conto dei costi e delle tempistiche di aggiornamento dei software delle aziende fornitrici di energia elettrica.

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Published by lalchimista - in tecnologia
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