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10 gennaio 2015 6 10 /01 /gennaio /2015 11:24

Quando vennero fotografati nel 1995 dal telescopio spaziale Hubble vennero definiti i «Pilastri della Creazione» e divennero subito una delle immagini più famose del Cosmo, se non l’icona stessa dell’astronomia. Ora la Nasa, in occasione del ventesimo anniversario della foto e dei 25 anni di Hubble (nel prossimo aprile) ha diffuso la stessa immagine, ma con una serie di dettagli e una definizione mai finora raggiunta, che aumentano la bellezza e lo splendore di questa meraviglia della natura.

Le nuove immagini dei Pilastri della Creazione

I «Pilastri della Creazione» sono tre colonne dense di gas freddi e polvere estese per 5 anni luce che si trovano a una distanza di 6.500 anni luce da noi, illuminate dalle radiazioni di giovani stelle di grande massa in una piccola regione retrostante della Nebulosa Aquila (M16). Secondo uno studio del 2007 basato sui dati del telescopio spaziale a raggi X Spitzer, gli scienziati hanno ipotizzato che i Pilastri in realtà non esistono più nella forma in cui li vediamo: sarebbero stati modificati (forse anche distrutti) dall’esplosione di una supernova avvenuta circa 6 mila anni fa. Ma sulla Terra l’immagine dei Pilastri si potrà vedere ancora per un migliaio di anni prima che la luce ci raggiunga e ci faccia osservare la nuova forma che i Pilastri hanno assunto dopo l’esplosione stellare.

Sparizione

«Questa struttura è molto dinamica», ha commentato Paul Scowen di Arizona State University, che fece le prime osservazioni sulla Nebulosa Aquila. «La struttura bluastra che circonda i Pilastri è composta da gas riscaldati che stanno evaporando nello spazio a causa delle radiazioni ionizzanti. La nostra fortuna è che siamo riusciti a catturare questa forma fantastica prima che sparisca». Ma mentre da una parte i Pilastri stanno sparendo, dall’altra stanno crescendo. Comparando le due immagini scattate a vent’anni di distanza, gli scienziati hanno notato che una zona dei Pilastri si è espansa di 100 miliardi di chilometri, a una velocità di 725 mila km all’ora.

Il telescopio Hubble non solo ha scattato una nuova immagine in luce visibile dei Pilastri, ma ha anche eseguito un’indagine ai raggi infrarossi. Agli infrarossi l’immagine che se ne ricava è molto diversa: mostra una struttura molto più evanescente, in particolare il Pilastro I (quello più a sinistra), che quasi scompare, mentre appaiono con maggiore dettaglio le stelle nascoste dalla massa di polvere gas che compongono i Pilastri. Ciò avviene in quanto gli infrarossi riescono a penetrare attraverso la maggior parte del gas, eccetto che per le parti più dense delle colonne.

I ricercatori ritengono che anche il nostro Sole si sia formato oltre 4,6 miliardi di anni fa in una regione turbolenta simile a quella osservata nei Pilastri. «Guardare questa immagine, è come guardare la nostra stella mentre si formava», ha concluso Scowen il 5 gennaio, quando la nuova immagine è stata mostrata alla 225ma riunione della Società astronomica americana che si è riunita.

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Published by lalchimista - in astronomia
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