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29 dicembre 2014 1 29 /12 /dicembre /2014 12:14


Da Torino la banda larga è stata "presa" e spedita fino a Verrua con delle antenne wireless a basso costo sviluppate appositamente per aggirare le colline e far arrivare un segnale potente. Nel comune, esteso su oltre trenta chilometri quadrati, la tradizionale rete via cavo era appannaggio di pochi fortunati e ancora oggi fuori dalla città il segnale non sempre arriva bene. Importanti i numeri del progetto: da un nucleo di 70 famiglie si è arrivati a servire con il nuovo sistema wi-fi circa 260 case su un totale di 630. Si tratta di numeri importanti se si considera che nel comune metà della popolazione è over 70. “Il fatto che io fossi originario del comune di Verrua Savoia ci ha sicuramente agevolato, ci ha fatto evitare una serie di diffidenze che avrebbero potuto crearsi”, spiega Daniele Trinchero, l'ideatore del progetto che nel suo curriculum può vantare il record di trasmissione radio a distanza.

Non si è trattato però solo di un esperimento tecnico. C’è stato qualcosa di più. Tra i ricercatori e gli abitanti si è creato un proficuo rapporto di collaborazione che ha trasformato l’esperimento scientifico in un progetto comunitario e condiviso: “Abbiamo sempre comunicato ogni variazione o interruzione di servizio, il nostro obiettivo è sempre stato quello di portare internet in un’ottica partecipativa. Si è creata una comunità intorno alla condivisione di questo servizio”, spiega ancora Trinchero. Tuttavia anche le cose belle e funzionanti hanno una fine. La sperimentazione, della durata di 52 mesi (quando la media per questo tipo di attività è di 6-12 mesi in Italia) sta per terminare e si avvia a concludersi il 31 dicembre 2014.

Ma Trinchero e gli abitanti di Verrua Savoia hanno deciso di non disperdere quanto costruito in questi anni. E il 28 novembre annunceranno, nello splendido scenario della Fortezza della cittadina, una piccola ‘rivoluzione’: la nascita di un gestore di rete costituito dai cittadini (29 i soci fondatori) tramite l’associazione di promozione sociale “Senza Fili, senza Confini”, che proseguirà l’attività avviata da Trinchero e dal Politecnico di Torino negli anni scorsi. L’associazione, la prima in Italia a trasformarsi in un operatore di rete, è già iscritta al registro degli operatori di telecomunicazione e al Consorzio Top-Ix (che riunisce gli operatori internet piemontesi) e avrà un mandato particolare: non potrà fare business. Il suo unico scopo sarà quello di portare internet gratuitamente su tutto il territorio di Verrua Savoia. Ogni iscritto verserà una quota di 50 euro annui. Con il denaro raccolto si acquisterà la banda larga (gratuita durante la sperimentazione) da un operatore e con gli strumenti del Politecnico di Torino e del laboratorio di Trinchero i cittadini continueranno ad usufruire di internet a 20 megabit nelle loro case senza altri costi aggiuntivi. La copertura è pressoché totale: 98% del territorio e 97% delle famiglie.

Tuttavia non si tratta di una crociata contro gli operatori del settore, che del resto non avrebbero alcuna convenienza economica a portare un servizio con determinate prestazioni su un territorio rurale come quello di Verrua: “Non c’è concorrenza con gli operatori perché l’associazione deve comunque acquistare da loro una banda – spiega Trinchero - E’ chiaro che le condizioni di acquisto sono molto più favorevoli perché l’acquisto lo fa una comunità e non dei singoli cittadini. L’operatore è rasserenato dal fatto che non ha costi operativi perché è l’associazione ad occuparsi di distribuire la banda ai propri associati". Anche il Ministero dello Sviluppo non si è messo di traverso. Naturalmente, per evitare ogni polemica, l’attività di questo ‘particolare’ operatore sarà improntata alla massima trasparenza: nessuna carica sociale dell’associazione potrà essere retribuita, non potranno esserci avanzi di cassa (il denaro avanzato sarà destinato a borse di studio) e inoltre tutta la contabilità sarà visionabile online da chiunque.

Importante anche il ruolo del Politecnico di Torino, con il quale l’associazione è convenzionata. Un rapporto che permetterà di devolvere all’università denaro da tramutare in borse di studio per studenti interessati a studiare le applicazioni wireless e per finanziare la ricerca nell’ambito del digital divide. Il progetto, per ora confinato nel piccolo comune del Monferrato, sarà un modello replicabile ovunque, un vero e proprio ‘metodo di lavoro’ messo a disposizione di chiunque. E non sono poche le realtà italiane che potrebbero guardare con grande interesse all’iniziativa.


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Published by lalchimista - in tecnologia
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